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Biografia dell'autore

 

 

 

 

FARKASKOLDUS

di Foti Claudio

 

 

“Era tempo di decidere. Dopo quella brutta, bruttissima giornata, il signor F. non ebbe più dubbi: qualcosa doveva cambiare, ed anche al più presto. S’infilò la giacca da camera a quadrettoni rossi e gialli e sedette alla scrivania di fronte alla porta finestra. Fuori pioveva e le luci dell’Hotel Corso erano accese sulla strada trafficata. Questa volta avrebbe programmato ogni cosa. Un promemoria dettagliato sarebbe stato il punto da cui partire. Accese il computer e cominciò a segnare il da farsi, una sorta di piano a cui attenersi scrupolosamente. Di colpo si sentì invadere da un senso di profondo benessere, come gli capitava ogni volta che…accendeva il computer e si metteva a navigare. Era stata una scoperta per uno come lui. Ma si era adattato subito. Da secoli teneva in casa carta e penna, anzi aveva addirittura calamaio e pergamene. Aveva buttato tutto. Ormai per lui esisteva solo la tastiera. Senza una tastiera era perduto. Scosse la testa, aveva già finito di prendere appunti. Ora studiava. Studiava la sua condizione sui vari motori di ricerca. Il signor F lo chiamavano. Se avessero saputo per cosa stava quella F…

Alzò gli occhi dallo schermo dopo l’ennesima ricerca andata a vuoto. Possibile che fosse così difficile trovare del materiale “pulito”? aveva trovato tonnellate di siti ma questi altro non facevano che romanzare ed inquinare la vera storia.

Era nella sua stanza oscura, il giorno finiva, lo vedeva dalla luminosità attenuata che filtrava tra i grattacieli che torreggiano sul laghetto dell’Eur... tra poco il mondo sarebbe stato suo.

E come tutti i giorni si ritrovava lì, davanti al computer. Il signor F chiuse gli occhi e sentì come una scossa elettrica impossessarsi della sua mano... la mano si muoveva veloce sui tasti, chissà cosa ne sarebbe venuto fuori stavolta....

Era singolare e strano come a volte gli capitasse di mettersi a scrivere sotto l’impulso di una forza oscura. Una forza che lo pervadeva e lo comandava. Non si rendeva conto di quello che digitava fin quando non lo leggeva sullo schermo. Quello di cui si rendeva conto invece era che stava inesorabilmente scivolando sempre più in basso, nell'abisso senza fondo. Un abisso sconosciuto.

Tutto era cominciato molto tempo prima. Non ricordava quasi nulla, soltanto che c'era la luna e molte stelle in cielo come non aveva mai visto prima.

La sua vecchia vita finì e una nuova cominciò.

E alle sue iridi apparve un nuovo mondo.

Un mondo in cui tutto era nuovo.

Le differenze le notò subito.

Inizialmente le sue orecchie percepivano tanti di quei suoni che la testa sembrava scoppiargli. Ma con il passare dei giorni il suo cervello, cominciò a filtrarli. Poi la vista: vedeva la pelle degli uomini irrorata dal sangue. Erano divenuti così affascinanti i visi degli umani, così colorati, così attraenti…

Il suo senso dell’olfatto si moltiplicò, ma la cosa che lo stupì maggiormente fu quell’odore dolciastro e gradevole che pervadeva l’aria. Impiegò un paio di giorni a comprendere che era l’odore del sangue che scorreva nelle loro vene. Sotto la loro pelle.

Ma tutto ciò aveva un prezzo.

Da allora non era più riuscito a sopportare la luce diurna… ormai non sapeva proprio più come era fatto il sole, non ricordava più come erano le albe e i tramonti, li guardava ormai ossessionato solo sul computer. Quello gli era rimasto. Quelli erano gli unici tramonti che poteva ammirare.

Ora tutto questo era scomparso per sempre, esisteva solo la notte per il Signor F, la notte che prima non vedeva con gli occhi con cui aveva imparato ad osservarla adesso: la notte era misteriosa e stupenda, la luce della luna fredda e argentata, la notte era divenuta il suo rifugio e la sua salvezza...

