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IL CONVENTO
1.
La
Madre Superiora e Suor Laura mi nascondono qualcosa.
Dio mi
perdoni se questi pensieri mi allontanano dalla Verità, ma
non riesco a dare un nome alle sensazioni che provo ogni
qualvolta passo davanti, la Stanza. C'è qualcosa lì dentro
che mi chiama. Confesso qui le mie paure e le mie
preoccupazioni, qui, su questo foglio di carta che lascerò
appena dietro lo stipite della porta dell’armadio di questa
cella. Sono in clausura da solo tre mesi ma conosco il
convento a menadito. Solo lì non posso andare. Solo nella
Stanza. Ho paura che questi miei desideri possano - Dio mi
perdoni se questo pensiero ha preso posto tra i quelli
dedicati a Lui - possano farmi male. Sono sicura di
sbagliarmi, Dio mi è sempre testimone anche in questo fugace
momento di scelleratezza. Smetterò di pensarci non appena
smetterò di scrivere su questo foglio di carta.
2.
La
Madre Superiora ha fatto bene.
Suor
Anna deve capire che se la Madre Superiora decide di
precludere l’accesso alla Stanza, tutte noi dobbiamo tacere
e ubbidire, poiché la Madre Superiora parla per bocca della
Verità. Non ci è dato modo di ribattere o di chiedere
motivazioni. Noi dobbiamo eseguire e basta. Madre Teresa
guida il convento da oltre cinquanta anni e Suor Anna è
ancora troppo giovane e ingenua per capire cosa significhi
ubbidire. E se non è ancora in grado di farlo senza
proferir parola allora è giusto che sia il dolore e il
pentimento a indicarle la strada. Suor Anna, capirà con il
sacrificio le sue colpe e con il castigo le sue ingerenze.
3.
É la volontà di Dio che mi guida.
Guida la mia mano che tiene stretto il mio scudiscio e
infligge la punizione giusta per la peccatrice. La prima
frustata è stata per il pensiero proibito di poter
immaginare cosa contenga la Stanza; la seconda per averla
guardata con gli occhi pieni di lussuria e desiderio e la
terza perché Suor Anna - Dio possa perdonare la mie parole -
è una sgualdrina. Sì, Dio punisca le sue giovani tentazioni
e mi incarichi di essere sua serva devota nell’attuare la
Sua giusta punizione. Tre frustate con lo scudiscio sul
petto nudo. Che possa così capire il suo peccato con la
testa, con lo spirito e con il corpo.
E così sia.
4.
Sono impazzite.
Ma hanno ragione. Io sono una peccatrice - che Dio abbia
pietà di me - se ho pensato di entrare nella Stanza. Ma
sento un impulso irrefrenabile che mi conduce a lei. Le mani
tremano e il sudore bagna le cosce. Sono sicura che appena
vedrò quello che c'è nella Stanza, questi miei desideri e
queste voglie scompariranno. Non mi fermerà lo scudiscio
della Madre Superiora. né la presa decisa di Suor Laura. Non
mi fermerà questo dolore sul petto. Le mie ferite
diventeranno lo scotto da pagare per riuscire a raggiungere
la Verità. Quando finalmente riuscirò a vedere, tutto
questo dolore sarà un lontano ricordo. So che Dio è con
me. So che è Lui che mi sta chiamando a sé. E allora che
sia Dio onnipotente a guidare i miei passi.
Stanotte.
5.
Sia lodato Gesù Cristo.
La Stanza deve rimanere chiusa. Così ha deciso la Madre
Superiora. Mai è stata aperta e noi, umili serve di Dio, mai
dobbiamo neanche poter pensare di avvicinarci a quel luogo.
Lì non c’è una porta. Lì c’è solo un muro. Un muro che dà
sul niente. Non c’è niente da pensare. Niente da guardare.
Niente.
Le strade del Signore guideranno i nostri passi e la Madre
Superiora è la nostra guida qui nel convento. Lei ci
ammaestra e lei ci indica la retta via da percorrere per
raggiungere la Verità e quella via non passa dalla Stanza.
Sarò io stessa ad assicurarmi che suor Anna resti lontana da
questa tentazione. Lo farò per il bene del convento e della
Madre Superiora. Sarà Dio onnipotente il solo giudice della
scelleratezza di Suor Anna. Stanotte veglierò vicino a
questa porta. Possa la coscienza di Dio proteggermi.
6.
“Suor Anna che ci fai qui?”
“Lo sai perfettamente cosa faccio qui. Voglio entrare”
“Allora la lezione della Madre Superiora non ti è bastata?”
“…Non lo senti anche tu?”
“Ritorna nella tua cella e pentiti davanti a Dio!”
“…Sì che lo senti…”
“Dio possa perdonare la tua ingerenza! Ritorna a dormire!”
“Lo so che anche tu vorresti entrare. Lo sento…”
“Pentiti peccatrice! Pentiti Sgualdrina!”
“…Lo sento dalla tua voce. É debole. Anche tu vuoi vedere…”
“Che
Dio possa essere sordo alle tue parole. Quando la Madre
Superiora verrà a conoscenza della tua sfacciataggine, lei…”
“Shhh…
prova ad ascoltarla. Fai silenzio…”
“Io…Io…”
“Shh…
così. Silenzio. Guarda. Guardala. Lo senti il Richiamo?”
“…”
“Sì…
Sì che lo senti… lo senti come lo sento io… è
irresistibile.”
“No, non dobbiamo…”
“É Dio che ci guida. Dio ci proteggerà”
“Ma, la Madre Superiora…”
“La Madre Superiora è già dentro.”
“…Ma come?… cosa?”
“Lei entra ogni sera. Ogni notte entra nella Stanza. Ci
proibisce di entrare perché vuole negarci la Verità della
visione.”
“No! Non può essere così. Non è vero. Tu stai…”
“Io sto dicendo la Verità. E tu lo sai. Adesso. Lasciami
aprire questa porta.”
7.
Dal corriere di Brindisi del 23/4/2007
Il Convento del Mistero
É un mistero come abbiano fatto le tre suore del convento di
Bisceglie, confinate in clausura sul monte San Donato, a
scomparire da un giorno all’altro. Per gli inquirenti le
suore sembrano aver abbandonato il convento in tutta fretta
e senza preavviso. Nessun segno di furto o scasso, né di
fuga premeditata. Nessuno della piccola comunità salentina
pare aver visto niente di sospetto intorno all’antico
convento romanico. L’unico testimone è un contadino,
proprietario di un terreno limitrofo, che dichiara di non
aver visto nessuna attività nel convento da settimane. Il
giudice incaricato delle indagini mantiene il riservo
sull’intera faccenda alimentando così voci incontrollate dei
cittadini pugliesi riguardo storie di sparizioni legate a
imprecisate attività svolte durante la notte nelle stanze
del convento.
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