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Biografia dell'autore
 

Fabrizio Mallarino
 

 

 

 

LA CACCIATRICE

 

“Non lasciarmi”, disse Catrina guardando Alex. La pelle del ragazzo stava diventando bianca, troppo bianca. Il suo respiro si fece improvvisamente affannato, piccoli respiri brevi e rapidi indicavano una fine imminente. Gli occhi divennero vitrei, e  dopo alcuni secondi Catrina capì che  la vita aveva lasciato definitivamente il corpo di suo marito. Senza esitare, tornò a essere fredda come sempre: si guardò intorno e notò che  il solaio di quella casa era colmo di oggetti. Sulla parete a sud vide una scure: scattò in piedi e l’afferrò, ma non si staccava. Tirò ancora, ma il maledetto attrezzo era stato fissato con chiudi a U: a cosa serviva quell’arnese se veniva inchiodato alla parete? Catrina sentì che il corpo del marito stava lentamente riprendendo a respirare, ma non era vivo, non in senso UMANO.  Entro breve la fame di sangue si sarebbe fatta sentire e Alex avrebbe ripreso le capacità motorie. Catrina piantò un piede alla parete e fece leva con tutte le sue forza: la scure si staccò; quindi girò su se stessa e colpì il marito alla gola: la testa si staccò dio netto.

Dopo otto anni vissuti pericolosamente a caccia di vampiri, Catrina aveva imparato che paletti di legno, crocifissi e acqua benedetta non servono a un bel niente contro i succhiasangue: devi tagliare loro la testa, punto e basta. “Non c’è niente di magico o di mistico nei vampiri”- le aveva insegnato Alex, il migliore di tutti i Cacciatori- “E’ semplicemente una mutazione: infettanoil nostro sangue, e noi mutiamo. Fine della storia. Si nutrono esclusivamente di sangue umano e non sono immortali: vivono a lungo, certo, ma alla fine lasciano anche loro questa valle di lacrime.”

Catrina guardò la testa del marito: nell’attimo in cui la lama aveva colpito la gola, la bocca si era spalancata in un ghigno di dolore e rabbia, rimanendo immobile, come una maschera di cera. I denti erano intatti, ma le gengive erano già gonfie: pochi minuti e i canini si sarebbero allungati e induriti, pronti a perforare la giugulare di qualche umano. La donna si voltò per non guardare: quanti ne avevano ammazzati, loro due insieme? Centinaia. “Prima o poi dovremo pagare per questa strage”, diceva sempre suo marito. Non amavano uccidere quegli esseri, ma era il loro lavoro, e sapevano che serviva a difendere altre vite. Catrina ricordava ancora la prima volta che si era trovata di fronte all’opera dei vampiri: un’intera famiglia sterminata, incluso due bambini di nemmeno tre anni. La madre e i figli erano morti sul colpo, il loro fisico non aveva retto lo shock, mentre il padre si stava già trasformando quando arrivarono Alex e Catrina: lei lo colpì con diversi colpi della sua Beretta, e Alex gli staccò la testa di netto con il suo spadino affilato. Quell’esperienza bastò alla donna per entrare a far parte del gruppo dei Cacciatori: si innamorò del suo mentore, e dopo pochi mesi si sposarono. “Niente figli”, era la regola che si erano imposti, e vi avevano tenuto fede: con il loro mestiere rischiavano di mettere al mondo un futuro orfano. O peggio ancora.

Il sangue di Alex scivolò lentamente verso i piedi della donna: chiudendo gli occhi, Catrina vi intinse un dito e ne spalmò alcune gocce sul proprio viso, in segno di addio e di guerra.

La lotta doveva riprendere, più dura e cruenta che mai.

Conosceva l’aspetto del vampiro che aveva azzannato il suo uomo: era riuscito a scappare un attimo dopo l’agguato ad Alex. Un finestra aperta ed era salto giù come un gatto, scomparendo nella notte. Ma Catrina lo aveva colpito con diversi colpi di pistola: le ferite dei vampiri si rimarginavano in fretta, ma aveva almeno un paio d’ore a disposizione, e il sangue perso da quel maledetto era molto.

Bastava seguire la scia.

Bastava conoscere il nemico.

Catrina si voltò un’ultima volta vero Alex: “Ti vendicherò” disse uscendo dalla finestra e calandosi nel giardino.

Sentì il dolore della perdita, ma subito dopo l’odore della caccia tornò a essere intenso, e Catrina si ritrovò a inseguire nuovamente il suo destino.