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Biografia dell'autore
 

Dario Coccia
 

 

 

 

BUONANOTTE

 

 

Faranno dei cimiteri le loro cattedrali

e delle città le vostre tombe...

 

 

Quando mio padre si avvicina con le braccia protese in un abbraccio, quasi mi viene da piangere.

Non lo ha mai fatto prima.

Avrei tanta voglia di abbracciarlo anche io, di lasciarmi andare, dimenticare tutto e stringerlo a me.

Ma questo mio pensiero dura solo un attimo, poi stringo più forte l’ascia che ho tra le mani e gliela pianto dritto nel cervello.

Il sangue mi schizza in faccia mentre quello che non era più mio padre si accascia al suolo inondando di sangue e di materia cerebrale la stanza.

 

L’epidemia è cominciata circa un mese fa.

Non so come, è successo e basta.

So solo che improvvisamente la gente ha cominciato a uccidere e a divorare le sue vittime.

All'inizio alla TV e alla radio dicevano di non allarmarsi, che tutto sarebbe finito presto, che si trattava solo di una strana infezione, ma che tutto era sotto controllo e tutto si sarebbe risolto.

Ma intanto i giorni passavano e nelle strade succedeva di tutto.

Quelli che una volta erano stati uomini, donne, bambini, avanzavano barcollando alla ricerca di nuove prede.

Ho visto corpi ridotti a brandelli, sventrati a mani nude e dilaniati da denti aguzzi.

Le strade insanguinate sono diventati macelli a cielo aperto e nel giro di pochi giorni del vecchio mondo è rimasto ben poco.

 

Anche la TV ha smesso di trasmettere, così come la radio.

 

E allora mi sono barricata in casa.

Ho dovuto abbattere mia mamma, mio fratello, mia sorella e adesso mio padre.

Per sopravvivere.

Li avevano infettati, forse in quelle poche incursioni che facevano per prendere qualcosa da mangiare al supermarket all'angolo della strada.

Io, la più piccola, sono sempre rimasta dentro, al sicuro.

Ma ora che sono sola e un’altra notte sta per cominciare, un agghiacciante interrogativo affolla la mia mente.

Chi sono io per cambiare il mondo?

Sono solo una bambina di dodici anni, che fino a un mese fa ero preoccupata solo dalla scuola, dal ragazzino di cui credevo di essere innamorata e dalle liti con la mamma.

Poi, in poche settimane, ho sterminato la mia famiglia e vivo sigillata in casa nel terrore che prima o poi quei mostri riescano a entrare.

E allora chi sono veramente?

Un’ assassina, ecco cosa sono.

Ormai la terra non è più nostra, ma di una nuova specie. In questo nuovo mondo noi superstiti non siamo altro che cibo.

Non abbiamo il diritto di uccidere chi sta per prendere il nostro posto.

Ci siamo cibati per secoli degli animali del mare e della terra ed ora è giunto il momento di passare la mano.

Ora tocca a noi contribuire alla crescita di chi ha preso il nostro posto.

 

Allora vado a dormire serena, ormai stanca di combattere, lasciando la porta aperta…

 

…buonanotte…