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Biografia dell'autore

 

 

 

 

 

POSTA IN ARRIVO!

di "Phobos"

 

 

Sostavo davanti ad un lago, a fare chissà che cosa e chissà per quale ragione. Contemplavo il cielo, ma non bastava a distrarmi. Neanche gli uccelli, miei cari amici che libravano dolcemente e con solennità nell’aria, ormai ombra di se stessa, ci riuscivano. E gli alberi? Macchè, dietro di me avevo una massa di bolidi urlanti con dentro persone piene d’ansia tutto lavoro e casa. Sembrava di essere finiti nell’inferno, ingabbiati dentro una campana di vetro a sorbirsi stronzate su stronzate, una inespugnabile gabbia di matti ossessionati dal plastico…

Ma una donna, prodotto stesso di questa società, riuscì nell’impresa di distrarmi dai miei soliti pensieri. Non tanto perché mi si parò dinnanzi, di poco alla mia destra, a contemplare, come me, quell’acqua tossica, ma perché i suoi indumenti erano come stati strappati e nei buchi vedevo tracce di sangue, anche particolarmente profonde. In qualcuno di essi poi, mi sembrò di scorgere…delle sanguisughe e dei vermi!

La cosa più incredibile però è che non ne fui poi così spaventato, tanto da cercare di dire alla donna quello che vedevo su di lei. Emisi comunque semplicemente una sola parola( la “s” di “scusi”) perché la donna mi si avvicinò e, come se niente fosse, mi disse:

“Ti ho cercato a lungo.”

Nessuno ci crederà, ma quando si girò a sedersi sulla panchina dove stavo io, lei aveva la faccia sfigurata, ed invece quando mi disse quelle bizzarre cinque parole, guardandomi con profondissimi occhi color marrone scuro, la sua faccia non presentava più nessun taglio, nessuna ferita, era sana insomma.

“Ma come? Prima mi pianti in asso e poi addirittura mi cerchi? Che cosa ti prende?”

“Lo so lo so. Ma mi hai fatto pensare molto in questi giorni. Mentre lavoro penso a quanto eravamo felici insieme. Mentre torno a casa penso a tutte quelle cose che potevamo fare ins…”

“E allora perché mi hai lasciato? Mi sono sempre comportato bene con te, pur avendo degli impegni per me piuttosto importanti.”

Notai intanto una cosa che prima mi era sfuggita: i suoi indumenti ora erano completamente intatti. Che cosa avevano i miei occhi? Il mio cervello mi stava facendo per caso scherzi di cattivo gusto?

“Voglio tornare a casa tua.”

“Così, di punto in bianco?”

Ed ecco io e quella donna camminare verso una casa piuttosto vicina dal lago, ma più che altro, chiedevo tra me e me in continuazione, cosa aveva la mia dimora di così tanto importante per lei? La curiosità prese il sopravvento, come un treno in corsa impazzito.

“Io conosco la gioia del distruggere”: era bellamente scritto, con spray nero, su una parete del mio fin troppo modesto appartamento proprio davanti alla porta d’ingresso, quasi come monito a qualunque entrasse in casa per fare capire fin da subito le mie inclinazioni filosofiche?

Arrivammo fino alla mia stanza da letto, come al solito un casino bestiale, con fogli e saggi politici sparsi dappertutto. Disordine assoluto, tranne, curiosamente, per la mia collezione di dischi, sempre gelosamente custoditi nello stesso punto della camera, come per dire: “Se mi freghi qualche disco, me ne accorgerò subito, venendoti incontro con inaudita ferocia.”

“Vado in bagno a prepararmi.”

Beh, diciamo che lei non era venuta proprio per discutere di qualche argomento serio, e quindi…ciò che mi chiedevo poco tempo prima era veramente qualcosa di ultra-retorico ed ingenuo.

Comunque, vidi il mio quaderno degli appunti sulla scrivania e volli aggiornarlo per l’occasione.

Eccomi qua, io che sto ancora tutto vestito, felice per chissà che cosa, e lei che si sta opportunamente preparando in bagno, anche se sicuramente si starà togliendo semplicemente la maglietta ed i jeans che portava prima. Lasciare a lei il piacere di spogliarsi…bella sfiga!

La porta del bagno finalmente, dopo tanta attesa, si è aperta.

Mi alzai per vedere la bellezza…ma ciò che vidi in quel dato momento era soltanto un mostro cosparso di sangue e completamente sfigurato in volto, con mille sanguisughe e vermi che uscivano  tranquillamente dalla pelle torturata.

“AAAAAAAAAAH…..”

“STA ZITTO STRONZO!”

