PREDATORI
<<Sandra!>>
Sentendo il suo nome, la
ragazza si voltò e vide le sue amiche che la salutavano festose all’entrata
della discoteca. Sorrise e andò loro incontro<<Ehi! Come va ragazze!!>>
<<Non c’è male>> rispose
Maddalena mentre sventolava la sua chioma bionda, facendo impazzire i ragazzi
che le stavano dietro.
<<Molto bene>> disse
Veronica, anche se con il completo di pelle non si sentiva mai a suo agio,
nonostante la rendesse molto sexy.
Entrarono in discoteca:
l’interno era un’enorme pista da ballo, illuminata da luci colorate al neon che
saettavano di qua e di là, dando una vista ad intermittenza sulla folla che
ballava scatenandosi ai remix del dj; il piano bar, situato in un angolino
vicino all’entrata, era gremito di persone che si guardavano intorno alla
ricerca di possibili partner occasionali.
Abituate a cacciare da
sole, il trio si divise: Maddalena a ballare vicino al dj, Veronica al piano bar
e Sandra in mezzo alla sala.
Le luci colorate le
illuminavano il corpo snello e sembravano seguirla nei suoi movimenti scatenati,
ma sensuali. La calca era sempre più pressante e il sudore le imperlava già le
labbra e la schiena. Il caldo era quasi insopportabile, ma piacevole, perché
nell’aria sentiva un profumo che nessun altro poteva fiutare, ed era
travolgente, delicato, ma forte e la inebriava.
Un ragazzo le si avvicinò,
attratto dai suoi movimenti sinuosi e il suo sguardo, profondo come gli abissi.
Ballarono avvinghiati, studiandosi; lui la condusse lontano dalla gente, in una
stanza insonorizzata: guardandosi intorno vide dei divanetti scuri disposti
armoniosamente fra loro, avvolti da una luce calda e soffusa; sentì delle voci
sommesse, dei sospiri e dei risolini.
Il ragazzo la portò verso
un divanetto separato dagli altri e la buttò, con fare da dominatore,
pregustandosi già la sua conquista.
In un primo momento fu
molto divertente per Sandra giocare alla preda, ma man mano che il suo partner
si eccitava sentiva quel profumo aumentare d’intensità sempre di più, finché la
colmò e lei ebbe sete. Alla luce soffusa il ragazzo vide gli occhi della sua
“preda” diventare rosso sangue e due canini appuntiti risaltare su quel sorriso
seducente. Il panico fece accelerare i battiti del suo cuore, che Sandra sentiva
rimbombarle nelle orecchie e nella mente.
Lo immobilizzò con una
forza che nessuno poteva contrastare e gli inclinò il capo, scoprendo il collo.
Affondò la bocca nella sua pelle, lacerandogli la carne e assaporando il suo
sangue: succhiava avidamente, tappando con una mano la bocca dello sfortunato
affinché non gridasse.
Quando si fu saziata,
lasciò il corpo esangue sul divanetto e uscì dalla stanza; il rumore assordante
della musica la investì, schiaffeggiandole le orecchie. Uscì in fretta dalla
discoteca e vide le sue due amiche.
<<Allora, com’è andata?>>,
chiese ancora provata dal rumore mischiato al sangue che aveva appena bevuto.
Veronica e Maddalena
sorrisero,un paio di canini appuntiti e il luccichio dei loro occhi rossi ed
eccitati rivelarono a Sandra che la serata non era ancora finita…
Mentre camminavano per vie
illuminate da lampioni scadenti, un urlo, seguito da un ululato profondo e
potente squarciò il silenzio della notte.
Le tre vampire rimasero a
lungo in contemplazione di quel suono, sapendo che apparteneva alle bestie,
figlie della notte come loro, ma feroci e inarrestabili…
Al limitare della grande
foresta un enorme lupo bianco, seguito da una dozzina di altri lupi enormi,
annusavano l’aria, pregustandosi la caccia e ululando sempre più forte alla luna
che si stagliava piena nel cielo.
Partirono alla carica,
veloci come il vento e silenziosi come un incubo.
Raggiunsero la città in
poco tempo e divorarono molte persone, non soddisfacendosi.
Licantropi, fieri ed
orgogliosi. Licantropi, bestie feroci e sanguinarie.
Nella loro corsa verso
nuove prede sentirono di non essere gli unici predatori, non è una novità per
loro; diversamente da come dispensa Hollywood con i suoi film di scarsa qualità,
vampiri e licantropi non sono nemici mortali… solo eterni rivali: non sono
mancati scontri e lotte fra di loro in quanto ognuno vuole prevalere sull’altro.
Ad un certo punto il
capobranco arrestò la sua corsa e così fecero tutti gli altri. Dinnanzi a loro
c’erano tre vampire, li stavano aspettando. Non si muovevano, perciò spettò al
licantropo decidere se affrontarle e marcare il territorio, o non affrontarle e
cacciare da un’altra parte.
I membri del branco
aspettavano ansiosi la decisione del loro master, sentendo la tensione dei
muscoli per un probabile scontro e nell’aria respiravano odore di sfida…
… Tre ore dopo una squadra
di polizia, avvertita da alcune persone molto scioccate, rinvenirono in centro
città il frutto di un’atrocità.
Il capo della squadra, con
un fazzoletto si tappò la bocca e imprecando disse<<Buon Dio! Chi è quel mostro
che ha commesso questo scempio?>>
<<Un animale, forse un
lupo>> affermò avvicinandosi un poliziotto
Il capo ribatté<<Più di
uno>>
Dinnanzi a loro giacevano
i resti di quelle che un tempo erano state tre donne.