Sostavo davanti ad un
lago, a fare chissà che cosa e chissà per quale ragione. Contemplavo il cielo,
ma non bastava a distrarmi. Neanche gli uccelli, miei cari amici che libravano
dolcemente e con solennità nell’aria, ormai ombra di se stessa, ci riuscivano. E
gli alberi? Macchè, dietro di me avevo una massa di bolidi urlanti con dentro
persone piene d’ansia tutto lavoro e casa. Sembrava di essere finiti
nell’inferno, ingabbiati dentro una campana di vetro a sorbirsi stronzate su
stronzate, una inespugnabile gabbia di matti ossessionati dal plastico…
Ma una donna, prodotto
stesso di questa società, riuscì nell’impresa di distrarmi dai miei soliti
pensieri. Non tanto perché mi si parò dinnanzi, di poco alla mia destra, a
contemplare, come me, quell’acqua tossica, ma perché i suoi indumenti erano come
stati strappati e nei buchi vedevo tracce di sangue, anche particolarmente
profonde. In qualcuno di essi poi, mi sembrò di scorgere…delle sanguisughe e dei
vermi!
La cosa più incredibile
però è che non ne fui poi così spaventato, tanto da cercare di dire alla donna
quello che vedevo su di lei. Emisi comunque semplicemente una sola parola( la
“s” di “scusi”) perché la donna mi si avvicinò e, come se niente fosse, mi
disse:
“Ti ho cercato a lungo.”
Nessuno ci crederà, ma
quando si girò a sedersi sulla panchina dove stavo io, lei aveva la faccia
sfigurata, ed invece quando mi disse quelle bizzarre cinque parole, guardandomi
con profondissimi occhi color marrone scuro, la sua faccia non presentava più
nessun taglio, nessuna ferita, era sana insomma.
“Ma come? Prima mi pianti
in asso e poi addirittura mi cerchi? Che cosa ti prende?”
“Lo so lo so. Ma mi hai
fatto pensare molto in questi giorni. Mentre lavoro penso a quanto eravamo
felici insieme. Mentre torno a casa penso a tutte quelle cose che potevamo fare
ins…”
“E allora perché mi hai
lasciato? Mi sono sempre comportato bene con te, pur avendo degli impegni per me
piuttosto importanti.”
Notai intanto una cosa che
prima mi era sfuggita: i suoi indumenti ora erano completamente intatti. Che
cosa avevano i miei occhi? Il mio cervello mi stava facendo per caso scherzi di
cattivo gusto?
“Voglio tornare a casa
tua.”
“Così, di punto in
bianco?”
Ed ecco io e quella donna
camminare verso una casa piuttosto vicina dal lago, ma più che altro, chiedevo
tra me e me in continuazione, cosa aveva la mia dimora di così tanto importante
per lei? La curiosità prese il sopravvento, come un treno in corsa impazzito.
“Io conosco la gioia del
distruggere”: era bellamente scritto, con spray nero, su una parete del mio fin
troppo modesto appartamento proprio davanti alla porta d’ingresso, quasi come
monito a qualunque entrasse in casa per fare capire fin da subito le mie
inclinazioni filosofiche?
Arrivammo fino alla mia
stanza da letto, come al solito un casino bestiale, con fogli e saggi politici
sparsi dappertutto. Disordine assoluto, tranne, curiosamente, per la mia
collezione di dischi, sempre gelosamente custoditi nello stesso punto della
camera, come per dire: “Se mi freghi qualche disco, me ne accorgerò subito,
venendoti incontro con inaudita ferocia.”
“Vado in bagno a
prepararmi.”
Beh, diciamo che lei non
era venuta proprio per discutere di qualche argomento serio, e quindi…ciò che mi
chiedevo poco tempo prima era veramente qualcosa di ultra-retorico ed ingenuo.
Comunque, vidi il mio
quaderno degli appunti sulla scrivania e volli aggiornarlo per l’occasione.
Eccomi qua, io che sto
ancora tutto vestito, felice per chissà che cosa, e lei che si sta
opportunamente preparando in bagno, anche se sicuramente si starà togliendo
semplicemente la maglietta ed i jeans che portava prima. Lasciare a lei il
piacere di spogliarsi…bella sfiga!
La porta del bagno
finalmente, dopo tanta attesa, si è aperta.
Mi alzai per vedere la
bellezza…ma ciò che vidi in quel dato momento era soltanto un mostro cosparso di
sangue e completamente sfigurato in volto, con mille sanguisughe e vermi che
uscivano tranquillamente dalla pelle torturata.
“AAAAAAAAAAH…..”
“STA ZITTO STRONZO!”
…la bella postina era
soltanto una dolce illusione per te…
…capelli lisci e castani,
occhi marroni, labbra piccole, senza neanche un grammo di trucco…
“Ecco in che cosa si
doveva preparare! Rifatti gli occhi se ci riesci!”