…la bella postina era soltanto una dolce illusione per te…

…capelli lisci e castani, occhi marroni, labbra piccole, senza neanche un grammo di trucco…

“Ecco in che cosa si doveva preparare! Rifatti gli occhi se ci riesci!”

Ero completamente legato su una sedia, e non potevo neanche chiudere gli occhi dato che mi venne applicato dello scotch sulle ciglia attaccandomelo su quelle superiori. E ciò che vidi era da manicomio garantito.

Anche lei, incredibilmente donna e non più mostro, venne legata su una sedia, ma in maniera tale da avere le gambe allargate. Gli infiltrati con il passamontagna, che mi ricordo fossero non più di tre, sollevarono, proprio sopra la donna, delle grandi scatole di colore bianco e da queste uscì una pletora di sanguisughe e di vermi( ancora loro?). Questi cadevano in continuazione sulla donna che, come in preda ad una masochistica estasi, sollecitava quella sottospecie di uomini a continuare l’opera di disintegrazione carnale.

“DAI, DAI!! ANCORA, SI’!!! SENZA PIETA’ E SENZA PENTIMENTO, AAAAH!!!”

…e questa sarebbe una donna? E pensare che era già pazza di te…

…lei consegnò qualcosa per me. Mi ricordo che le rubai parecchio tempo del suo lavoro ma tanto era bella che…

Le arrivò un orgasmo inquietante. Migliaia di quegli esserini lanciati a folle velocità da quel liquido puzzolente, ed intanto lei era completamente ricoperta da essi. Non riuscivo a vederle più niente ormai. La sua voce era soffocata ma a che serviva?

“Ti sei divertito, grande stronzo?”

Mi slegarono ed uscirono di casa.

Mi tolsi quel maledetto scotch. Adesso non sapevo cosa fare, se soltanto vedere ancora quel massacro gratuito oppure aiutare la donna, a levarsi di dosso tutta quella roba viscida. Ma perché? Non aveva lei sollecitato i veri assassini e goduto? E, poi, non era morta?

Presi un coltello dalla cucina.

…come si dice, pendeva dalle tue labbra. Ma accadde lo stesso…

…prese un coltello e si sfigurò completamente, andandosene via, nuda ed irriconoscibile…

Non sapevo se ammazzarla o meno. Se lo facevo, era assolutamente la prima volta che qualcuno veniva da me ucciso. Ma in fin dei conti, non si fece uccidere lei stessa? E comunque, le davo soltanto il colpo di grazia.

Scansai questi pensieri e sollevai il coltello…ma qualcuno mi fermò violentemente da dietro, dicendomi:

“NON FARLO!”

Era ancora uno di loro, uno degli amanti della cultura del passamontagna che prima irruppero in casa.

“Perché non dovrei farlo? Già l’avete fatto voi se è per questo!”

Lui non ebbe il tempo di rispondermi che, non so ancora come io abbia fatto, elusi la sua presa, trovandomelo davanti e, appoggiato sul mostro, li uccisi entrambi( il coltello era decisamente lungo).

Ora, all’uomo cercai di togliere il passamontagna…finchè in tutta la camera l’aria divenne come densa, assurdamente innaturale, quasi non respiravo più. Pochissimi secondi dopo, si formò nell’aria, proprio vicino ai due corpi, un buco nero o qualcosa del genere. Ed i due cadaveri si volatilizzarono, risucchiati dal buco nero. Ma cosa era successo?

…visto? Che bella fregatura!

…uscii dal mio appartamento, chiudendolo a chiave. Presi le scale, come faccio sempre anche adesso, ed intanto vidi tracce di sangue, perse ovviamente dalla postina, che andavano verso l’ascensore. Appena sceso al piano terra, notai che ora il sangue andava in direzione di un appartamento. La porta di questo era praticamente socchiusa. Avvicinandomene, sentii dei gemiti femminili, anche se piuttosto bassi, ma non solo:

“Brava brava, hai fatto bene. La prossima volta facciamo qualcosa di peggiore. Che cosa proponi eh?”

“Prop…AAAAH…proponi tu…AAAAH!!!”

“Come vuoi, donna.”

Mi ritrovo qui, ad aggiornare ancora una volta il mio caro quaderno degli appunti, segnalando che praticamente non sono riuscito a dormire, se non a sprazzi. Ovviamente non avevo molto sonno. Ma perché è finita così?

Adesso mi squilla il citofono. Vado a sentire cosa ha da dirmi il portiere. Posta in arrivo! Scendo per prenderla.

Lo sapete allora perché lui non doveva dare il colpo di grazia alla donna? Perché la posta non era altro che un ammasso di multe di parecchi mesi prima per non aver mai pagato dei viaggi fatti tramite gli autobus e la metro…peccato che la maggiorparte delle quali erano fasulle!

“COSA?”