Il tramonto giungeva
inesorabile sull'orizzonte della desolata cittadina di Ennerty in Arizona, la
cittadina assumeva un aspetto sempre più cupo in quell'ora disegnando uno
scenario di luci ed ombre che inquietava la parte più profonda dello spirito
umano, le 665 anime che vivevano in città erano ormai abituate a quello
spettacolo sinistro ma evitavano accuratamente di rimirarlo preferendo dirigersi
velocemente a casa.
Tom Brustel era appena
arrivato, come giornalista si era immediatamente infiammato quando il suo capo
redattore aveva prospettato la possibilità di assegnare un articolo sulle
misteriose apparizioni di ectoplasmi ad Ennerty, la rubrica "misteri dal mondo"
aveva bisogno di nuova linfa vitale e lui era deciso ad impegnarsi al massimo
per questo incarico.
Tom decise di trovare un
posto dove trascorrere la notte, individuò un bar sulla strada principale
accanto alla stazione dei pullman che lo avevano condotto lì ed entrò
rivolgendosi al barista "salve potrei avere un thè alla menta ed un sandwich con
pollo e senza maionese?", "certamente signore" la risposta del barista era
arrivata solerte e cortese non rimaneva che cominciare a chiedere qualche
informazione aggiuntiva.
"questa città mi sembra
tranquilla, mi piacerebbe poter rimanere qualche giorno qui per staccare dal
frastuono della metropoli, potrebbe consigliarmi un hotel dove soggiornare?", il
barman aveva appena portato a Tom la Sua ordinazione ed il conto mentre lo
scrutava rispose "è sicuro di volersi fermare qui?" tremava e riuscì a
bisbigliare "succedono stranezze da quando Isaia Jacobs è diventato sindaco..
ma se è quello che desidera chiederò a George di accompagnarla al GUARD POST, è
una pensione modesta ma pulita" Tom prese appunto del nome della locanda mentre
saldava il conto "grazie, dove posso trovare il sig.George" a queste parole un
uomo barcolante e dall'aria transandata si era presentato al tavolo di Tom, lo
fissava in modo strano "George Twigghly per servila!" aveva l'alito che emanava
un forte odore di alcol, il barista si era allontanato, era il momento di
cominciare ad abbozzare l'articolo "devo raggiungere il POST GUARD" l'uomo stava
trasalendo "signore quel posto è maledetto ma se Lei arriva dalla città magari è
qui proprio per quei dannati assassini, quei ectocosi non sono molto socievoli"
Brustel stava per replicare ma l'uomo sembrava aver letto nella Sua mente e gli
aveva fatto cenno di seguirlo fuori dal bar, camminava lungo la strada polverosa
in direzione di una malridotta Playmouth su cui campeggiava l'insegna TAXI,
salirono senza dire nulla.
Il tragitto per la
pensione era stato breve e silenzioso, Brustel aveva pagato la corsa e George
era ripartito di gran carriera, il post guard si ergeva con la sua aria sinistra
al fianco di uno strapiombo, un salto di almeno 400 metri sulla nuda roccia, sul
ciglio del burrone campeggiava una lapide illuminata da un cero funebre ed
ornata da fiori campestri, mentre la osservava un freddo brivido risaliva la
sua schiena accellerò il passo per entrare ritrovandosi davanti la reception.
Un uomo stempiato e dagli
occhi tristi lo stava accogliendo "benvenuto al post guard sono Isaia Jacobs" la
mente di Tom stava rielaborando rapidamente le parole del barman ed il pensiero
formulato gli arrivò alle labbra"il sindaco?" l'espressione di Isaia stava
cambiando in stupore "si sindaco di Ennerty oltre che propretario di questa
pensione" la registrazione dell'ospite era proseguita velocemente con la
presentazione diel documento di Tom e la consegna della chiave della stanza
156, era al piano rialzato con vista sul burrone.
Brustel si era abbandonato
ad un sonno profondo, la stanchezza accumulata aveva avuto la meglio sulla sua
curiosità e si riservava di esplorare ed indagare il giorno dopo, poche ore dopo
un incubo agitava i suoi sogni , il volto vivido di una ragazza dai capelli
ramati e gli occhi cerulei gli sorrideva, lei danzava leggiadra librandosi
nell'aria come se non esistessero leggi di gravità, gli tendeva la mano per
invitarlo a seguirla in quei movimenti sensuali, il suo tocco era di un freddo
glaciale.
