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Biografia dell'autore

 

 

 

 

 

LACRIME DI SANGUE

di Salvatore Silvia

 

 

Nia stava annusando l’aria,amava l’odore delle sue prede,così sicure di loro,così fragili e inconsapevoli,ma lo sarebbero state ancora per poco. Sorrise e riaprì gli occhi.  

Guardò alla sua destra,il tizio che l’aveva accompagnata durante la caccia si era poggiato su un palo verde della luce e la fissava con i suoi enormi occhi castano scuro.

Il ragazzo era arrivato da poco,aveva litigato con la sua compagna e per questo aveva lasciato il precedente gruppo.

Nia lo mangiò con gli occhi per l’ennesima volta,ne osservò i pantaloni neri,la canottiera bianca,il giubbotto di pelle,le labbra carnose e gli occhi e i capelli castani. Si leccò deliziata le labbra,lui era così…bello.

Gli si avvicinò –Com’è che ti chiamavi?- disse con tono seducente e per tutta risposta lui la buttò contro il palo su cui era fino a un secondo prima e cominciò a baciarla.

 

Nia si risvegliò ritrovandosi stesa in una bara con il vampiro arrivato due giorni prima e infuriata si accinse ad uscire,ogni volta che usciva a caccia con un altro vampiro era sempre la stessa storia,passava una bella notte,la maggior parte delle volte,ma non si nutriva e diventava sempre più affamata.

Una mano l’agguantò –Non vuoi restare ancora un po’ con me?- disse il vampiro.

-Non conosco ancora il tuo nome…- rispose –Riano-

-Bene Riano,la mia risposta è no-

Concluse la conversazione estraendo un paletto di legno dalla tasca  e piantandoglielo nel petto. Riano emise un piccolo gemito sommesso e poi il suo corpo si disintegrò sotto i suoi occhi.

Uscì dalla bara ritrovandosi nel rifugio della sua congrega.

Il rifugio consisteva in una baracca di legno sperduta nella foresta e visto che nessuno sapeva dell’esistenza dei vampiri,a parte i vampiri stessi,nessuno sarebbe venuto a cercarli,ma anche se gli esseri umani avessero scoperto la loro esistenza,certamente li avrebbero cercati nelle segrete dei castelli,non di certo in una foresta. Nia rise,gli umani erano davvero stupidi,talmente attaccati alle dicerie e alle convinzioni popolari che non capivano che non erano gli unici ad essersi modernizzati.

Prese i suoi vestiti dal pavimento e iniziò  a indossarli.

 –mm- fu il verso di apprezzamento di Nive che stava uscendo dalla sua bara nelle stesse condizioni di Nia.

-Sally è già uscita?- chiese la vampira.

 Sally era la fortunata compagna di Nive, fortunata perché Nive era bellissimo e i suoi occhi e i suoi capelli neri facevano indubbiamente strage di cuori,specie umani e spesso lui sfruttava questa faccenda  provocando liti tra fidanzati o facendo soffrire ragazzine speranzose, e Nia gli dava una mano visto che ai ragazzi erano sempre piaciuti i suoi capelli color del miele e i suoi occhi castani,ma non erano solo quelli ad attirare i ragazzi, infatti Nia è indubbiamente considerata una facile.

 Lui annuì –Andiamo a caccia insieme stasera- disse sorridendo la vampira e lui ricambiò il suo sorriso,tutti sapevano come si sarebbe conclusa la serata quando lei andavo a caccia con qualcuno.

-Facciamo prima se vieni direttamente ora nella mia bara- disse infatti lui e la vampira rise –Sta sera purtroppo devo mangiare qualcosa prima,ma poi..- disse Nia avvicinandosi a Nive e dandogli un bacio –sono tutta tua- finì con voce suadente prima di avviarsi verso la porta,proprio allora entrò Tone –Nia dov’é Riano?- chiese –Non c’è più- disse la ragazza uscendo dalla porta di legno.

 

 

 Sta volta non era al parco,sta volta niente giochi o scherzi,doveva mangiare e subito.

Era concentrata con gli occhi chiusi in cerca di una preda mentre il vento le sferzava la pelle quasi accarezzandola,sentì odore di molte droghe mescolate ed andò in estasi. Con i vampiri le droghe non funzionavano, l’unico tipo di assuefazione loro concessa era il sangue,ed il sangue di un drogato era il sangue migliore per Nia,anche se dipendeva dai gusti,il sapore era più amarostico e ad alcuni non piaceva, come a Nive.

Iniziò a correre e in un istante era in un vicolo buio,si guardò intorno individuando due ragazzi,ne sbatté con una mano uno contro un muro e con un'altra se ne avvicinò l’altro e iniziò a succhiargli il sangue.

Sospirò soddisfatta dopo aver preso il sangue anche dal primo e una zanzara le si poggiò sul volto.

Le piacevano,le zanzare,loro e la sua specie si nutrivano dello stesso dolce alimento:il sangue.

La bestia la punse,prese una piccola dose del suo sangue e zigzagò via,pochi passi e cadde stecchita.

Però loro non erano immortali né mortali per altri.

