BRACCATO
Sono fermamente convinto
che morirò …
Carcerieri sconosciuti mi
tengono segregato da tempo immemore; ho ricordi molto vaghi di come sia
successo, non sono nemmeno sicuro che si tratti di ricordi, probabilmente sono
solo sogni; le memorie più definite risalgono al giorno in cui aprì gli occhi e
mi trovai incatenato in questo antro.
A giudicare dalle pareti
rocciose e dal rumore d’acqua che gocciola, presumo di essere trattenuto in una
grotta, le pareti sono ricoperte ti strani simboli mistici e pentacoli quasi
certamente dipinti col sangue; alcune carcasse di animali giacciono al suolo col
ventre squartato, sulla parete più vicino a me, sono incise strane figure
antropomorfe ed esseri bizzarri, le stesse che ornano le massicce catene con cui
sono trattenuto.
Ho riflettuto molto sul
mio aspetto, probabilmente era quello che li spingeva a trattenermi qua sotto,
il colore della pelle o qualcosa nella mia fisionomia, una deformità forse, ma
non riuscivo a vedere nulla di sbagliato specchiandomi nelle pozze d’acqua che
si formavano qua e là nella grotta.
Il tempo passava
lentamente, la fame e la noia non sono buone compagne e aumentavano
pesantemente col passare del tempo; temetti di impazzire ancor prima di morire,
almeno mi avrebbe dato sollievo prima che giungesse la fine.
Dopo giorni, forse
settimane o più, le catene improvvisamente si aprirono, fui estremamente cauto e
sospettoso al riguardo, ma la gioia e il desideri o di tornare alla libertà, mi
spinsero ad attraversare la caverna. Dopo pochi passi notai che l’entrata era
ornata con un arcata su cui vi erano incisioni simili a quelle delle catene e
iscrizioni varie, l’odore di morte che impregnava l’antro si allontanava
gradualmente da me, quando giunsi all’esterno vidi che la luna piena brillava in
cielo, non feci in tempo ad assaporare l’aria fresca che un rumore sospetto mi
fece voltare di scatto, un essere raccapricciante, basso e goffo, con una veste
marrone che lo ricopriva quasi interamente lasciando liberi solo gli arti e il
volto, l’aspetto antropomorfo sembrava una caricatura della vita, tuttavia la
sua sola presenza mi metteva a disagio; mi fisso per qualche secondo con aria
stupita poi afferrò un bastone e lo brandì verso di me, non saprei dire perché
ma agendo di istinto fuggii.
Intorno a me si estendeva
un bosco fitto e buio, una mescolanza di emozioni mi assalirono, non avevo alcun
ricordo del mondo esterno, ero terrorizzato ed al contempo felice; la mia gioia
durò poco infatti notai che un gruppo di esseri simili a quello precedente mi
stava inseguendo, erano armati di fiaccole e oggetti di oscura provenienza,
nonostante la loro dimensione ridotta e la loro goffaggine, si muovevano con
estrema velocità tra gli alberi, erano almeno una decina, sarebbe stato
impossibile affrontarli tutti quindi continuai a correre nella speranza di
trovare un nascondiglio.
Vidi delle luci in
lontananza e in breve mi ritrovai in un villaggio di piccole dimensioni, le
abitazioni erano strane, molto diverse da quelle che si vedono abitualmente,
erano quasi primitive, entrato in una di esse trovai un altro di quegli
esseri, con impressionante rapidità afferrò un oggetto che non avevo mai visto
prima; ci misi poco a capire che non aveva intenzione di aiutarmi . Uscii
velocemente dalla casa, imboccai la prima strada che trovai e ricominciai a
correre; rumori assordanti riecheggiavano nell’aria, lo strano villaggio si
illuminò in maniera sinistra, un numero impressionante di quelle deformità si
riversò nelle strade, in breve mi trovai circondato.
L’intero villaggio mi
stava dando la caccia, cercai di sfruttare le loro ridotte dimensioni per avere
la meglio in uno scontro fisico. Individuai il gruppo di inseguitori con meno
elementi e mi ci scagliai addosso, due caddero rovinosamente a terra aprendomi
una minima via di fuga che non esitai a sfruttare, tornai nel bosco e corsi
finché non trovai una nuova caverna in cui nascondermi e recuperare le energie.
Non trovavo alcuna
spiegazione logica nel fatto che un intero villaggio potesse essere d’accordo
sul tenermi imprigionato in quell’antro buio, abbandonandomi alla fame e alla
sete senza fornirmi alcuna spiegazione. Poteva il mio aspetto diverso causare
tale odio nei miei confronti? E soprattutto, che luogo era mai questo? Abitato
da creature deformi come non ne avevo mai viste prima. Forse era proprio quello
il punto, forse non volevano essere scoperte e io che ora conosco la loro
esistenza non posso più essere lasciato andare.
La mia mente vacillò
scossa da una paura attanagliante e da un invasione di domande senza risposta,
sperai di non perdere i sensi per paura di svegliarmi e ritrovarmi nuovamente
incatenato … o peggio.
Le grida stridule di
quelle creature si fecero più vicine e concitate, non potevo più stare nella
caverna, vicino a me si trovava il fiume, lo sentivo scrosciare; forse
risalendolo sarei riuscito ad uscire da questo incubo.
Ricominciai la mia folle
corsa, trovai subito il fiume e iniziai a risalirlo, purtroppo però i miei
inseguitori avevano già preso in considerazione questa ipotesi infatti mi furono
rapidamente alle costole , fiaccole e armi di forma strana venivano branditi
minacciosamente verso di me, rumori assordanti tuonavano minacciosi.
Qualcosa mi colpì ad una
gamba, ignorai il dolore e cercai di continuare la fuga, ma fui nuovamente
colpito, questa volta toccò al braccio, era come se l’aria mi attaccasse.
Non potevo trovare pace,
oltre all’elevato numero, erano in grado di colpirmi anche a distanza,non avevo
alcuna possibilità di fuggire a meno che non fossi riuscito a raggiungere un
vero villaggio, un minimo aiuto, potevo anche tentare di ragionare con quegli
esseri.
I miei pensieri furono
bruscamente interrotti da una fitta di inaudito dolore alla testa, senza nemmeno
accorgermene, crollai in ginocchio nel fiume, l’acqua rifletteva la mia immagine
e potei vedere che qualcosa mi aveva aperto un buco in piena fronte, la mia
pelle rossastra era bruscamente interrotta più o meno all’altezza delle mie
corna, prima di lasciare definitivamente che il buio mi avvolgesse, udì delle
parole più distinte –Colpito! Una fucilata, il demone è finalmente morto!-