Mentre il corpo di Tom si
contorceva in quel ballo strampalato un vento freddo continuava a soffiargli sul
viso, il batter di denti si era impadronito di lui ed era stato talmente forte
da risvegliarlo e riportarlo alla realtà… la porta finestra era spalancata e lui
era accovacciato sul davanzale in procinto di tuffarsi nel vuoto, con gli occhi
sgranati ed un balzo indietro si era trovato all'interno della stanza dove
rimase sveglio e raccolto in posizione fetale fino all'alba.
L'odore del caffè che si
diffondeva nella stanza ed il sole che la illuminava rinfrancarono Tom, doveva
comprendere quale maligna figura gli aveva fatto visita nel sonno, si era reso
presentabile ed era in cerca di Isaia.
Il sindaco aveva preparato
la colazione ed alla vista dell'ospite lo invitò a sedersi "buon giorno sig.
Brustel" Tom gli rivolse un'occhiata truce "non è un buon giorno e non è stata
una notte tranquilla voi mi state nascondendo qualcosa, sono certo di non
sbagliare" la mano dell'uomo che reggeva il vassoio con il caffè cominciava a
tremare, gli occhi gli si riempirono di lacrime "è venuta da voi Charlotte? "
Jacobs parlava singhiozzando e lo stava conducendo all'esterno verso la lapide
intravista la sera prima, l'iscrizione era accurata "Charlotte ti ricorderò in
eterno, con amore Isaia" accanto una foto che ritraeva la giovane donna
dell'incubo..era chiaro che si trattava della stessa persona ma come poteva
averla vista la notte precedente? mille dubbi affollavano la mente del
giornalista ed il sindaco sembrava avere le risposte "era mia moglie, eravamo
felici poi l'aborto spontaneo la rese pazza e si suicidò lanciandosi nel vuoto
ogni notte torna qui, la sento piangere ed urlare e poi ripete il suo insano
gesto, purtroppo cerca sempre di trascinare con se qualcuno, lei è fortunato ad
essere ancora vivo questa presenza è la mia condanna per non esserle stato
vicino, per aver dato più importanza alla mia poltrona di primo cittadino", il
giornalista era incredulo, quella storia lo stava confondendo ma lo intrigava
poteva essere lo scoop di cui era in cerca, ringraziava il cielo di non aver
seguito la donna e guardandosi attorno scorse tre lastre di granito numerate
accanto alla lapide si chinò per toccarle, il sig. Jacobs stava continuando a
parlare "gli altri tre viandanti non ce l'hanno fatta, non conosciamo i loro
nomi perché si erano fermati sul piazzale qui fuori con un camper, non ci sono
prove ma sono certo che Charlotte li ha portati via, il camper e gli occupanti
sono precipitati giù avvolti dalle fiamme di loro è rimasto così poco che il
riconoscimento è stato impossibile"
Quel mistero si infittiva
sempre più, nonostante il rischio che stava correndo a Tom non rimaneva che
intrattenersi ancora ad Ennerty sperando che la buona sorte non lo abbandonasse
mai, rivolgendosi al sindaco era riuscito a convincerlo a rientrare ed a
chiamare George per consentirgli di raggiungere il centro dove avrebbe estorto
qualche informazione in più su quella triste vicenda.
Il cartoccio di George non
aveva tardato ad arrivare, il tassista era sobrio rispetto alla sera precedente
"George mi scusi conosceva bene la sigra Charlotte?" quella domanda era stata
talmente repentina che l'uomo ebbe un sobbalzo
" la moglie del sindaco?
povera donna" dalle parole di George emergeva un certo disagio, occorreva fare
maggiore pressione "sto cercando di scrivere un articolo sui Jacobs, ricorda la
notte del tragico evento?
Il tassista frenò
bruscamente "tragico evento? il racconto di Isaia non mi ha mai convinto del
tutto la sig.ra Charlotte era una donna piena di vitalità, seppur spossata dal
lutto per la perdita del nascituro era di fibra robusta, stento a credere che si
sia arresa in quel modo, solo quella vecchia casa conosce la verità su come è
andata", la marcia della vettura era ripresa, Tom aveva chiesto di essere
condotto ad un internet point, gli occorreva verificare la storia di quella
vicenda e sapeva che su internet avrebbe trovato qualche traccia sui notiziari
locali.
