Il grande cocomero
di
Laura Poletti
Davide aveva freddo, ma era anche normale avere freddo a
ottobre, anzi ormai quasi a novembre, stando seduti di
notte all’aperto e con indosso solo un giubbotto
leggero. Nell’utilitaria c’era una coperta, ma Marzia
non l’aveva voluta, dicendo che era necessario mantenere
uno stretto contatto con la terra, e per farlo si era
messa a piedi nudi. Davide non aveva avuto tanto
coraggio, e si era limitato a togliersi le scarpe.
- Cos’è che stiamo aspettando?
Era almeno la quinta volta che faceva quella domanda, ma
non riusciva proprio a ricordarsi come si chiamava
quello che stavano aspettando: grande qualcosa, ma non
andava oltre. Da un altro punto di vista, lui sapeva
benissimo quello che stava aspettando, lo aspettava da
quando aveva messo gli occhi addosso a Marzia per la
prima volta, a settembre.
- Io vi dico che è strana, sarà anche bella, ma strana.
Non si riesce a capire da quale città viene, dove andava
a scuola, non ha nemmeno una pagina su facebook. E poi,
ci è piombata qui all’ultimo anno, e questo la rende
strana di per sé.
Guido era il secchione della classe e non si era
smentito nemmeno in quell’occasione: la ragazza non lo
convinceva, era sicuro che nascondesse qualcosa, un
segreto, probabilmente terribile. Come era prevedibile
nessuna delle ragazze aveva preso in simpatia Marzia, ma
di questo non c’era da stupirsi: non è così facile
trovare simpatica una bella ragazza dotata anche di un
cervello.
Non che a Davide fosse particolarmente simpatica, anzi,
anche lui la trovava strana, a volte, ma non era per una
questione di simpatia che si trovava con lei in mezzo a
un campo in piena notte. C’era perché con Marzia ci
aveva provato e lei non si era tirata indietro: non
sembrava nemmeno avere le paturnie tipiche del genere
femminile, a parte quella storia di Halloween.
- Il grande cocomero, è lui che stiamo aspettando.
Giusto, era il grande cocomero: chissà poi perché Marzia
doveva avere proprio quella fissazione. Sarebbe stato
più semplice e meno freddo andarsene a una festa in
maschera, con la possibilità di bere e fumare qualcosa,
per poi imboscarsi in qualche angolo. Invece erano al
freddo e Marzia non sembrava interessata a rientrare in
automobile: Davide sperava che alla fine della serata
sarebbe valsa la pena di avere fatto tutta quella
fatica.
- E cosa porta, questo grande cocomero?
Non che gliene fregasse molto, ma era un modo come un
altro per parlare un po’: il silenzio lo faceva sentire
a disagio, e anche Daria aveva un’espressione strana.
Che se la fosse presa per qualcosa che lui aveva detto,
senza nemmeno accorgersene?
- Porta regali per chi è stato sincero, e punisce chi
dice bugie.
Davide aveva sorriso, perché sicuramente si trattava di
una battuta, altrimenti anche lui si sarebbe trovato nei
guai, visto che era il campione delle balle. Ne
raccontava a tutti, genitori, professori, amici e ne
aveva raccontato un sacco anche a Marzia. Anche il
fingere interesse per il “grande cocomero” era solo una
grande balla, il suo interesse era di tutt’altro genere.
E forse era giunto il momento di incassare il frutto di
tutte le sue fatiche: Marzia si era spostata verso di
lui, con un movimento aggraziato, e gli aveva preso il
viso fra le mani.
- Tu sei stato sincero o sei un bugiardo?
Davide aveva sorriso, la risposta giusta era la prima,
ed era sicuro che gli sarebbe valsa un bacio e tutto
quello che ne poteva seguire.
La sua voce era stata sicura ne rispondere, ma il volto
di Marzia, illuminato dalla luna, aveva un’espressione
insoddisfatta. Poi una nuvola doveva aver nascosto la
luna, perché Davide non era più riuscito a vedere
Marzia, ma solo a sentire le sue mani che gli bloccavano
la testa.
- Nemmeno lui era sincero.
Non c’era tristezza nella voce di Marzia, ormai era
abituata a quella conclusione: nessuno dei ragazzi che
la seguiva credeva veramente nel grande cocomero, e
allora era giusto che fossero puniti.
Le era sembrato che il suo muto compagno avesse annuito,
spostando di poco la sua enorme testa arancione, prima
di ritornare nella terra, portando con sé il corpo senza
vita di Davide.
Sarebbe stato un altro ragazzo scomparso senza un
perché, e sarebbe ricominciata la solita trafila delle
indagini, delle domande a cui nessuno sarebbe stato in
grado di dare una risposta. Forse avrebbe cambiato città
un’altra volta, ma non era un grande problema. Era
disposta a tutto, pur di trovare un uomo sincero.