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Biografia dell'autore
 

Adele Paolucci

 

 

 

QUESTO E’ UN MOMENTO FONDAMENTALE

 

Cominciamo dalle cose semplici. Mi chiamo Louis Rantes.

Cominciamo da quello che non sapete.Quello che non sapete è che sono ricco,affermato,desiderato.

Quello che non sapete è che mi trovo in un cimitero.Quello che non sapete è che ho intenzione di scavare.Quello che nemmeno io so è se lei è li sotto.Se è li dove l’ho lasciata.Forse si,forse sentirò l’ odore della decomposizione provenire da lei.Vorrà dire che sono pazzo.

Bene. Meglio .

Credetemi,l’ipotesi della mia follia è quella migliore.

 

 

Ho lottato tutta la vita contro di lei.Se non fossi stato attento,se non avessi impedito a me stesso di pensarla si sarebbe scavata a morsi un posto nel mio cuore.Non ho mai confessato a me stesso di amarla,neanche quando è morta.Non sarebbe mai stata mia,così sono rimasto in silenzio.Questa è la punizione per la mia vigliaccheria,la sua vendetta,tutto quello che mi sono risparmiato moltiplicato per cento,ora,mentre comincio a scavare.

 

 

Siamo cresciuti insieme a New Orleans,io figlio della cameriera lei dei padroni.Banale come tutte le storie d’amore .Non c’è molto altro da dire.Immaginate un ragazzino che trascorre le sue giornate nel tentativo di far sorridere la sua compagna di giochi.Lei che è bella e fiera,un animale selvatico,lei che non è di nessuno.Immaginatela costretta ad un matrimonio di convenienza con un imbecille.E il ragazzo?lui non trova idea migliore che andarsene.Tanto non può nulla. E’ cosi impegnato a crearsi una nuova identità -una in cui è forte e potente -che quasi riesce a dimenticare la sua storia.

Questa è stata la mia vita fino ad una settimana fa.

Poi è arrivata la lettera.

Gabrielle.Che fatica tornare a pronunciare il suo nome.Lei mille volte lei.Lei sposata,lei incinta,il ventre gonfio di un altro,un  figlio che nasce morto.Le sue grida,il suo sangue.La sua malattia.Lei prigioniera di un letto.

Non potevo saperlo.

Dicono che chieda di me. Notte e giorno urla il mio nome. Dicono non abbia paura di morire,dicono sia impazzita.      Sarò libera- dice.Portatemi Louis- dice.

Te lo devo,Gabrielle.Vederti morire sarà la mia punizione.

Cosi sono tornato.In tanti circondano il tuo letto,silenziosi ,rassegnati parenti acquisiti.Mi chiedono di farti ragionare,mi chiedono di farti accettare il prete al tuo capezzale.Non ci riuscirei mai.Tu disprezzi tutti loro e tutto quello che hanno da offrirti.Tu non hai mai avuto bisogno del conforto di nessuno,figurarsi di quello del piccolo Loui.Allora perché sono qui Gabrielle?Non posso aiutarti, non sono in grado.Quello che resta della tua bellezza,gli occhi infossati,la pelle tesa sugli zigomi sporgenti,i tagli aperti sul tuo volto.Tutto mi paralizza.Cosa vuoi da me?vuoi che  soffra con te?

 

Non potevo sapere che i tuoi piani erano completamente differenti,e che, a quello che mi avresti chiesto,non sarei mai

stato pronto.

 

Louis - sorridi.Ho lottato tutta la vita contro di te;ora mi arrendo -Manda via tutti-.

Niente convenevoli.Sono passati sei anni, non è passato un minuto da quando ci siamo divisi.Vorresti prendermi la mano.Mi hanno detto che non riesci più a muovere metà del corpo.Tanto non andresti lontano, non riescono a farti mangiare da settimane.-Non ascoltarli Loui,non sto morendo!-Non capisci?Ho creato tutto questo per andarmene.-ti sforzi di parlare,ti capisco a stento.-Madame mi aiuterà.Lei dice che non fa male,che è come essere Giulietta.Finalmente da morta mi lasceranno in pace,noi ce ne andremo.-Vorrei tanto crederti.Mi attaccherei alle tue parole con tutte le mie forze se non vedessi le tua bocca.Dicono che di notte ti mordi le labbra per non urlare,ne hai gia staccato un pezzo.Posso vedere i denti;sotto.

Ti crederei se non vedessi che non riesci a controllare la saliva che ti cola sul mento.

-Mi aiuterai!Loro mi seppelliranno,ho detto che non volevo,che ci avresti pensato tu a me, ma non mi hanno dato retta.Perciò mi seppelliranno,bara sigillata e tutto il resto capisci?.A quel punto sarò già forte ma tu devi aiutarmi ad uscire da li.Devi scavare.Lo farai vero Loui?Così ce ne andremo insieme-

Dunque questo è rimasto della mia Gabrielle.

Odiavi la tua vita,ti ho lasciata qui a marcire,sono scappato.Hanno ragione loro.I tuoi nervi non hanno retto.Non eri forte come credevo.Il tuo letto è bagnato d’urina,non te ne sei neanche accorta.Aspetti la mia risposta.

-Devi rimanere fino al funerale.Fingi di piangere,disperati,poi aspetta che sia buio-

Chi sono io per negarti questo.

Farò ciò che ti rende felice,mentirò per te.

Vorrei passare le ore che ti restano a gridare,scuoterti,aspirare l’odore della malattia,esaminare la tua pelle di cera conoscere ciò che resta di te.Vorrei un finale epico,noi che ci assolviamo a vicenda,tu che te ne vai serena grazie a me.

Invece fingerò per vederti felice,come ho sempre fatto.

-Si- ti dico.

-Lo farò-ti dico.

E tu di nuovo mi sorridi.                                                                                                               

 

La mattina dopo sei morta.

Ho stretto mani,abbracciato persone.Ho seguito il tuo feretro tutto il giorno.Bara chiusa.Sei quasi riuscita a cavarti un occhio,l’ultima notte,graffiandoti.

Non sono riuscito a piangere.

 

 

 

Ho finito di scavare.Mi dispiace amore mio,non sono qui perché ho creduto alle tue parole.Sono qui per rassegnarmi.Tu sei morta.La voce che mi ha distratto tutto il pomeriggio,quella che mi ha impedito di piangerti -sto bene,ti aspetto-è solo una mia invenzione.

Perciò ti guarderò un ultima volta,più vicino che posso.Osserverò la tua bocca cava e immota, gli occhi di pesce e quanto di più osceno hai da offrirmi.E se la tua voce non si placherà neanche allora vorrà dire che sono impazzito.

Ma sì,matto lo sono già,ho tolto i chiodi piano piano,quasi non volessi farti male.Questo è un momento fondamentale.

Sei li dove ti ho lasciata.

 

Quello che non sapete è che più  bella di quanto l’abbia mai vista

Quello che non sapete è che mi sorride.

Quello che non so è cosa sia diventata.

Finalmente-dice.