La corsa della Playmouth
si era conclusa davanti ad un bazar Tom era sceso lasciando a George qualche
dollaro in più, all'interno del negozio si era rivolto ad una robusta donna
sorridente per ottenere una postazione internet, la signora lo aveva guidato
fino al pc collocato sotto la finestra e lui si era subito messo al lavoro.
Le dita di Brustel
scorrevano veloci sulla tastiera interrogando i motori di ricerca, alla
scomparsa della sig.ra Jacobs erano stati dedicati molti articoli, in uno in
particolare il cronista aveva fatto intendere di non credere al racconto del
sindaco, l'autore insinuava che proprio il marito non avesse detto la verità e
si riprometteva di pubblicare un seguito con l'epilogo del mistero, quel
cronista però era sparito insieme ad un collega e ad un fotografo, l'unica
traccia che aveva lasciato era un trafiletto sulle persone scomparse che ne
citava i nomi.
Tom si sentiva frastornato
il collega forse era stato vittima di Charlotte? Erano le 3 vittime di cui non
si conoscevano i dettagli ? la testa sembrava scoppiargli, la nottata non gli
aveva offerto alcun sonno ristoratore e quelle letture su un probabile
assassinio inpunito non lo tranquillizzavano.
Al post guard Isaia
continuava a tormentarsi, avrebbe voluto gridare al mondo il suo segreto ma
temeva che nessuno lo avrebbe compreso, anni prima sua moglie non era stata in
grado di portare a termine la gravidanza, il suo erede era morto prima di vedere
la luce e lui era impazzito di dolore, in una notte in cui il vento ululava
aveva spinto Charlotte dalla finestra senza nemmeno rendersene conto e da allora
conviveva con questo orribile verità sepolta nel cuore, tutti in città avevano
creduto al suicidio della donna, in superficie sembrava essere tornata la calma
ma il mare al di sotto era agitato, Charlotte era tornata dal regno dei morti e
bramava vendetta, lei lo aveva maledetto e avrebbe fatto di tutto per tenerlo
prigioniero di quell'oscuro baratro.
Era nuovamente l'imbrunire
e TOM era di ritorno alla pensione, stavolta aveva deciso di camminare
continuando a rimuginare sul mistero che avvolgeva quei luoghi e quella gente, i
dubbi di George e del cronista che lo aveva preceduto gli sembravano fondati,
aveva elaborato un piano folle, forse stavolta avrebbe trionfato la verità.
La notte era scesa su
Ennerty, Tom era andato a letto immediatamente dopo essere rientrato, poco dopo
si era già assopito, il volto di Charlotte gli si ripresentò in tutto il suo
splendore, il giornalista cercò di opporre resistenza al suo richiamo e formulò
un pensierò talmente forte che nel sogno si tramutò in voce "sig.ra Charlotte
perché mi volete far del male?"la donna lo stava osservando "attraverso voi e
gli altri che verranno riuscirò a compiere la mia vendetta, quell'assassino di
Isaia non troverà pace che nella morte" era raccapricciante quel fantasma
uccideva per rovinare la vita al suo assassino doveva trovare il modo di farla
desistere "la prego posso svelare il mistero dei questi delitti il sindaco sarà
costretto a confessare, mi aiuti a fare giustizia" gli occhi cerulei si erano
accesi di speranza la figura della donna si dissolse lasciando sul pavimento un
oggetto.
Il risveglio di Brustel
era avvenuto immediatamente dopo quella visione a terra davanti al suo letto
Charlotte aveva deposto il suo diario personale, scorrendo le pagine si leggeva
del dramma familiare seguito alla perdita del bimbo una frase rivelava la
tristezza e la paura della sig.ra Jacobs "gli occhi di Isaia si soffermano su di
me e sono come iniettati di sangue, lo so lui per lui sono la sola causa della
morte di nostro figlio, l'ho sorpreso più volte a guardami con odio e disprezzo
e temo che questo stato d'animo potrebbe portarlo ad uccidermi, non ho nessuno
con cui confidarmi, nessuno mi crederebbe, se solo mi farà del male lo maledirò
e dalle tenebre lo strattonerò fino alla fine dei suoi giorni"
Il resto della notte il
sig. Brustel l'aveva trascorso scrivendo il suo articolo, adesso che aveva a
supporto delle sue ipotesi qualcosa di concreto forse sarebbero ripartite le
indagini e le anime vaganti avrebbero avuto il meritato riposo.