[Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Interviste]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]  
  [Vampiri]|[Segnalazioni]|[e-Book]|[Chi siamo]|[Cortometraggi]|[Link]  
 
Biografia dell'autore

 

 

 

 

--- nota ---

a causa di un problema di formattazione del testo, il carattere di questa opera risulta differente dagli altri

Sognihorror.com

 

____________________________________________________________

IL SOPRAVVISSUTO

di "Rikygiò"

 

Credo di essere una sorta di sopravvissuto. Sento ancora le urla di mia figlia Dalia che mi chiede aiuto, پgTi prego papà aiutamiپh. E quelle di mia moglie Nicoletta che mi grida پgCal, ti prego aiutaci, aiuta Daliaپh. Le vedo correre verso di me nel buio del bosco tenuamente illuminato dalla fioca luce della luna. E  urlo dal dolore quando vedo mia moglie che cade per terra. A terra come un albero appena segato dai boscaioli. Con le mani cerca invano di attaccarsi al terreno, alle radici degli alberi, ai rami. Urla e mi chiede di pensare a nostra figlia. Rabbrividisco nel sentire la sua voce piena di paura e disperazione e son pieno di rabbia perché non posso aiutarle. Sono nascosto dietro ad un albero mezzo marcio, con una costola incrinata e una caviglia slogata. Perdo sangue dalla fronte. Mi è arrivato qualcosa in faccia, qualcosa che mi ha morso. Qualcosa di veramente mostruoso e orribile mi ha morso. È incredibile. Una specie di schifosa palla verde con denti aguzzi come i vampiri. Un'apertura di bocca da animale. Da licantropo. Lo so sembra assurdo anche a me, ma giuro sul mio onore che era una cosa senza corpo, senza arti, senza occhi, senza orecchie: solo una palla verde con una bocca che si apriva a dismisura. Una consistenza gommosa al tatto e al contempo immateriale. Non son pazzo. L'ho colpita con un sasso per staccarmela dalla fronte. Ha emesso un suono acuto e si è smaterializzata alla velocità della luce. Sento che mi sta preparando un secondo attacco. Sento l'odore pungente della sua saliva e lei deve sentire l'odore della mia paura. Mi ha strappato la pelle dalla fronte, si vede la carne viva. Sento la ferita che mi brucia, come se mi avessero versato dell'acido sopra. Sto impazzendo dal dolore. Mia moglie viene trascinata ad una velocità incredibile lontano da me. Non so da cosa. Sono spaventatissimo. Il corpo di mia moglie batte sul terreno pieno di sassi e radici. Un grido, straziante e poi non sento più nulla. Il terrore mi assale. Chiamo mia figlia verso di me, le dico di correre più che può e di non voltarsi indietro. La vedo che si avvicina a me sempre più, piange e mi chiede di aiutarla. Allungo la mia mano per prendere la sua, piccolina e morbida. Ce la faccio, per un attimo provo un sentimento di gioia, poi all'improvviso la sua mano sparisce dalla mia. Hanno preso anche lei, la sento piangere e implorarmi di aiutarla. Me la stanno portando via. Mi alzo in piedi, non la vedo. Sento la sua voce sempre più lontana e poi non sento più niente. Niente. Piango, urlo. Cado per terra distrutto dal dolore fisico e morale. Devo fare qualcosa per loro, per aiutarle. Sono la mia famiglia, la mia vita. Mi alzo a fatica, pieno di rabbia e piangendo urlo: پgBastardi! Dovevate prendere me e non loro!پh. Poi in quel momento la cosa, quella bolla verde, si lancia su di me con le sue fauci enormi spalancate. Come una palla da baseball lanciata a tutta forza. Mi si attacca alla cintura dei jeans. Io ho ancora il mio sasso in mano, la mia arma. La colpisco di nuovo. Si stacca. Cade per terra, sembra svenuta. Decido di schiacciarla con la forza che mi rimane, ma mentre la sto per colpire si volatilizza. Sento il suono acuto di una sirena, mi sembra che mi si debbano rompere i timpani. Mi esce sangue dal naso e dalle orecchie. Davanti a me l'orrore. Mi si prospetta davanti agli occhi uno spettacolo inquietante e impressionante. Migliaia di quelle bolle verdi vanno verso il cielo. Ognuna è attratta da un raggio di luce e tiene tra le sue possenti mascelle la testa sanguinante di una persona. È uno spettacolo raccapricciante. Quelle persone sono ancora vive e urlano disperate. Vedo anche mia moglie e mia figlia. Grido پgnooooooپh con tutto il fiato che ho in gola. Alzo gli occhi al cielo per vedere dove me le stanno portando: un'astronave fatta di luce attira quei mostri a sé. Poi il nulla. Si vede che il tempo è terminato ed hanno ottenuto ciò che volevano. Poi all'improvviso ancora buio e solo qualche raggio di luna che mi aiuta ad orientarmi. Esco dal bosco, con la forza della disperazione, e corro. Trovo una macchina con il motore acceso, ci salgo e mi dirigo in città per cercare aiuto: nessuno. Ovunque è deserto. پgC'è qualcuno?پh urlo, ma invano. Sono passati dieci giorni da allora. Ogni città che ho incontrato sul mio cammino è deserta. Ho paura e sono esausto. La ferita in testa mi si è cicatrizzata, ma son rimasto sfregiato. Non so spiegarmi cosa sia successo. L'unica spiegazione che riesco a darmi è che quelle cose erano degli alieni, almeno credo. Ma non ho ancora trovato una ragione sul loro agire. Fino ad ora sono l'unico sopravvissuto all'attacco. Andrò in ogni angolo del mondo per cercare altri sopravvissuti. Devono essercene altri di sopravvissuti come me, accidenti! Devo trovarli al più presto. Non posso essere il solo. Disperazione. Ogni tanto questo sentimento si impossessa di me. Poi mi faccio forza. Voglio capire cos'è successo a mia moglie e a mia figlia e a come posso farle tornare indietro sempre se non impazzisco prima e se la forza me lo permetta. Sento che sono ancora vive. Prima o poi lo scoprirò. Eppure sento ancora l'odore pungente dell'alieno. Sento che mi sta seguendo. Vuole portare a terminare ciò che ha cominciato: è la sua missione. È rimasto qui sulla terra per me. È pieno di rabbia e vuole tornare a casa con il suo trofeo. Ma io non glielo permetterò. Mai. Non gliela darò vinta a quel bastardo. Né a lui né a chi ha commissionato questo massacro. Finché io sarò su questa terra non permetterò che quei mostri schifosi se ne impossessino. Questa è casa mia, è il mio mondo, e lo sarà per sempre. Io combatterò la mia solitaria battaglia per riavere la mia famiglia. Sarò io a catturare e torturare quel mostro fino a che non mi dirà dove me le hanno portate, dove hanno portato la mia felicità. Non so come farò. Ma so che ce la farò. Devo farcela. Ci sarà pure un modo per combattere quelle mostruosità. Ma per far questo non mi devo fare catturare, devo sempre stare all'erta e scoprire qual è il loro punto debole. Lo scoverò. Giuro che vi tirerò fuori da tutto questo amori miei.

 

FINE