“ GAME OVER”
La giovane moglie chiuse
il libro che stava leggendo, trattenendo a stento uno sbadiglio.
Guardò la sveglia sul
comò, e poi, alla tenue luce della lampada da lettura, passò rapidamente uno
sguardo sulla camera. La grande libreria, il mobile antico e lo specchio dalla
cornice lavorata. Poi fissò lo sguardo sul posto vicino al suo. Vuoto.
Chiamò nella semioscurità
il marito. Nessuna risposta.
Forse era in bagno e non
l’aveva sentita.
Si alzò riluttante e si
mise la vestaglia, scontenta. Dove era suo marito a quell’ora della notte? Forse
stava fumando una sigaretta sul balcone, per non disturbarla. E per ritagliarsi
un piccolo spazio solo per sé. Raggiunse la cucina, cercando di fare meno rumore
possibile; era buia.
Idem per bagno e salotto.
Suo marito dov’era allora? Cercava di rimanere calma, senza cedere
all’apprensione. Non aveva sentito la serratura della porta scattare, perciò era
certa che non fosse uscito. Mancava al controllo solo il piccolo studio. Il
luogo dove lui amava rinchiudersi per ore, per giocare al computer. Era la sua
passione, la sua malattia.
Aprì piano la porta ed
entrò in punta di piedi nella stanza, illuminata fievolmente solo dalla
schermata del computer.
Nessuna traccia di suo
marito. La sedia era al suo posto sotto la scrivania, le cuffie che suo marito
adoperava per non disturbarla, giacevano a lato della tastiera… Si avvicinò
furtiva, la sigaretta si stava lentamente lasciando morire all’interno del
posacenere di vetro nero. Avvicinò il viso alla tastiera per scorgere qualche
indizio, e qualcosa allora attrasse il suo sguardo…
Un liquido denso
sgocciolava dallo schermo alla tastiera, impregnando la scrivania e gocciolando
infine, lento ed inesorabile, fino a terra.
Aveva forse rovesciato
caffè o il the freddo che aveva con sé?
Quel liquido però era più
denso e scuro…
Inforcando gli occhiali
che aveva usato per leggere, osservò ancora più da vicino il brulicare di decine
di omini sullo schermo; alcuni erano fermi, altri correvano frenetici, altri
ancora combattevano usando magie luminose: quello era il gioco in rete a cui suo
marito dedicava tanta passione e tempo.
All’improvvisò sentì una
scossa pervaderle il corpo, un lungo brivido gelido che partiva dai capelli e
arrivava fino ai piedi…
Cosa era quella sensazione
di allarme che provava e che l’aveva lasciata impietrita?
Guardò meglio la
schermata: tutti si muovevano freneticamente. Tutti tranne uno.
Sulla piazza di un piccolo
borgo medioevale, nell’immobilità della scena, giaceva l’avatar* di suo marito.
Una spada gli trafiggeva
il petto e lui era immobile in una pozza di sangue… Morto!
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*avatar= personaggio
creato dal giocatore nei giochi di ruolo.