FICHES
di Bizzozzero Matteo
Dove mi trovo? Mi sento come se mi fossi appena
svegliato dopo una forte anestesia.
Che torpore. Sento il mio corpo pesante.
Tremendamente pesante.
Sono seduto. Sono seduto su una sedia scomoda. Mi
prude la testa, ma non riesco ad alzare le braccia.
Sono bloccate. Sono…sono legate ai braccioli della
sedia!
Una debole luce dall’alto mi illumina, permettendomi
di intravedere qualcosa nelle tenebre.
Vedo…vedo le mie braccia e le mie gambe legate alla
sedia. Vedo…oddio…vedo che non ho più due dita della
mano! E il dolore…comincia a farsi più forte!
“Signori, fate il vostro gioco.”
“Aaaaaaargh!”
Un grido. Alzo la testa. Non riesco a mettere ancora
perfettamente a fuoco. Scorgo una figura umana,
illuminata debolmente come me. È un uomo. Anche lui
è legato a una sedia.
“Aaaaaargh!”
Un altro grido. Un'altra persona è presente in
questa stanza. Si sta dimenando, il suo urlo è
terrificante.
“Ci sto.”
Aaaaaargh! Ma che cazzo…le mie dita! Un dolore
terrificante! Accanto a me vedo un…un bambino? È in
penombra, sembra un ragazzino. È poco più basso di
me che sono seduto. Vedo che sta brandendo una
specie di sciabola. Non riesco a mettere a fuoco
precisamente i suoi lineamenti. La luce è così
debole che mi illumina a malapena, il ragazzino si
trova in penombra.
Si sta chinando. Raccoglie le mie dita da terra e le
getta davanti a me, in un grande buco quadrato posto
di fronte a noi.
Gli occhi si stanno abituando all’oscurità attorno a
me. Ora riesco a intravedere qualcosa più nel
dettaglio. Io e altre quattro persone siamo disposte
a quadrato su di un piano sopraelevato. Siamo i
quattro vertici di un quadrato!
“Ci sto anch’io.”
“Aaaaaaargh!”
Anche la quarta persona si dimena e grida.
Non riesco a vedere cosa c’è sotto di noi. Vedo
unicamente che a lato di ognuna di quelle persone
c’è un bambino come quello che si trova accanto a
me.
Sono loro ad amputarci! Sono loro a gettare le parti
del nostro corpo in quel buco che si trova davanti a
noi!
“Rilancio!”
Un altro grido. La persona di fronte a me si dimena
nuovamente, e il ragazzino al suo fianco si china
per raccogliere qualcosa. Suppongo altre due dita.
Ed ecco che le getta nuovamente davanti a sé.
Siamo in mano a dei pazzi che ci usano come posta
per una partita a poker! Porca puttana! Queste corde
sono troppo strette! Non riesco a liberarmi!
“Vedo.”
Cazzo, la persona da parte a me è già stata vittima
di un’altra amputazione, è il mio turno!
“Lascio.”
La spada non cala sul mio corpo. Per questo giro
sono salvo. Ma devo liberarmi. Non potrò sopportare
ancora a lungo quest’agonia. Sto perdendo troppo
sangue. Mi stanno facendo a pezzi!
“Lascio anch’io.”
Anche l’altro è salvo. È una partita a due.
Ora gireranno la quarta carta. Un silenzio
inquietante piomba nella stanza. L’unico rumore che
si può udire debolmente è il pianto di noi quattro
vittime.
“Rilancio.”
Al poveraccio posto di fronte a me spetta un’altra
mutilazione. Ora provo ad attirare l’attenzione
della persona che, come me, per questa mano si è
salvata. “Ehi, tu!”
Il bambino al mio lato inizia a emettere un gemito,
che diventa sempre più forte, assordante.
Poi, improvvisamente, così come aveva iniziato,
smette.
Sotto di noi una voce profonda, con tono di
rimprovero, chiede se è possibile riprendere a
giocare.
Il ragazzino risponde affermativamente.
“Vedo.”
Anche l’altra vittima di questa assurda mano a due
subisce la stessa sorte del precedente.
Da sotto di noi nessun rumore.
D’improvviso una voce si fa sentire.
“All-in!”
Altro silenzio.
“Vedo.”
“Signori, mostrate le vostre carte.”
Altro silenzio.
D’un tratto il ragazzino accanto alla persona di
fronte a me inizia a sferrare dei colpi al corpo già
martoriato della sua vittima. L’uomo non può che
fare altro che gridare. Una mano gli viene staccata
di netto. Poi l’altra. Ora il braccio. È un
massacro!
Le grida sono terrificanti.
L’uomo ormai è solo un tronco con ancora attaccata
la testa. Il suo aguzzino, con un ultimo colpo
netto, gli taglia la testa. I pezzi del suo corpo,
sparsi sul pavimento, vengono calciati nel buco.
Da sotto di noi si sentono delle risa e in seguito
un rumore di...no, non voglio crederci! Di qualcuno
che mastica voracemente!
Ma che cazzo sta succedendo? Ci danno in pasto a
delle belve feroci?
“Banco! Il banco viene aumentato.”
Siamo rimasti solo in tre. All’uomo accanto a me
viene amputata la mano destra, con le poche dita
rimaste attaccate. Questo significa che…che…il
giocatore a cui sono affidato è il big blind!
Il ragazzino accanto a me solleva la sua lama.
Aaaaaaargh. Le mie mani! Cazzo!
