[Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Interviste]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]  
  [Vampiri]|[Segnalazioni]|[e-Book]|[Chi siamo]|[Cortometraggi]|[Link]  
 
Biografia dell'autore

 

 

 

 

Photoshock

di

Claudio Boccuni

 

 

 

«Mi dispiace Bob, non c’è più niente tra di noi»

Lexie era stata fino a quel momento la ragazza di Bob. Lei era più giovane, più magra e più alta di lui, e la sua splendida e lucente chioma bionda, abbinata a un paio di occhi grandi e azzurri, le aveva permesso di lanciare la sua carriera di modella a livelli piuttosto importanti. Il lavoro assorbiva la maggior parte del suo tempo e questa era la causa principale di tutti i litigi avuti con Bob. Non poteva continuare così. La gente, inoltre, cominciava a mormorare. La carta stampata, soprattutto, iniziava a mostrare sempre più aspetti della sua vita privata, e di certo lei non era molto orgogliosa di avere per fidanzato un misero spazzino.

«Perché proprio lui? Potresti avere qualsiasi uomo tu desideri» aveva commentato la sua amica Jenny.

«Dio, ma come hai fatto a innamorarti di quell’idiota!» le aveva detto una volta sua madre.

Così finì tutto.

Fidanzati per tre anni, Bob e Lexie si erano trasformati in due estranei. Dopo la rottura non si erano più visti, né sentiti per circa tre mesi. Lei era andata avanti con la sua vita e con la sua carriera, ottenendo le prime pagine delle più prestigiose riviste di moda. Lui, invece, non era riuscito a superare il distacco, deprimendosi giorno dopo giorno nel buio del suo appartamento.

Una sera come tante Bob era davanti al monitor del pc, immerso nella penombra della sua camera da letto. Salterellava da un sito all’altro, senza una meta precisa, con l’intento evidente di far trascorrere il tempo. Stava digitando qualcosa sulla barra del motore di ricerca quando un bip sonoro lo bloccò a metà dell’operazione. Con un doppio click del mouse aprì il software di gestione della posta elettronica e immediatamente sullo schermo apparve la scritta: “1 Nuovo messaggio non letto”. Bob si spostò sulla Posta in Arrivo portando lo sguardo al mittente della mail appena arrivatagli. Nessun nome, ma solo un indirizzo di posta a lui sconosciuto: j_doe666.

L’oggetto della mail era altrettanto misterioso: PS 2.

Bob ebbe un attimo di esitazione, ma poi decise di aprirla.

Distinto Sig. Robert Dillon,

in seguito a un’attenta e accurata ricerca lei è risultato idoneo per provare in via del tutto gratuita l’innovativo software PhotoShock, aggiornato alla versione 2.0 (versione che sarà messa in commercio nei prossimi giorni).

Probabilmente lei non ha mai sentito parlare di questo software. Il perché è molto semplice. Non tutti possono averlo e non tutti possono utilizzarlo. Inoltre è la nostra azienda a contattare i clienti per l’acquisto del prodotto e non viceversa.

Il file di installazione del software è in allegato a questa mail. Il periodo di prova durerà cinque giorni al termine dei quali le sarà indicato l’importo necessario per acquistare una licenza valida per 365 giorni. L’acquisto non è obbligatorio. Potrà decidere liberamente se disinstallare il programma o se versare alla nostra azienda la cifra richiesta.

Sono sicuro che questo software risponderà positivamente alle sue attuali esigenze. Una guida molto dettagliata la aiuterà passo dopo passo per il corretto utilizzo delle svariate funzioni messe a disposizione dal programma.

Non mi resta che augurarle buon lavoro.

Distinti Saluti,

John Doe.

Bob staccò la mano destra dal mouse e con la sinistra iniziò a massaggiarsi il mento. Dieci secondi di riflessione furono sufficienti per convincerlo a provare il software.

Scaricò l’allegato.

Un file dalle ridotte dimensioni, circa dieci megabyte, fece la sua comparsa sul desktop. Bob cliccò sull’esecutivo e immediatamente si aprì la schermata di installazione del software.

Benvenuti nel programma di installazione del software PhotoShock versione 2.0

Si raccomanda di chiudere tutte le applicazioni prima di iniziare l’installazione

Clicca su Avanti per proseguire.

Bob cliccò su Avanti e subito apparve una nuova schermata contenente il contratto di licenza d’uso. Una barra di scorrimento verticale lasciava intuire la lunghezza enciclopedica di tale contratto. Bob lesse solo le prime righe

Prima di proseguire con l’installazione, leggere e accettare questo contratto di licenza. Se l’utente è una persona fisica, dovrà essere maggiorenne di età o avere il consenso dei genitori. Se l’acquisizione del software avviene in rappresentanza di una società…

Bob posizionò il cursore su Accetto e poi cliccò. La schermata successiva chiedeva di indicare la cartella nella quale sarebbe stato installato il programma.

