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L’ULTIMO PIANO
“Sono
una fanciulla mondana e disinibita, sembrano le
caratteristiche più comuni e infantili di tutte le ragazzine
d’oggi eppure sono pronta a giurare che per me invece è un
dono.
Non
sono mai stata una di quelle che vanno alle festicciole
squallide di fine anno scolastico, giusto per indossare una
minigonna lisa e fuori moda e farsi poi corteggiare da
qualche idiota.
Dove
vado io le persone che contano sono all’apice del potere,
sono forti, sono… nude. Domani a mezzanotte sarò lì e la
vera regina della grande festa trionferà.
In
fondo, come tutti sanno… le cattive ragazze vanno sempre
dappertutto.
Killer
Kiss Angie.”
Queste
erano le ultime righe del mio diario. La pagina che segue
avrebbe riportato nel dettaglio tutto quello che avevo fatto
nel party di una lussuosissima villa fuori città.
Mi
chiamo Angela, Dalila e Giorgia sono le mie fedeli compagne
d’avventura e il fatto di avere poco più di diciotto anni ci
ha dato un potere immenso quella sera.
Uomini
e donne ci rivolgevano sguardi accattivanti che si
confondevano a invidia e ammirazione in un solo istante.
Quella
sottile perversione ci faceva impazzire.
Lo
ripeto, non siamo le sfigate insignificanti che fanno tutto
quello che i genitori e la società gli dicono, le cose ce le
prendiamo quando vogliamo… per noi è solo così.
Avevo
conosciuto Alex, uno dei tanti ragazzi belli della festa,
fregandomene se l’avrei rivisto avevo da subito messo in
conto che doveva essere mio. Pur sapendo che non mi sarei
accontentata solo di lui, già puntavo altre prede che al mio
sguardo si piegavano come servi.
Ragazzi, uomini, addirittura donne, sembravano sostenere
senza timore la nostra immagine di piccole dive. Non era un
gioco più grande di noi, era semplicemente quello che
volevamo.
Nell’ultimo piano della villa, c’erano delle stanze calde,
eleganti, enormi.
In
piena libertà mi sono ritrovata completamente nuda a scopare
come non avevo mai fatto prima. Maschi e femmine si
concedevano senza problemi.
Sorrisi, carezze e posizioni sessuali anche fin troppo
fantasiose dominavano l’atmosfera in un’orgia magica.
Avevo
perso di vista Dalila e Giorgia, non m’ importava,
sicuramente se la spassavano in qualche altra sala.
La
coca che c’era stata gentilmente offerta dalla casa, era la
più buona del pianeta. Un altro piccolo preambolo che ci
faceva capire quanto tutto diventava in fretta
maledettamente eccitante.
Mi
sdraiavo poco dopo in mezzo ad un folto gruppo di persone,
che senza inibizioni ripassavano l’intero Kamasutra.
L’impressione che mi stavano aspettando era fortissima.
Le
mani mi scorrevano lungo i fianchi e la pancia con
disinvoltura, due ragazzi mi baciavano sulla bocca, sui
seni, sulle cosce e sui glutei.
Una
ragazza bellissima invece, mi sfiorava con le dita e con le
labbra le parti intime, ricordo ancora i suoi incantevoli
occhi azzurri, mentre mi affondava la lingua in mezzo alle
gambe. Mi fissava vogliosa di mostrarsi come un’abile
amante. L’idea mi divertiva… in realtà sapevo benissimo che
ero io a possederla.
I
ragazzi nella camera cominciavano ad eccitarsi ancora di
più, uomini e donne entravano ed uscivano senza abiti dalla
stanza.
Ero al
centro dell’attenzione… ero la dea che tutti adoravano.
Come
una direttrice severa e pretenziosa, dirigevo i giochi
erotici del “popolo” che sembrava sottomettersi sempre più
ai mie desideri.
Violenti e voluttuosi baci si alternavano a piccoli morsi,
piacevolmente dolorosi. Chiudendo gli occhi, il bruciore
aumentava, se li riaprivo, tutti intorno ricominciavano a
leccarmi e ad “esplorarmi” in ogni singolo centimetro della
pelle.
Ero
stregata dal ridondante desiderio di provare piacere e
dolore insieme, una sensazione che mi rapiva di secondo in
secondo.
E’
stato così per parecchi minuti, forse delle ore. Il tempo
correva velocissimo, eppure tutto sembrava un’enorme
clessidra che continuava a re mi batteva all’impazzata, il
respiro diventava sempre più affannoso. Sapevo ormai che da
lì a breve sarebbe arrivato l’impatto fatale.
Stavo
per avere un orgasmo, ma non capivo esattamente chi per
primo godeva in quegli attimi di dolce ed insana confusione
dei sensi.
Dentro
sentivo scivolare il fuoco, ma non avevo paura, solo una
leggera preoccupazione che lentamente accresceva il fascino
di uno strano mistero.
Quando
ho riaperto gli occhi per l’ultima volta, mi sono accorta
che i miei “amanti” mi stavano letteralmente divorando.
Il mio
corpo era interamente ricoperto da piccole e profonde
ferite. Da quei tagli sgorgava il sangue che in quel momento
dava da “bere” agli individui che mi stavano accanto. Ogni
singola goccia veniva succhiata con inaudito vigore da
coloro che mi avevano accerchiato come topi famelici.
Restavo distesa senza forze, muta e paralizzata. I volti dei
ragazzi e delle ragazze che da prima cercavano in me il
consenso per prolungare la lussuria, sembravano adesso
distorti e posseduti da quel nettare rosso che usciva senza
sosta dalle mie forme.
Un’angoscia tremenda mi sventrava lo stomaco e il cervello.
Sembrava impossibile, ma non riuscivo a piangere… sarebbe
stato un privilegio fantastico, ma il terrore che anche
quelle ultime lacrime potevano servire al loro nutrimento,
mi avvolgeva l’anima con candida crudeltà.
Per
parecchio tempo rimasi costretta a fissare un enorme
specchio sul soffitto che prima non avevo notato.
Rifletteva soltanto un’immagine… la principessa sdraiata in
un’immensa pozza di sangue.
Un
silenzio raggelante regnava in tutta la villa durante il
macabro pasto, soltanto lo stridere dei loro denti che
laceravano con infernale perizia la mia carne, interrompeva
ogni tanto la quiete.
Poi…
il buio.
Non ho
idea di che fine abbiano fatto Dalila e Greta... senza
dubbio, non sono tornate a casa.
Quanti
giorni sono passati, forse settimane… non lo so.
Sto
aspettando in una stanza tetra e asettica che qualcuno venga
a cercarmi.
La
totale assenza di rumori e di luce, mi fa presagire che
tutto da adesso è cambiato.
La mia
pelle è ghiacciata, ho una fame disumana e sento ad ogni
singolo rintocco della lingua, i canini appuntirsi sempre di
più.
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