“Ci sto.”
Anche al terzo uomo vengono staccate le mani.
Pazzi, sono dei pazzi maniaci. Grido aiuto, invoco
qualcuno che ci salvi, ma il ragazzino accanto a me
copre le mie grida con il suo urlo. Mi sta spaccando
i timpani. Smetto di urlare. Non posso fare altro
che piangere.
“Copro.”
Allo small blind viene staccata anche l’altra mano.
Ahah, ormai siamo delle fiches che camminano. Fiches
fiches fiches! Banco! Cristo, sto impazzendo.
“All-in!”
Merda, hanno chiamato l’all-in!
“Ci sto.”
Sono fottuto.
“Anch’io.”
Chi vince prende tutto.
Un attimo di silenzio.
I carnefici degli altri due uomini sollevano le loro
spade e cominciano a farli a pezzi.
A massacro finito i pezzi vengono scaraventati nel
buco. Ed ecco ancora i rumori di fauci.
Io continuo a perdere sangue. Sento un dolore
fortissimo. Ma non mi sento male. Non capisco, dopo
aver subito il taglio delle mani avrei dovuto morire
in poco tempo.
Ma…la pedana sotto di me si sta muovendo. Si sta
muovendo in avanti, verso il buco. Si ferma. Ora sta
calando. Mi trovo su una specie di rudimentale
ascensore.
Lentamente vengo calato in un ambiente illuminato
da una luce fioca. Guardandomi intorno scorgo
quattro sagome disposte a quadrato. Sono i
giocatori! Sono quei fottuti bastardi responsabili
di questo gioco allucinante.
Ma…guardandoli bene…sono…sono dei mostri! Sembrano i
demoni raffigurati in alcuni dipinti sui quali è
rappresentato l’inferno. I loro volti terrificanti,
gli occhi gialli, i denti aguzzi, i corpi muscolosi.
Sono orribili.
“Eccoti tra di noi, novellino. Benvenuto!”
“Chi siete?”
“Chi siamo…è una storia troppo lunga da raccontare,
piccolo uomo. Dio, la creazione, i reietti, grandi
battaglie, grandi sconfitte. Ti annoierei.”
“Ma…”
“Taci! Quello che conta non è chi siamo, ma cosa
facciamo. E soprattutto quanto ci piace farlo.”
“E che cosa fate, maledetti stronzi?”
“Sentitelo, alza la voce.” Una fragorosa risata
invade la stanza. “Piccola nullità, se volessimo noi
potremmo disintegrarti all’istante. Ma ci hanno dato
un compito ben preciso. Punire. E perché non unire
l’utile al dilettevole?”
“Punire? Punire per quali colpe?”
“Punire gli stronzi come te che hanno messo davanti
a tutto e tutti il gioco. Sacrificando le famiglie
nel nome del denaro facile. Noi siamo i giocatori
del girone dei giocatori. Noi siamo coloro che ti
useranno come posta in palio. Verrai divorato,
digerito e ricomposto in forma umana. E ogni volta
il gioco ricomincerà. Carne, merda, carne, merda.
Ahahah.”
“Cosa?!”
“Gli altri tre in questo momento si trovano nel
nostro stomaco. Non sono morti, nonostante fossero
stati ridotti a pezzi. Ad ogni digestione la loro
anima viene…come dire…ripulita? Lavata? Spero tu
capisca cosa voglio dire.”
“Lavata?!”
“Ma sì, come posso farti capire quel che voglio
dire. Omuncolo, cerca di capire cosa voglio dire.
Sono stanco e non ho voglia di spiegarti ogni
singolo dettaglio della faccenda.”
“Ma…punirmi giocando? È un controsenso! Voi vi
macchiate del mio stesso delitto!”
“È la legge del contrappasso. Mai letto Dante,
piccolo uomo? Noi giochiamo per il puro
divertimento. Non c’è nessuna vittima. Dimenticavo,
le sole vittime siete voi fiches.
Tu dedicavi il tuo tempo solamente al gioco. Giocavi
come stiamo giocando noi in questo momento, questo è
vero. Ricordi però quando tua moglie ti ha pregato
di smettere e tu hai continuato con questo vizio?
Quando hai dovuto vendere casa e trasferirti con
tutta la famiglia dai genitori della tua compagna,
tu hai continuato. Tua moglie e tua figlia ti sono
rimasti accanto. Accanto a te hanno sofferto per
tutta la loro vita.”
“Io volevo dar loro una vita migliore! Il gioco me
lo avrebbe permesso, se non fossi morto prima!”
“E invece hai dato loro dolore e sofferenza.”
“Ma…”
“Taci. Il gioco sta per ricominciare. Fate entrare i
croupiers.”
I quattro ragazzini macellai mi si avvicinano.
Ma…non sono ragazzini, sono anche loro esseri
mostruosi, piccoli esseri con il volto deforme che
indossano una divisa da croupier. Le loro spade si
alzano al cielo e iniziano a colpire il mio corpo.
Vedo le braccia e le gambe staccarsi di netto. Mi
hanno staccato la testa. Tutto intorno a me ruota
vorticosamente. Ora tutto è fermo. La mia testa è
atterrata sul tavolo da gioco.
Non sono morto. Vedo una delle mie gambe di fronte a
me. Sono ancora vivo, nonostante la mia testa sia
sul pavimento in un lago di sangue.
“Buon appetito, amici miei.”
“No! Aspettate! Aaaargh!”