LA PRIMA VOLTA
Jimmy entrò nel locale con
lo sguardo smarrito di chi si sente assolutamente fuori posto. Gli doleva la
testa e gli occhi continuavano a lacrimare: eppure era giunto il momento.
Da più di trenta ore era
“tornato” e la voglia di bere era ormai irrefrenabile.
Avrebbe voluto chiedere
consiglio a qualcuno degli anziani: ne aveva riconosciuti un paio nel parco,
solitari e decisamente poco amichevoli…Sapeva , però, che per queste cose era
meglio agire singolarmente.
Era forte? Non lo ricordava
più. Strare sottoterra non è uno scherzo.
Forse sarebbe riuscito a
rimorchiare una ragazza, ma dubitava che il suo aspetto fosse dei migliori.
Doveva riflettere con calma,
anche se la sete diventava di minuto in minuto più grande.
Vedeva i colli nudi delle
cameriere. Una di loro gli consegnò la lista delle consumazioni.
Non c’era più molta gente a
quell’ora e le sue speranze si affievolivano di minuto in minuto.
Eppure DOVEVA bere e avrebbe
dovuto farlo ogni giorno, magari più volte al giorno per tutta la vita. Vita?
Meglio dire per l’eternità .
Un tipo grasso e unto dietro
al bancone, il proprietario probabilmente, urlò ad una cameriera bruna di
correre in magazzino a recuperare il brandy.
Ecco IL MOMENTO. Jimmy
iniziò a sudare freddo ( l’unico modo in cui avrebbe potuto sudare , del resto).
Lentamente la seguì. La
toilette degli uomini era in fondo alle scale, proprio di fronte allo sgabuzzino
con le scorte.
La cameriera armeggiava tra
le scatole. Jimmy le fu addosso in un secondo, tappandole la bocca.
“ Se urli t’ammazzo!” La
frase gli sembrò banale, ma decisamente efficace.
“Ora ci spostiamo di là e
guai a te se sento un solo rumore” . Andava sempre meglio, forse aveva più
talento del previsto .
Jimmy iniziò ad ispezionare
il collo, cercando il punto giusto…Non bisogna dare per scontato che un vampiro
conosca perfettamente l’anatomia umana. Si sentiva come un medico tirocinante al
primo prelievo.
L’odore della donna, della
sua pelle morbida e sudata gli diedero il coraggio di iniziare. Morse e in
bocca sentì solo un frammento di pelle e subito dopo poche gocce di sangue :
aveva trovato solo capillari.
La donna tento di urlare.
Jimmy dovette tramortirla con un colpo alla testa.
La sdraiò sul pavimento e
fece scorrere le dita sul suo collo abbronzato . Ecco, sentiva il battito del
cuore…lì c’era l’arteria e la porta del suo primo successo.
Succhiò, come un’ape
vogliosa . La metafora gli venne naturale: nella vita precedente era stato un
semplice giardiniere.
Il sangue gli riempì la
bocca, gli sciacquò la gola arida e scivolò lento nell’esofago.
Non voleva esagerare, in
fondo quella donna era la sua “prima volta” e per questo non meritava di morire.
Si ritirò da lei, anche se a
malincuore.
Entrò nella toilette degli
uomini e prese alcune margherite da un vaso sulla mensola.
I fiori trovarono posto
accanto alla donna che ancora giaceva svenuta.
Di lì a poco un furente e
grasso barista sarebbe sceso a cercarla.
Di lì a poco ci sarebbe
stato il panico.
Jimmy uscì nella notte . Non
guardò la luna, non cercò le stelle.
Si mise il pollice tra le
labbra cercando traccia di quel sapore nuovo che adesso era la sua unica ragione
di vita.
Dietro di lui sentì le prime
urla.
Dai suoi occhi una lacrima
cercò di scendere giù, ma fu ricacciata indietro dal suo primo vero sorriso
infernale.