EFFETTI
INDESIDERATI
Davanti allo specchio,
come ogni sera, Marco contemplava straziato la disfatta.
Aveva provato di tutto per
arrestare la calvizie ormai incipiente, ma senza risultati, anzi...
Inutilmente continuava a
cospargersi la testa di creme prodigiose, a lavarsi la scarna capigliatura con
balsami miracolosi ed ad ingurgitare pillole e pozioni dagli effetti risolutivi,
solo che mai i risultati promessi manifestavano i loro effetti e così, i pochi
capelli rimasti, si erano ritirati da tempo dietro la nuca, sconfitti ed
umiliati, lasciando campo libero ad una lucida ed imbarazzante pelata.
Ostinatamente però Marco
proseguiva la sua personalissima lotta e se solo ci fosse stata una possibilità
di vittoria, non avrebbe esitato a frizionarsi la testa con guano d’uccello,
fango di palude o intestini di varano di Comodo.
Niente era troppo quando
si trattava di arrestare la caduta dei capelli. Perciò la battaglia proseguiva
anno dopo anno, con alterne fortune, ma senza mai cambiare di molto il destino
che vedeva Marco giovane, bello, ma senza capelli. Marco era stanco degli
sguardi divertiti dei vicini e delle battutacce dei colleghi. Un giorno, ne era
sicuro, i suoi sforzi sarebbero stati premiati e avrebbe infine smesso di
indossare cappelli in ogni stagione ma, soprattutto, di architettare complicati
e fantasiosi riporti, stirando i quattro capelli rimasti a coprire malamente la
fronte spoglia.
E quel giorno era
finalmente arrivato perché aveva trovato ciò di cui aveva bisogno: l’arma
finale! Pensare che gli era stata recapitata direttamente a casa, in un anonimo
pacchetto a solo nove euro e novantanove centesimi, spese di spedizione
comprese, pagabili in contrassegno.
Non si spiegava come non
si fosse accorto prima della reclame di quel grandioso prodotto nel piccolo
spazio dell’ultima pagina della sua rivista di fumetti preferita. Pensare che
stava lì, tra la pubblicità delle scimmie di mare, le pistole scacciacani ed
occhiali a raggi X.
Prometteva eccezionali
effetti, ricrescita assicurata al cento per cento, risultati visibili e
GARANTITI già dalla prima applicazione. nessun dubbio, doveva funzionare, perché
se non si era soddisfatti degli esiti, si poteva chiedere il rimborso. Quale
migliore garanzia di riuscita?
Aprì il barattolo con
impazienza ed annusò il contenuto; l’odore pungente lo fece rabbrividire.
Guardando il barattolo che
aveva in mano non poté fare a meno di dare una definizione a quello che
l’esalazione dell’unguento gli ricordava: putrefazione di carne marcescente
mista ad odore di cane bagnato.
Marco si fermò incerto sul
da farsi, guardando con la coda dell’occhio il letto matrimoniale nella stanza
accanto nel quale dormiva sua moglie, Caterina. Il tanfo l’avrebbe svegliata
sicuramente ed avrebbe dovuto sopportare non solo lo schifo sulla testa, ma
anche le sue lamentele circa i soldi buttati in inutili tentativi, i rischi per
la salute per l’uso di articoli di dubbia provenienza e, per giunta, decisamente
puzzolenti.
Guardò sconsolato
l’immagine stampata sul barattolo: la figura di un uomo villoso e dai capelli
lunghi ammiccava dall’etichetta colorata. Il disegno sembrava incitarlo,
infondendogli coraggio e decisione. Marco, spronato da quella solidarietà
maschile, ruppe gli indugi e si cosparse la testa di quella pomata viscida e
maleodorante. Molto maleodorante.
Frizionò con cura il cuoio
capelluto per diversi minuti, fece assorbire lentamente il prodotto e si guardò
speranzoso allo specchio. Sicuramente suggestionato, gli sembrò di intravedere
una sottile peluria spuntargli sulla testa, prima completamente glabra.
Eccitato, prese dell’altro unguento e ripeté l’applicazione con rinnovato
impegno. Ora non aveva più dubbi: folti peletti stavano crescendo rapidamente.
Pazzo di gioia continuò a frizionarsi la testa, esaurendo quasi completamente il
contenuto del vasetto.
L’odore nel piccolo bagno
era diventato oramai insopportabile, costringendolo ad aprire la finestra. La
fredda aria notturna entrò in casa, facendolo rabbrividire. Una luna piena si
stagliava nel cielo e Marco ebbe quasi voglia di urlare a lei la sua felicità,
di svegliare il quartiere addormentato con le sue grida di gioia. Aprì di nuovo
il rubinetto per sciacquarsi le mani, ma un dolore terribile lo percorse non
appena toccò l’acqua fredda. Il male gli tolse il respiro, facendolo piegare
sulle gambe. Si costrinse a respirare con calma e, dopo alcuni minuti il
tormento cessò quasi del tutto. Si rialzò tremando e l’immagine che gli rimandò
lo specchio lo lasciò atterrito: una chioma folta ed ispida gli ricopriva
completamente la testa ricadendogli fin sulle spalle. Sul torace crescevano a
vista d’occhio fitti peli che, quasi animati di vita propria, man mano andavano
estendendosi sulle braccia e sulle mani. Marco inorridito non ebbe il tempo di
pensare ad altro: una morsa sembrava schiacciargli la faccia, mentre un dentista
sadico gli estirpava i denti uno ad uno. Cadde per terra senza riuscire ad
alzarsi. Le gambe e le braccia sembravano rattrappite, costringendolo ad
incurvarsi su se stesso. Passandosi la lingua su quelle che una volta era la sua
bocca, si accorse che ai denti si erano sostituite lunghe ed affilate zanne. Le
mani erano oramai degli artigli e le gambe si erano trasformate in grosse e
muscolose zampe. La sua voce non esisteva più. Si costrinse a tenere le fauci
chiuse, per evitare che un lungo e straziante ululato gli uscisse da lì. Con
terrore si accorse d’avere fame, una fame da lupi, una fame tale che l’idea di
assaggiare ancora una volta della carne marcia non gli faceva più tanto
ribrezzo. Ma certo era preferibile un pasto fresco. Il sangue cominciò a
pulsargli nelle vene spinto da un istinto primordiale, come quello di una belva
quando inizia la caccia. Mentre leccandosi le labbra, guardava le gambe di sua
moglie che spuntavano da sotto le lenzuola, l’occhio gli cadde sulle avvertenze
stampate sul barattolo che lui, preso dalla foga non si era curato di leggere.
Con quella poca umanità che ancora gli rimaneva, prima di avventarsi sul corpo
addormentato di Caterina, lesse:
ATTENZIONE: contiene
estratti di ghiandole endocrine di canidi geneticamente modificati.
Non somministrare ai
bambini al di sotto dei 12 anni e alle donne in gravidanza.
NON UTILIZZARE DURANTE IL
PLENILUNIO.