Ero completamente legato
su una sedia, e non potevo neanche chiudere gli occhi dato che mi venne
applicato dello scotch sulle ciglia attaccandomelo su quelle superiori. E ciò
che vidi era da manicomio garantito.
Anche lei, incredibilmente
donna e non più mostro, venne legata su una sedia, ma in maniera tale da avere
le gambe allargate. Gli infiltrati con il passamontagna, che mi ricordo fossero
non più di tre, sollevarono, proprio sopra la donna, delle grandi scatole di
colore bianco e da queste uscì una pletora di sanguisughe e di vermi( ancora
loro?). Questi cadevano in continuazione sulla donna che, come in preda ad una
masochistica estasi, sollecitava quella sottospecie di uomini a continuare
l’opera di disintegrazione carnale.
“DAI, DAI!! ANCORA, SI’!!!
SENZA PIETA’ E SENZA PENTIMENTO, AAAAH!!!”
…e questa sarebbe una
donna? E pensare che era già pazza di te…
…lei consegnò qualcosa per
me. Mi ricordo che le rubai parecchio tempo del suo lavoro ma tanto era bella
che…
Le arrivò un orgasmo
inquietante. Migliaia di quegli esserini lanciati a folle velocità da quel
liquido puzzolente, ed intanto lei era completamente ricoperta da essi. Non
riuscivo a vederle più niente ormai. La sua voce era soffocata ma a che serviva?
“Ti sei divertito, grande
stronzo?”
Mi slegarono ed uscirono
di casa.
Mi tolsi quel maledetto
scotch. Adesso non sapevo cosa fare, se soltanto vedere ancora quel massacro
gratuito oppure aiutare la donna, a levarsi di dosso tutta quella roba viscida.
Ma perché? Non aveva lei sollecitato i veri assassini e goduto? E, poi, non era
morta?
Presi un coltello dalla
cucina.
…come si dice, pendeva
dalle tue labbra. Ma accadde lo stesso…
…prese un coltello e si
sfigurò completamente, andandosene via, nuda ed irriconoscibile…
Non sapevo se ammazzarla o
meno. Se lo facevo, era assolutamente la prima volta che qualcuno veniva da me
ucciso. Ma in fin dei conti, non si fece uccidere lei stessa? E comunque, le
davo soltanto il colpo di grazia.
Scansai questi pensieri e
sollevai il coltello…ma qualcuno mi fermò violentemente da dietro, dicendomi:
“NON FARLO!”
Era ancora uno di loro,
uno degli amanti della cultura del passamontagna che prima irruppero in casa.
“Perché non dovrei farlo?
Già l’avete fatto voi se è per questo!”
Lui non ebbe il tempo di
rispondermi che, non so ancora come io abbia fatto, elusi la sua presa,
trovandomelo davanti e, appoggiato sul mostro, li uccisi entrambi( il coltello
era decisamente lungo).
Ora, all’uomo cercai di
togliere il passamontagna…finchè in tutta la camera l’aria divenne come densa,
assurdamente innaturale, quasi non respiravo più. Pochissimi secondi dopo, si
formò nell’aria, proprio vicino ai due corpi, un buco nero o qualcosa del
genere. Ed i due cadaveri si volatilizzarono, risucchiati dal buco nero. Ma cosa
era successo?
…visto? Che bella
fregatura!
…uscii dal mio
appartamento, chiudendolo a chiave. Presi le scale, come faccio sempre anche
adesso, ed intanto vidi tracce di sangue, perse ovviamente dalla postina, che
andavano verso l’ascensore. Appena sceso al piano terra, notai che ora il sangue
andava in direzione di un appartamento. La porta di questo era praticamente
socchiusa. Avvicinandomene, sentii dei gemiti femminili, anche se piuttosto
bassi, ma non solo:
“Brava brava, hai fatto
bene. La prossima volta facciamo qualcosa di peggiore. Che cosa proponi eh?”
“Prop…AAAAH…proponi
tu…AAAAH!!!”
“Come vuoi, donna.”
Mi ritrovo qui, ad
aggiornare ancora una volta il mio caro quaderno degli appunti, segnalando che
praticamente non sono riuscito a dormire, se non a sprazzi. Ovviamente non avevo
molto sonno. Ma perché è finita così?
Adesso mi squilla il
citofono. Vado a sentire cosa ha da dirmi il portiere. Posta in arrivo! Scendo
per prenderla.
Lo sapete allora perché
lui non doveva dare il colpo di grazia alla donna? Perché la posta non era altro
che un ammasso di multe di parecchi mesi prima per non aver mai pagato dei
viaggi fatti tramite gli autobus e la metro…peccato che la maggiorparte delle
quali erano fasulle!
“COSA?”