L’INTERVISTA
Parigi, 3 marzo 1934
E’ notte fonda.
L’atmosfera ricorda
l’angosciante clima de “Il grido”, quadro di Edvard Munch. L’aria è nebulosa ed
inquietante…
Entro in un bar lungo la
Senna. Un miraggio in questo “boulevard” deserto. Finalmente un po’ di calore…
Mi siedo ed osservo
l’ambiente circostante.
Seduto al tavolo c’è un
uomo annoiato che sorseggia un drink. Poco dopo entra nel bar una donna bella ed
elegantissima, che si siede accanto a lui.
Con l’aria indifferente,
ascolto il loro dialogo:
L’UOMO:
Buonasera Madame Baum.
Finalmente ha accettato il mio invito… Erano mesi che l’aspettavo!
MADAME BAUM:
Si ritenga un uomo
fortunato… E’ un privilegio che concedo solo a pochi eletti.
L’UOMO:
Lo so… E’ praticamente impossibile riuscire a strapparle un’intervista! Il
Direttore del mio giornale mi ricoprirà d’oro quando gli consegnerò il pezzo.
MADAME BAUM:
Allora ho diritto ad
una percentuale sui suoi compensi! Che ne dice…
L’UOMO:
E’ sempre così ironica Madame?
MADAME BAUM:
Solo con i “maschi”
brillanti come lei…
L’UOMO:
Madame Baum, lei mi lusinga!
MADAME BAUM:
Per carità… Le
lusinghe le lascio ai comuni mortali. Noi creature superiori esprimiamo solo la
verità…
L’UOMO:
Creature superiori? Alla faccia della modestia!
MADAME BAUM:
Ripeto Monsieur,
creature superiori…
L’UOMO:
Ma vogliamo parlare del
suo ultimo libro? Ha ricevuto numerose lodi da affermati critici.
MADAME BAUM:
I critici vanno dove
tira il vento… Che sia scirocco o tramontana a loro non importa…
L’UOMO:
Polemica come sempre. Non
vuole proprio svelare la sua vera anima, Madame!
MADAME BAUM:
Ogni cosa a suo tempo…
L’importante è fare un passo alla volta, giusto?
L’UOMO:
La prego, mi parli del suo
ultimo libro, “PROFUMO DI TENEBRA”.
MADAME BAUM:
E’ il testo che più rispecchia la mia personalità. E’ il mio figlio prediletto.
L’UOMO:
Vampiri, creature
immortali… Lei è senz’altro la massima autorità sull’argomento. A cosa si deve
questo suo profondo interesse per la materia?
MADAME BAUM:
Conoscere le tenebre, per comprendere noi stessi… Nulla accade per caso. Neanche
questo nostro incontro… Lo sa vero?
L’UOMO:
Sapere cosa?
MADAME BAUM:
Ripeto, ogni cosa a
suo tempo.
L’UOMO:
Lei è una donna bella e
corteggiatissima. Nonostante ciò, si dichiara single. Come lo spiega?
MADAME BAUM:
E’ un’ardua impresa
trovare un’anima simile alla mia. Un uomo disposto a condividere con me
l’eternità… Sono secoli che cerco un degno compagno. Secoli di squallide prede,
uomini senza alcuna qualità…
L’UOMO:
Madame, lei mi spaventa…
MADAME BAUM:
Oh, non ha
nulla da temere. Non torcerei neanche un capello ad un mio “simile”!
L’UOMO:
Simile?
MADAME BAUM:
Non l’ha ancora
capito? Ho accettato il suo invito, solo perché percepisco in lei delle affinità
elettive…
L’UOMO:
Continuo a non capire…
Affinità elettive?
MADAME BAUM:
Si fidi di me… ( Sussurrato con dolcezza).
L’UOMO:
Madame, mi perdoni se
l’interrompo… La prego di osservare l’immagine riflessa nello specchio in fondo
alla sala. Che strano scherzo della prospettiva! Appare solo la mia sagoma,
sembra che io stia parlando da solo…
MADAME BAUM:
Arrivederci Monsieur!
A questo punto, Madame
Baum si alza in piedi.
L’UOMO:
Ma dove va, Madame?
L’intervista non è ancora terminata!
MADAME BAUM:
Non si preoccupi. Una
di queste notti verrò a farle visita… Ma non si disturbi, al “bere” ci penso
io... Gradisce l’RH positivo? (Sussurrato con estrema ironia).
Madame Baum si congeda dal
giornalista sfiorandogli il collo con le labbra. Un gesto sensuale e materno
allo stesso tempo…
Mentre io mi congedo dal
mondo, tornando nel mio lugubre nascondiglio, attendendo con ansia la calda e
rassicurante luce del sole...