Ma che senso aveva la notte senza il giorno? Questa era una domanda a cui non aveva ancora trovato risposta. Il problema era che quella domanda era importante per lui. Il bene aveva senso senza il male? Sentiva di vivere a metà, metà del giorno, metà della vita. Si sentiva sospeso in un limbo di non-vita o di non-morte. Ormai erano anni che andava avanti così in cerca di una spiegazione. Viveva nascosto al mondo, nelle tenebre... nessuno sapeva della sua esistenza, chi lo vedeva una sola volta era destinato a tenere la bocca chiusa, era destinato ad una morte dolce, di cui non se ne rendeva conto. Il signor F non sapeva neanche più che aspetto aveva. Gli specchi non riflettevano la sua immagine, ricordava vagamente i propri tratti di quando era ancora vivo, da quello che aveva letto avrebbero dovuto essere rimasti immutati, era vero che il tempo non scorreva per loro? Era vero che non invecchiava? Non sapeva neanche questo. Quello che sapeva è che la sua sete di sangue cresceva notte dopo notte. Era difficile da spiegare, ci provava quasi tutti i gironi sui forum, con messaggi e email, ma in molti lo scambiavano per uno stupido ragazzino. Una volta un tizio gli chiese quanti anni avesse. Lui non rispose, sapeva che mettere la risposta su quel forum avrebbe significato diventare non credibile. Il Signor F scosse la testa: ogni notte una forza malvagia lo attirava verso la vita che scorreva nelle persone, e ogni notte rinnovava l’odio verso se stesso e per quello che faceva... ma era più forte di lui, aveva provato a resistere ma non ci riusciva, non poteva farci niente. Non poteva morire, né invecchiare, era condannato a vagare per sempre, notte dopo notte e a spiegare il suo mantello di morte sulle persone che gli si avvicinavano troppo. Bene, forse svolgeva un servizio sociale, in fondo lui era uno dei pochi in grado di togliergli la placenta. Già. Nessuno scienziato lo aveva ancora scoperto. Eppure ormai lui sapeva che l’uomo non la perdeva definitivamente con il parto. Almeno, perdeva solo quella visibile. Il Signor F sapeva che il corpo umano non era conosciuto alla perfezione. Aveva scoperto l’esistenza della seconda anima. Questo distingueva gli esseri umani dagli animali. Solo questo. L’uomo aveva una seconda anima, gli animali no. Era una sorta di collegamento fra lo spirito ed il corpo. Ecco spiegato il vampirismo, ormai per lui era chiaro: una volta morta la persona, l'anima liberata dal corpo tornava allo spirito mentre la seconda anima, più "terrena" e molto più legata alla fisicità non riusciva sempre a disgregarsi rapidamente. Tutto tornava, anche le leggende che identificavano le apparizioni dei defunti come "vampiri" che tormentavano i parenti pretendendo di continuare a vivere come prima del loro trapasso, nutrendosi di sangue. E i congiunti che testimoniavano il "ritorno" dei loro cari, infatti, non vedevano realmente lo scomparso ma la sua seconda anima. Il Signor F sapeva che questa restava presente fino a che il cadavere non fosse stato decapitato, impalettato o bruciato. In realtà il signor F riteneva che la seconda anima non fosse altro che una placenta. Ecco spiegata anche la credenza che la morte portava ad una nuova nascita. Come era lontana la sua Ungheria, ma aveva senso parlare ancora di nazioni? L’Europa era unita e…. non esistevano più frontiere…

Il monitor prese a lampeggiare.

HAI RICEVUTO UN NUOVO MESSAGGIO

Il Signor F aprì il sistema di posta.

 

 

OGGETTO: Riunione

Caro signor Farkaskoldus, le invio questa mail per confermarle l’incontro di domani notte. Saremo onorati di fare la sua conoscenza, soprattutto in un momento così oscuro per il mondo intero.

La aspettiamo all’ora convenuta presso la nostra associazione.

 

Il signor F rise tra sé. Farkaskoldus così lo conoscevano. In pochi sapevano cosa voleva dire quel nome. E ancora in meno sapeva che F stava per Fampir, così come veniva chiamato il vampiro nella cultura dell’est Europa. Per tutti era solo un immigrato ungherese un po’ nostalgico che si rimpinzava di gulasch. Se avessero saputo di cosa si rimpinzava invece… oh, sentì il richiamo della sete. La represse a fatica e digitò una frettolosa risposta alla mail.

 

 

OGGETTO: Riunione

Sarò certamente presente. Avete notato come siano cambiate le cose da quando gli uomini hanno inventato la luce elettrica? Prima di allora solo fiaccole e lampade ad olio. Un’epoca oscura certo, ma non per questo meno affascinante. Ritengo che vivere prima della rivoluzione industriale fosse più difficile per noi ‘fratelli’. Allora imperava la superstizione e le nostre azioni lasciavano segni fin troppo evidenti. L’inquisizione e le persecuzioni erano continue, il popolo aveva voglia di chiarezza ed i governanti ci davano la caccia per distogliere l’attenzione dai loro misfatti. La gente dimenticava di avere fame quando si parlava di avere a che fare con diavoli e vampiri! 

Oggi però le cose sono cambiate: la superstizione è roba da stupidi, la civiltà occidentale è rivolta verso la tecnologia e non vede altro. La chiarezza è stata fatta dalle fabbriche, dai telefoni cellulari, dalle Tv via satellite e da internet….

Umani…

Oggi per noi è tutto più semplice.

 

A presto.

 

Farkaskoldus

 

Poi chiuse il computer e si alzò.

Guardò fuori.

Era buio abbastanza.

Si preparò per uscire, quella sera aveva decisamente fame.

Anzi sete.

E alcuni amici del laghetto dell’Eur lo avevano invitato a bere qualcosa...