C:\Program Files\PhotoShock2

Un ultimo click su avanti e l’installazione poté avviarsi. Bob tamburellò nervosamente con le dita della mano destra sul ripiano ligneo della sua scrivania per tutta la durata del processo. Ci vollero poco più di tre minuti, al termine dei quali comparve una nuova schermata.

Il programma è stato installato correttamente.

Clicca su avanti per avviare PhotoShock 2.0

Bob cliccò immediatamente su avanti. Il puntatore del mouse mutò nella sua forma, passando da una freccia a una clessidra. Ritornò alla sua forma originaria quando, a tutto schermo, apparve l’interfaccia del programma. Su uno sfondo grigio erano stagliati in alto a sinistra pochi comandi: Nuovo Progetto, Carica Progetto, Esci.

Senza pensarci troppo, Bob cliccò su Nuovo Progetto e un piccolo riquadro nero comparve al centro dello schermo.

Digitare Nome e Cognome del Destinatario:

Bob rimase perplesso. Non aveva la più pallida idea di cosa il software gli stesse chiedendo. Trascorse alcuni secondi a fissare lo schermo. Una nuova opzione comparve in basso a destra. Un pulsante con su scritto “Suggerimento”. Trascinò il puntatore in quella porzione di schermo, cliccandovi sopra. Nel riquadro centrale comparve il nome di Lexie Gold.

«Lexie Gold» lesse a bassa voce. Incuriosito dalla vicenda decise di continuare premendo Invio. Il riquadro nero svanì di colpo per lasciare spazio a una foto della sua ex ragazza. Un primo piano che proprio la settimana precedente Bob aveva notato in prima pagina, su una famosa rivista di moda.

Sotto la foto comparve un menù a tendina.

Scegli l’effetto da applicare.

Bob scorse tutte le possibili opzioni:

Occhio Nero

Brufolo

Ruga

Cicatrice

Calvizie

Sopracciglia folte

Bloccato

Bloccato

Bloccato

Per curiosità Bob cliccò sulla terz’ultima voce, poi sulla penultima e infine sull’ultima ricevendo sempre lo stesso messaggio di risposta.

La sua è una licenza di Prova. Se vuole sbloccare questa funzione dovrà acquistare il software nella sua versione definitiva.

I software di grafica a lui non interessavano minimamente. Decise, comunque, di fare un tentativo, solo per testare le reali capacità del programma. Cliccò su Brufolo e poi su Conferma nella finestra che comparve subito dopo. La foto di Lexie svanì sostituita dalla scritta Elaborazione in corso.

Bob attese pazientemente la fine del processo di elaborazione grafica, rimanendo molto colpito dal risultato finale. Un foruncolo dalle notevoli dimensioni era apparso nella foto, sulla guancia sinistra di Lexie.

«Molto naturale» commentò avvicinando la testa allo schermo per esaminare da vicino il raccapricciante dettaglio.

Lo stupore iniziale svanì in fretta, perché in fin dei conti un programma di grafica a lui era totalmente inutile. Decise comunque di salvare il progetto e con esso la foto modificata. L’avrebbe tenuta e, forse, avrebbe anche cercato di pubblicarla, per vendicarsi della sua ex.

Spense il computer e andò a sdraiarsi sul letto. Due minuti dopo stava russando profondamente.

L’indomani mattina stava guardando il telegiornale, mangiando sul tavolo della cucina la sua solita colazione a base di latte e cereali. Oltre ai soliti servizi relativi alla politica e agli affari esteri, ci fu una notizia che attirò la sua attenzione. La bionda conduttrice del tg stava leggendo uno strano comunicato:

…una vera figuraccia quella fatta dalla famosa modella Lexie Gold ieri durante una sfilata nel centro di Milano…

Le immagini mostravano la giovane Lexie avanzare lungo il palco con un particolarissimo tailleur rosa. Qualche secondo dopo l’immagine veniva bloccata su un primo piano del viso della modella. Il cucchiaio di Bob sbatté violentemente sul tavolo. Lo aveva lasciato andare senza rendersene conto. La telecamera mostrava un vistoso foruncolo sulla guancia sinistra della modella. Bob rimase a bocca aperta per circa venti secondi, mentre la conduttrice del tg continuava con i suoi commenti:

Evidentemente il suo camerino era sprovvisto di uno specchio…

Ridestatosi dal suo stato comatoso, Bob iniziò a sorridere. Poi un ghigno malefico apparve sul suo volto.

