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Il Vurdalak
di
Sergio Palumbo
Il giorno in cui biondo e prestante Mihai,il figlio
del nobile Snegur, lasciò il castello di famiglia per
andare in guerra fu davvero un triste giorno.Il giovane,
sebbene forte e ben allenato nel combattimento per i
lunghi anni di addestramento militare, non era affatto
sicuro di poter sopravvivere all’incombente battaglia
sanguinosa che l’attendeva, inoltre
Ondřej,il
suo riverito fratellastro più anziano, nonché rispettato
e generoso Signore del feudo,era già molto malato tanto che
Mihai dubitava
sinceramente che l’avrebbe rivisto vivo al suo ritorno…se
mai fosse riuscito a ritornare.
Purtroppo Alexander cel Bun, il Voivode di Moldavia,
nell’anno di grazia 1420 aveva richiesto la presenza di
tutti i cavalieri disponibili per difendere la città
di Cetatea Albă
( il secondo centro abitato in ordine d’importanza nel
paese nonché l’ultimo in ordine di tempo -fra tutti
quelli presenti sul lato destro del fiume Dnister - ad
essere incorporato nel nuovo Principato )
dall’avanzata degli invasori Turchi ed una tale chiamata
alle armi ovviamente non poteva essere rifiutata da
nessuno.
Allorchè
la crudele battaglia si concluse e Mihai potè
ritornarsene -inaspettatamente- sano e salvo a casa,gli
giunse notizia che il fratellastro si era completamente
ristabilito dalla sua malattia apparentemente
letale.Tuttavia le cose al castello erano cambiate
parecchio, come il giovane cavaliere potè notare ben
presto.
Assai sorpreso e felice al tempo stesso, Mihai era
sempre stato molto riconoscente al fratellastro che
si era preso cura di lui dopo la morte dei genitori
avvenuta durante la terribile epidemia di peste che
aveva investito il Principato più di vent’anni prima.Il
Signore del feudo l’aveva cresciuto ed ospitato fin da
piccolo e si era preso cura di lui per tutto il tempo.Il
giovane nobile non avrebbe potuto mostrare maggior
rispetto verso nessun altro al mondo, considerato
oltretutto che Ondřej
gli aveva dato una profonda educazione religiosa e lo
aveva reso un cavaliere.
La cosa che più turbava Mihai, in realtà, era che da
quando aveva fatto ritorno al castello non era ancora
riuscito ad incontrare il suo anziano
fratellastro.Nonostante avesse chiesto più volte di
essere ricevuto, finora non aveva ancora ottenuto
udienza…Per quanto ne sapeva, ultimamente Ondřej
non si mostrava più molto in pubblico, forse a causa dei
postumi della grave malattia in cui era incorso.
Un giorno, però, il giovane scoprì che alcuni membri
della famiglia del Signore del castello - come ad esempio
la giovane e bella nipote Nika- erano riusciti a farsi
ricevere addirittura nottetempo, nonostante tutto.In
seguito anche altri, residenti nel castello, erano
riusciti a giungere al suo cospetto.Pareva proprio che
Ondřej
volesse che gli facessero visita tutti i suoi parenti
tranne lui…come mai?
Così, un giorno, Mihai decise che era tempo di saperne di
più al riguardo.Mentre si dirigeva a passi spediti verso
la Sala Principale delle Udienze, il cavaliere non vide
alcuna guardia armata nei dintorni: le arcate di pietra
consunta ed il lungo corridoio apparivano tetri e
vuoti come non mai nell’oscurità serale.Quindi arrivò
all’ingresso e finalmente trovò il suo fratellastro.
Ondřej
se ne stava là, inginocchiato accanto alla quindicenne
nipote Nika, i suoi bei capelli rossastri riccioluti
sparsi lascivamente sulla poltrona.Il Signore aveva un
viso più ossuto che mai, occhi iniettati di sangue, una
carnagione insolitamente pallida e del sangue che gli
colava dalla bocca aperta fin sul farsetto blu scuro
che delimitava il suo busto smilzo: un aspetto che
inquietava ed incuteva timore al tempo stesso!Mihai si
trattenne a malapena dall’emettere un qualsiasi verso
di sorpresa o riprovazione, quindi volse le spalle a
quella scena inaspettata e si affrettò ad andarsene
immediatamente.
