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Biografia dell'autore
 

Cristina Risso

 

 

 

LA PRIMA VOLTA

 

Jimmy entrò nel locale con lo sguardo smarrito di chi si sente assolutamente fuori posto. Gli doleva la testa e gli occhi continuavano a lacrimare: eppure era giunto il momento.

Da più di trenta ore era “tornato” e la voglia di bere era ormai irrefrenabile.

Avrebbe voluto chiedere consiglio  a qualcuno degli anziani: ne aveva riconosciuti un paio nel parco, solitari  e decisamente poco amichevoli…Sapeva , però, che per queste cose era meglio agire singolarmente.

Era forte? Non lo ricordava più. Strare sottoterra non è uno scherzo.

Forse sarebbe riuscito a rimorchiare una ragazza, ma dubitava che il suo aspetto fosse dei migliori.

Doveva riflettere con calma, anche se la sete diventava di minuto in minuto più grande.

Vedeva i colli nudi delle cameriere. Una di loro  gli  consegnò la lista delle consumazioni.

Non c’era più molta gente a quell’ora e le sue speranze si affievolivano di minuto in minuto.

Eppure DOVEVA bere e avrebbe dovuto farlo ogni giorno, magari più volte al giorno per tutta la vita. Vita? Meglio dire per l’eternità .

Un tipo grasso e unto dietro al bancone, il proprietario probabilmente, urlò ad una cameriera bruna di correre in magazzino a recuperare il brandy.

Ecco IL MOMENTO. Jimmy iniziò a sudare freddo ( l’unico modo in cui avrebbe potuto sudare , del resto).

Lentamente la seguì. La toilette degli uomini era in fondo alle scale, proprio di fronte allo sgabuzzino con le scorte.

La cameriera armeggiava tra le scatole. Jimmy le fu addosso in un secondo, tappandole la bocca.

“ Se urli t’ammazzo!” La frase gli sembrò banale, ma decisamente efficace.

“Ora ci spostiamo di là e guai a te se sento un solo rumore” . Andava sempre meglio, forse aveva più  talento del previsto .

Jimmy iniziò ad ispezionare il collo, cercando il punto giusto…Non bisogna dare per scontato che un vampiro conosca perfettamente l’anatomia umana. Si sentiva come un medico tirocinante al primo prelievo.

L’odore della donna, della sua pelle morbida e sudata gli diedero il coraggio di iniziare.  Morse e in bocca sentì solo un frammento di pelle  e subito dopo poche gocce di sangue : aveva trovato solo capillari.

La donna tento di urlare. Jimmy dovette tramortirla con un colpo alla testa.

La sdraiò sul pavimento e fece scorrere le dita sul suo collo abbronzato . Ecco, sentiva il battito del cuore…lì c’era l’arteria e la porta del suo primo successo.

Succhiò, come un’ape vogliosa . La metafora gli venne naturale: nella vita precedente era stato un semplice giardiniere.

Il sangue gli riempì la bocca, gli sciacquò la gola arida e scivolò lento nell’esofago.

Non voleva esagerare, in fondo quella donna era la sua “prima volta” e per questo non meritava di morire.

Si ritirò da lei, anche se a malincuore.

Entrò nella toilette degli uomini e prese alcune margherite da un vaso sulla mensola.

I fiori trovarono posto accanto alla donna che ancora giaceva svenuta.

Di lì a poco un furente e grasso  barista sarebbe sceso a cercarla.

Di lì a poco ci sarebbe stato il panico.

Jimmy uscì nella notte . Non guardò la luna, non cercò le stelle.

Si mise il pollice tra le labbra cercando traccia di quel sapore nuovo che adesso era la sua unica ragione di vita.

Dietro di lui sentì le prime urla.

Dai suoi occhi una lacrima cercò di scendere giù, ma fu ricacciata indietro dal suo primo vero sorriso infernale.