 Tre giorni dopo i giornali non facevano che parlare del Caso Lexie. La disavventura del brufolo era stata solo la prima di tante altre. Durante un’intervista, voluta dalla stessa modella per chiarire la situazione, Lexie si era presentata alle telecamere con un impressionante occhio nero. E durante un’altra sfilata era stata immortalata dai fotografi e dalle telecamere con delle cespugliose sopracciglia rossastre. I giornali si erano sbizzarriti con i titoli più assurdi:

Lexie, uomo travestito da donna?

Trovato l’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia

In poco tempo Bob era riuscito a stroncare definitivamente la carriera di Lexie Gold.

 I giorni di prova erano soltanto cinque e quando terminarono Bob ebbe la tentazione di acquistare la versione definitiva. Il prezzo della licenza, però, era a sei cifre e lui si convinse che non era necessario fare un simile sacrificio, visto che la sua vendetta era già stata consumata. PhotoShock si disinstallò automaticamente dal pc.

 Due giorni dopo il senso di soddisfazione provato nel distruggere i sogni e le ambizioni della sua ex era quasi del tutto svanito e Bob era ritornato a navigare su internet senza avere un’idea chiara di cosa fare o di cosa cercare.

Il telefono squillò.

Bob si alzò dalla scrivania e andò verso il comodino per sollevare il ricevitore dell’apparecchio telefonico.

«Sì?»

«So che sei stato tu, bastardo!» disse una voce femminile all’altro capo del filo. Era Lexie.

«Di cosa stai parlando?»

«Di Photoshock. Di come hai distrutto la mia immagine. Di come hai distrutto la mia vita»

«Stai farneticando Lexie. E ora se, non ti dispiace, sono molto occupato!»

Bob stava per riagganciare, ma Lexie riuscì a bloccarlo.

«L’ho comprato»

«Cosa hai fatto?» balbettò Bob che di colpo aveva perso tutta la sua sicurezza.

«Avresti dovuto leggere bene il contratto di licenza d’uso, quando hai installato il programma. Verso la fine c’è scritto, e cito testualmente: qualora lei decidesse di non acquistare la versione definitiva del programma, PhotoShock 2.0 sarà offerto allo stesso identico prezzo a ciascuna persona destinataria degli effetti prodotti dall’elaborazione grafica del software. Un contorto gioco di parole per dire che tu non lo hai acquistato e che questa possibilità ora è stata data a me, per potermi vendicare!»

Bob si lasciò cadere sul letto. La mano destra teneva la cornetta, mentre la sinistra stringeva nervosamente il lenzuolo bianco del suo letto.

«Non è come pensi!» furono le uniche parole che riuscì a biascicare.

«Vediamo un po’ cosa scegliere» continuò lei sadica «Proviamo questa: Taglio Chirurgico!»

«Aspetta! Non farlo!» urlò lui, rimettendosi in piedi e stringendo forte la cornetta con entrambe le mani.

«Scegliere la parte interessata. Sarò buona con te. Facciamo la gamba destra. Conferma!»

Bob chiuse gli occhi, aspettandosi il peggio, ma non accadde nulla. Si accucciò sul letto piangendo come un bambino, felice di essere ancora tutto intero.

Riprese in mano il telefono.

«Non è successo niente, grandissima figlia di…»

«Sì» lo interruppe lei «purtroppo si è inceppato il tasto sinistro del mouse. Mi capita spesso di recente. Ora l’ho sistemato. Conferma!»

Bob non si accorse di nulla. Un secondo prima la sua gamba destra era lì, come sempre. Un secondo dopo non c’era più.

Inizialmente non sentì nulla. Poi un dolore lancinante gli giunse dalla parte tagliata e fiotti di sangue iniziarono a macchiare il pavimento e le bianche lenzuola.

Piegato in due dal dolore Bob cercò di riafferrare la cornetta, per urlare contro Lexie insulti, bestemmie e imprecazioni di ogni genere.

«Non ho ancora finito» disse lei «Mi spiace solo non poter essere lì, ma avevo bisogno di un alibi»

«Perché cos’altro vuoi fare?» domandò lui disperato.

«Le opzioni più interessanti di questo programma si sbloccano solo acquistando la versione definitiva… Scorticamento! Conferma!» disse lei.

Un grande specchio posto sulla parete ridiede a Bob l’immagine di un corpo senza pelle. Era solo un raccapricciante ammasso di ossa, muscoli, organi e vene. Ricadde sul suo letto con gli spalancati al soffitto.