Ma la sua presenza era stata senza dubbio notata da
Ondřej,
ne era certo…
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La mattina dopo, mentre ancora tentava di dimenticare
l’inattesa esperienza della sera precedente, Mihai era
assai combattuto: non voleva in alcun modo criticare le
azioni del suo amato fratellastro,ad ogni modo
gli insegnamenti religiosi che gli erano stati impartiti
durante la gioventù gli imponevano di fare assolutamente
qualcosa!Così il cavaliere si presentò dinanzi ai
membri più anziani della famiglia di Ondřej
e chiese con decisione una spiegazione riguardo allo
strano comportamento del loro Signore.Tuttavia nessuno
si dimostrò desideroso di dire alcunchè, limitandosi a
ricordargli che senza dubbio l’anziano uomo si stava ancora
riprendendo dal terribile e lungo male che l’aveva così
duramente debilitato fino a pochi giorni orsono…
Fu il Signore in persona alfine a mandarlo a chiamare
quella stessa notte.Mihai non si fece attendere e,
indossato il mantello cerimoniale grigo chiaro sopra la
corazza brunita, si recò nelle sue stanze trovandolo
seduto sul suo trono, impettito e in perfetta
forma.Nessun segno del preoccupante pallore che il
giovane gli aveva visto sul volto la sera prima, gli occhi
dell’uomo ora apparivano entrambi azzurri e luminosi
come sempre, esattamente dello stesso colore dei suoi.
-Vi rendo omaggio,mio Signore e riverito fratellastro.Sono
davvero lieto che vi siate ristabilito finalmente…- disse il
giovane.
-Sono davvero compiaciuto che tu sia ritornato vivo
dalla guerra!Hai tenuto alto l’onore del lignaggio
del casato di Snegur!- affermò Ondřej.La
sua voce gli giunse acuta e un poco stridula.
-Sembrate cambiato, mio Signore.Posso chiedervi cosa
vi è capitato mentre mi trovavo in battaglia lontano da
casa…?-chiese Mihai,con tono incerto.
-Come sai bene, ero molto malato, si disperava di salvarmi
oramai…ma il nostro medico di corte mi ha convinto alla
fine a sottopormi ad uno speciale trattamento, un antico
rituale conosciuto a pochi che, mi disse, avrebbe potuto
sicuramente aiutarmi…senza il suo prezioso suggerimento
sarei morto senza dubbio!- il vecchio replicò.
-Che genere di rituale?- lo incalzò il
cavaliere,guardingo.
-Fui invitato a farmi mordere da un raro pipistrello,
originario delle zone dei Monti Tatras, che si diceva
possedesse alcune peculiari caratteristiche.Dapprima mi
mostrai diffidente, ma visto che il male si aggravava
giorno dopo giorno, così come la sofferenza che
provavo,compresi di non avere alternative…In realtà, e
posso testimoniarlo di persona,il morso di quella creatura
può essere doloroso ed assai odioso dapprima,
ciononostante è capace di infondere in un uomo forza e
vigore fino a farti sentire decisamente molto meglio, in
salute…tuttavia, vi è un prezzo da pagare per tutto ciò, e
non mi riferisco a quanto può comprare il comune
danaro…-
-Ovvero, mio Signore?-
-Da quel momento in poi chi viene morso sarà costretto a
cibarsi unicamente del sangue dei propri parenti e di
nessun altro…-
-Comprendo, mio Signore…- Mihai annuì sconsolato.Quella
era blasfemia e delle peggiori, il giovane
lo sapeva bene!
-Ora anche tu sei pronto ad accettare questo fardello,
a nutrirmi di volta in volta come già fanno gli altri
membri della famiglia a turno ogni notte, allo stesso modo
di Nika ieri sera…?-
-Io…sicuro, mio Signore…Certamente…-Il
giovane annuì con il capo basso.Dentro di sè aveva la morte
nel cuore.
-La prossima notte toccherà proprio a te, dunque…vediamoci
per mezzanotte!-
-Come desiderate…- fece il cavaliere.Quindi si accomiatò,
prendendo la strada del ritorno.
Mentre si allontanava dalla sala, Mihai si sentì come
se la terra gli stesse sprofondando velocemente sotto i
piedi.
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Il pomeriggio prima dell’incontro, il cavaliere si
ritirò nei propri alloggi per meditare profondamente e
pregò Dio a lungo in cerca di consiglio e conforto,
quindi prese la sua spada, se la legò in vita e si recò
dal Signore del castello quando ormai si era fatta notte
inoltrata.
Mihai disse ad Ondřej
che si sentiva pronto a fare il proprio dovere,come gli
era stato richiesto,tuttavia come favore personale (dal
momento che non desiderava che una cosa del genere si
svolgesse di fronte a tutti i parenti ), chiese che
il tutto avesse luogo nella vecchia camera segreta nei
sotterranei, quella stessa stanza in cui erano stati
custoditi per tanto tempo i tesori del suo defunto padre
fintantochè non aveva raggiunto la maggiore età ed aveva
pertanto potuto entrarne in possesso.
-Concesso!- disse Ondřej.
