LA SCOGLIERA DELL’ ORRORE PURO
Era
sempre stata affascinata da quella vecchia casa, che si stagliava sulla
scogliera spumeggiante di bianche onde … La casa dei sogni … La casa dell’amore
... Jane e Tommy finalmente ne erano entrati in possesso dopo il loro matrimonio
sulla spiaggia. L’aria era tersa e il profumo del mare entrava nelle nari, quale
beneficio divino di una sorte inquieta che li stava aspettando ... La casa era
lì, era di loro possesso e la casa li stava per possedere a sua volta …
Una
notte mentre giacevano nel talamo nuziale, un venticello muoveva la tenda bianca
alla finestra … E ad un certo punto il loro sonno fu interrotto da un pesante
rumore di catene … sì di catene che proveniva dalla soffitta …. Jane si
stringeva al petto forte e villoso di Tommy per cercare protezione e aveva il
cuore a mille … mille battiti al minuto … provava paura e angoscia per quello
che sentiva al piano di sopra. Tommy si alzò in boxer e si diresse con una mazza
da baseball su per le scale per andare a vedere la fonte di tanto caos mentale.
Entrato
nella polverosa soffitta, un groviglio di ragnatele si impadronì del suo volto e
lui si retrasse per pulirsi; accese la fievole luce della candela e si diresse
verso una cassapanca che stava sotto uno scuro trave. I rumori delle catene
erano cessati da tempo, ma quella cassapanca dipinta a mano lo inquietava.
Dovette rompere il rugginoso lucchetto con una pinza che stava lì vicino e ne
trasse il contenuto. Un velo da sposa un tempo bianco e una fotografia in bianco
e nero di una giovine donna in abito da sposa con una chioma fluente.
Ridiscese le scale con celerità, portò il bottino all’amata ancora sul letto
tremante. Mentre assieme osservavano la fotografia, gli occhi della donna li
fissavano in modo inquietante e profondo, si quegli occhi non erano facili da
dimenticare. Ad un certo punto, come se nulla fosse, prese fuoco nelle mani di
Tommy, che la lasciò cadere al suolo. Il terrore brillava negli occhi della
giovine coppia e nell’aria si avvertiva un profumo gelido di morte, di carogne,
di malevolo. Non erano soli nella stanza vi era anche lei Sarah.
La
fiammella della candela tremolava, Jane urlava perché non capiva che stava
succedendo e Tommy roteava la mazza in aria colpendo mosche. Ad un certo punto
il volto di Sarah si rese palese sul muro della stanza e iniziò a cantare una
sordida nenia. Mugugni infernali discesero in quella stanza e lo zolfo entrava
nella psiche come diabolico profumo. Sarah era lì e voleva il suo riscatto.
Voleva da loro la libertà che aveva perso, quando il marito, dopo il loro
matrimonio dopo aver scoperto era incinta di un altro uomo, la aveva sgozzata
nella vasca da bagno al piano di sotto.
Si
voleva ottenere la sua libertà da Jane e Tommy neosposini innamorati. Potersene
andare finalmente in pace in Paradiso accanto al suo bambino mai nato. Ma doveva
convincere la coppia ad aiutarla nell’ intento. Jane le chiese urlando cosa
volesse dalla loro vita! Perché li stava terrorizzando in quel modo! Una penna e
un foglio di carta si diressero nelle mani di Jane e la penna scriveva
“AIUTATEMI!”. Tommy capì che Sarah non era una entità sovrannaturale malvagia o
perversa, ma una anima in pena in cerca di porre rimedio alle sue sofferenze che
la legavano ancora al mondo dei vivi.
Sarah
scomparve e Tommy subito telefonò alla zia che era dedita alle sedute spiritiche
e la invitò a casa loro il giorno successivo a prendere un tè. La cara
vecchietta all’indomani bussò alla porta con le sue mani rugose e vedendo Jane
la abbracciò con gioia e diede un bacio a Tommy. Calda fu l’accoglienza alla
zia. Il profumo del tè era inebriante e finalmente Tommy arrivò al punto
decisivo: chiedere alla zia Clara se quella stessa sera fosse stata in grado di
mettersi in contatto con la sposa.
La zia
era abituata a parlare con i non vivi o coi cari estinti e non fece una piega
alla sua richiesta. Accese due candele sopra un tavolino a tre piedi e disse
alla coppia di unire le mani alle sue sopra lo stesso per creare un circolo,
così da potere catalizzare tutte le energie positive nel suo corpo. La zia
iniziò ad evocare lo spirito ma Sarah non voleva rispondere. Proprio quando si
stavano rassegnando, dalla porta una folata di vento, gli oggetti della sala
iniziavano a volare in ordine sparso ovunque e le finestre a sbattere … Sarah
era lì con loro. La medium iniziava a parlare dicendo frasi apparentemente
senza senso per la coppia. Poi si espresse in termini umani e si rivolse a Tommy
dicendo di chiamarsi Sarah e di essere stata uccisa dal marito subito dopo le
nozze, perché portava in grembo il figlio di un altro. Non poteva trovare pace
finchè non si fosse ricongiunta al suo figliolo Tim. Il marito infatti la aveva
sgozzata nella vasca da bagno e aveva squarciato il suo addome con una fredda
lama per estrarre il feto. Lei poi era stata seppellita nel giardino dietro casa
vicino alla scogliera.
Tommy e
Jane dovevano infatti ritrovare un piccolo baule nella proprietà, dove
all’interno era conservato in formalina il feto abortito. Il baule era ai piedi
di una quercia maestosa come indicato da Sarah. La tomba della madre fu aperta e
nelle mani posto il feto abortito.
Finalmente lo spirito di Sarah era libero e poteva ascendere al cielo e trovare
la somma pace di cui sentiva l’immenso bisogno e necessità dopo anni di
sofferenza imprigionata in quella bianca casa sulla scogliera. Tommy e Jane ce
la avevano fatta e Jane era incinta e pronta a vivere la sua vita accanto ad un
uomo meraviglioso e a suo figlio Tim.