Fece per tornare da Nive ma improvvisamente si bloccò e annusò l’aria,sentì un odore stranamente familiare e curiosa seguì la scia di profumo.

Era di nuovo al parco e su una panchina era seduto un ragazzo, aveva la testa chinata su un libro e solo i capelli castani erano visibili anche se lei in qualche modo sapeva che era carino.

Rimase a fissarlo imbambolata cercando di capire dove lo avesse già visto mentre flash di immagini continuavano a tormentarle la mente.

Passò un lungo minuto e finalmente il ragazzo alzò lo sguardo su di lei,il suo volto si irrigidì in una maschera di puro stupore mentre la sua bocca si apriva e richiudeva senza emettere una parola –Mya- disse alla fine e quella singola parola le cambiò l’esistenza.

 

Nia corse veloce tra le strade correndo invisibile alla velocità del vento in preda ad un dolore folle. Il cuore le batteva all’impazzata e strani flash le si susseguivano nella mente.

Le sembrò di aver corso un secolo quando si fermò con il cuore in gola e l’affanno. Vide intorno a se degli alberi e la sua mente confusa le suggerì di essere in un bosco,notò alla sua sinistra una caverna e vi entrò consapevole che presto si sarebbe fatto giorno e avrebbe avuto bisogno di un riparo.

Rannicchiata su se stessa nel pavimento della grotta,Nia tremava mentre le immagini invadevano completamente la sua mente. Vide una casa,una piccola camera accogliente,un viso di donna,uno di uomo,uno di bambino e un infinità di atri volti a lei sconosciuti ma stranamente familiari. Provò amore,odio,tristezza e felicità insieme,vide luoghi fantastici e infine il volto del ragazzo del parco.

-Daniel – mormorò,tutto le si schiarì e i ricordi della sua vita  umana tornarono prepotenti nella sua mente.

Piangente si strinse ancora di più su se stessa e si addormentò mentre i sentimenti umani provati tante volte nel passato tornavano a ricordarle la loro esistenza.

 

 

Incubi e sogni avevano popolato il suo sonno e grazie a loro aveva capito,ora sapeva cosa fare,la sua razza era uno sbaglio, uno scherzo della natura,esseri senza cuore e senza pietà,ma lei era stata salvata dall’amore.

Aveva visto il mondo devastato da vampiri e umani innocenti morire, aveva visto la sua specie rendere schiava quella  umana e i suoi familiari morire uno a uno,ora li ricordava e si sentiva come se la sua mente fosse andata in tilt e lei avesse cessato di vivere due anni, e forse era davvero andata così,ma ora era di nuovo lei.

Ricordava ancora il volto del ragazzo sulla panchina,quello che era stato il suo ragazzo e ogni volta che il sogno le tornava alla mente sentiva una fitta di dolore.

Lei aveva vissuto tra i vampiri per due anni,senza ricordare nulla del passato aveva ucciso tante volte ma ora l’amore che aveva provato per Daniel l’aveva salvata ricordandole chi era e adesso lei aveva capito e ora sapeva cosa fare:la sua razza,i vampiri,andavano distrutti e lei era l’unica in grado di farlo

Si alzò e corse fuori dalla grotta,d’un tratto tutte le sue vittime e quelle del suo clan le ritornarono nella mente e la rabbia prese il sopravvento,se prima aveva avuto qualche dubbio ora non ne aveva più.

Uscendo dalla grotta si accorse che era il tramonto e le tornò in mente che spesso i vampiri amavano crogiolarsi nelle loro bare godendosi il tepore che si ha appena svegli,lo aveva fatto anche lei,prima.

Con due balzi salì su un albero per trovare il suo vecchio rifugio,lo vide chiaramente spiccare tra gli alberi e in un attimo fu lì davanti,prese l’accendino che aveva sempre in tasca per eliminare i vampiri nemici e lo usò in vari punti della casa vedendola presto prendere fuoco.

Le fiamme rosse e arancione si diffusero rapidamente insieme alle grida disumane dei vampiri morenti.

Si portò a distanza di sicurezza e vide quella che era stata per due anni la sua casa ,bruciare.

Nonostante tutto una lacrima le scese dalle guance,la prese su un dito e l’ammirò:era rosso sangue.

Non avrebbe mai dimenticato quel giorno,quello fu l’inizio di una nuova vita,lei è stata Mya l’umana,Nia la vampira e la cacciatrice,si perché avrebbe dato la caccia ai vampiri finché non fossero morti tutti ma non avrebbe mai dimenticato che lei era stata una di loro,non avrebbe mai dimenticato le atrocità che aveva compiuto e non avrebbe mai dimenticato i primi vampiri a morire.

Un pensiero le fulminò nella mente e capì che lei si sbagliava,questo non era un nuovo inizio solo per lei,ma per tutta l’umanità,parecchie lacrime e parecchio sangue sarebbero scorsi e la lacrima di sangue che aveva sul dito lo presagiva segnando l’inizio di tutto.

Presto sarebbe stata una nuova era e sarebbe stata lei a iniziarla,lei… lacrima di sangue pensò continuando ad ammirare la goccia sulla sua mano.