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Biografia dell'autore
 

Arianna e Selena Mannella

 

 

 

L’ABORTO DI UNA TERRA SCONSACRATA

 

Una leggera bruma ricopriva il terriccio sconnesso e umido di quella notte. Qualcosa di metallico picchiettava sul cancello arrugginito e divelto. L’odore di carne da tempo ormai lacere, brulicanti di vermi, sembravano aver ritrovato vita propria. Ogni orifizio era saturo di quella terra sulla quale liquami, denti privi di bocca, unghie spezzate e capelli come ciuffi d’erba, erano ormai un tutt’uno indistinguibile. Con un gesto rabbioso, come di un animale chiuso in gabbia per troppo tempo, allontanò la terra da sé. Si disseppellì grugnando e sbavando, continuando a guadagnare un centimetro per volta, sempre più famelico di vita umana. Frammenti di quello che una volta erano state le sue mani, le sue braccia, si sbriciolarono come fossero di terracotta. Uno scarafaggio uscì dalla cavità nasale priva di mucose. Un lezzo rancido e rivoltante, si sprigionò dalle sue viscere da troppo tempo soffocate dalla terra. Fu doloroso quel farsi spazio nuovamente nel mondo, era come uscire per la seconda volta da un ventre materno, vischioso, umido, completamente privo d’amore. Ora più claudicante,  mosse di nuovo i primi passi, verso la carne succulenta e grassa della casa vicina.