Tuttavia, una volta che ebbero sceso le scalinate di
pietra e si trovarono nascosti dietro quelle solide mura,
non appena il Signore si accostò al collo del suo
giovane cavaliere per berne il sangue di cui abbisognava,
Mihai lo colpì inaspettatamente con il pesante fodero di
metallo della sua spada, dopodichè si allungò fino a
raggiungere di scatto con una mano il meccanismo di
attivazione della chiusura della porta,guadagnando al
contempo l’uscita dalle segrete con un salto.
Mentre il marchingegno cigolava facendo ruotare al
contrario la parete,Ondřej
urlò-Cosa diavolo…?-
-Siete diventato un mostro, mio Signore, uno
dei leggendari Vurdalak, ovvero un Vampiro!-
Mihai lo bollò con viva riprovazione nella voce
dall’altra parte del muro, ormai richiusosi su se
stesso- Io vi rispetto profondamente e non potrei mai e
poi mai farvi del male o uccidervi…ma una tale blasfemia
deve cessare al più presto.Pertanto vi sigillo qui
dentro, per sempre, nel nome di Dio!-
-No!Non farlo…-
Lottando fra sè per non dare ascolto alle suppliche del
vecchio Signore che sentiva provenire dai sotterranei
alle sue spalle, il giovane cavaliere si allontanò,
dirigendosi in tutta fretta agli alloggi degli altri
membri della famiglia.Quando vi fu arrivato, sfoderò la
propria arma e cominciò ad uccidere tutti coloro che
trovava sulla propria strada all’interno del castello,
procedendo come un’ossesso di stanza in stanza.Quella
era la punizione meritata per tutti coloro che avevano
accettato di seguire gli insegnamenti del maligno e di
sostenere il protrarsi di quel terribile peccato con
le proprie sconsiderate azioni, pensava
Mihai mentre procedeva all’impazzata.E uccideva,
uccideva, uccideva…
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Stefan Snegur stava supervisionando in quel momento le
ultime fasi dei lavori di scavo sul sito del vecchio
castello medievale nell’entroterra della Orhei raion
(contea).L’accademico biondiccio era stato il primo a
rintracciare i fondamentali dettagli riguardo la storia
nonchè la mappa di quel luogo dimenticato su un’antico
foglio pergamenaceo reperito all’interno della vecchia
libreria di famiglia.Ora, finalmente, dopo molti anni di
tentativi e svariati sforzi per trovare i fondi
necessari per la sua attività di ricerca archeologica,il
giovane appariva impaziente di disotterrare gli ultimi
strati di terra.Di fatto, Stefan era l’ultimo
discendente della (un tempo) nobile casata di Snegur e
riteneva pertanto di avere pieno titolo ad essere il
primo a svelare la verità riguardo l’improvvisa caduta e
distruzione di quella robusta fortezza che si era
misteriosamente verificata così tanti secoli addietro.
Gli scritti superstiti in suo possesso mettevano quel
sito in relazione con alcune antiche leggende, raccontando
addirittura la vicenda di un Vurdalak, una
specie di Vampiro locale che -secondo i detti popolari
del tempo- poteva nutrirsi solo del sangue di alcune
persone particolari, ovvero i membri della propria
famiglia.I documenti risalivano agli anni in cui il
Principato di Moldavia stava ancora combattendo con
tutte le sue forze contro l’invasione dei Turchi, sebbene
tutto ciò che riguardava i sotterranei del castello
sembra fosse stato completamente dimenticato fino ai
giorni nostri.Assai probabilmente si doveva essere
verificato qualche fatto di sangue molto grave, oppure vi
era stato un assedio o una strage di cui erano ancora
ignote le vere ragioni…
Ad ogni modo, non appena il gruppo di scavatori finì
di togliere gli ultimi ostacoli, Stefan si impose per
essere il primo fra loro ad entrare nel perimetro dei
resti di quell’antica costruzione che- con buona fortuna-
avrebbero perfino potuto condurre alla camera segreta
del castello.Chissà quali splendidi tesori o
inestimabili ricchezze in termini di reperti del 1400
(o altri interessanti manufatti) avrebbe potuto trovare
all’interno!
Nel momento stesso in cui il muraglione diroccato venne
aperto quel tanto che bastava a permettere ad un uomo di
entrarvi, il giovane mise un piede all’interno ed una
volta penetrato nella vecchia stanza di pietra si sentì
mancare il fiato, trovandosi tutto d’un tratto
circondato da un’oscurità tanto opprimente quanto era
certo di non aver mai sentito prima in vita sua…
A Stefan parve di avvertire la presenza di qualcosa
vicino a sè, una sorta di ombra nel buio.”Oh mio Dio…”
esclamò tremando, fermandosi di scatto impaurito.
Quindi una voce flebile e stridula prese a sussurrargli
qualcosa all’improvviso nell’orecchio- Mio giovane
ospite, l’odore del tuo sangue mi sembra qualcosa di
familiare, decisamente…-
FINE
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