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RAPPORTO DI UN REGISTA SU ALCUNE GIOVANI ATTRICI
di Roger Fratter
Beat Record Company
- info@beatrecords.it
www.beatrecords.it

Rapporto di un regista su alcune
giovani attrici (2008)
è l’ultimo lavoro di Roger Fratter, uscito nel 2009 su DVD edito e
distribuito da Beat Record Company. Il regista scrive, sceneggia e monta
la pellicola. Dirige la fotografia il fido Lorenzo Rogan. Le musiche
sono di Massimo Numa e Teo Usuelli. La pellicola è uscita nel 2009,
distribuita da Beat Records Company. Interpreti: Roger Fratter
(Antonio Speller), Inga Sempel (Paola), Roberta Spartà (Tosca), Jill
Campbell (Mara), Roberta Petroboni (la studentessa), Steve Brooks
(Lorenzo), Simone Scafidi (Giordano), Silvia Brando, Barbara Ghisletti,
Monica Malinowska, Laura Mancinelli, Barbara Personeni, Veronica Bonazzi,
Elisabetta Mandelli, Valentina Varinelli.
Il film è un lavoro sperimentale che
rappresenta un sorta di Otto e mezzo (1963) per l’autore
bergamasco, che ama mettersi in discussione e andare controcorrente,
visto che si dedica al cinema impegnato quando la maggior parte dei
registi italiani hanno ripreso a fare cinema di genere. Antonio è un
regista in crisi creativa che ha sempre fatto cinema d’autore e adesso
ha deciso di girare un film trash, una via di mezzo tra uno
spaghetti western e un poliziottesco, un film dove un eroe senza
macchia e senza paura prende a sonori cazzotti una coppia di improbabili
rapitori. Tutto nasce da una crisi sentimentale, dopo che il regista ha
trovato la moglie a letto con un’altra donna e si è separato. La vita
del regista si divide tra lezioni private di tecnica cinematografica a
una studentessa e alcune donne che lo tormentano perché ognuna pretende
qualcosa. Un’amica sceneggiatrice vorrebbe che girasse un suo film, una
giornalista esige a tutti i costi un’intervista e una lolita
sbarazzina lo tenta sessualmente per ottenere una parte. Alla fine il
regista comprende che l’unica donna sincera della sua vita è la
studentessa che paga per avere le lezioni, decide di invitarla a cena e
di troncare bruscamente con tutte le altre.
Fratter sottopone al giudizio dello
spettatore alcune tipologie femminili contemporanee, approfondendo un
discorso aperto con Cymbaline (2007), inserendo personaggi di
donne frivole, impegnate, arriviste che tormentano un regista in crisi.
A tratti il tema è autobiografico, anche se Fratter gioca a capovolgere
il suo ruolo, visto che ha sempre fatto film trash e soltanto
adesso gira film impegnati. La pellicola è impregnata di citazioni
cinematografiche, vediamo locandine di film appese ovunque, da Kill
Bill a Quattro mosche di velluto grigio, passando per
Fantasmi. È presente un chiaro omaggio al western all’italiana -
vera passione di Fratter - immortalato in alcune sequenze d’epoca e
omaggiato dai colpi di pistola in sottofondo. I sogni del regista che
immagina le sequenze del suo film trash sono una delle cose
migliori, sia per la diversa fotografia (pellicola graffiata) che per la
caratterizzazione eccessiva dei personaggi. Una citazione particolare la
merita Jill Campbell nei panni della ragazzina perversa, perfetta come
lolita tentatrice che recita alcune sequenze erotiche molto
piccanti. Ricorda il personaggio di Nabokov, ma anche molte
interpretazioni di una Gloria Guida prima maniera, da Blue Jeans
(1975) e La ragazzina (1974) di Mario Imperoli, passando
per La minorenne (1974) e Peccati di gioventù (1975) di
Silvio Amadio. La ragazzina si fa fotografare in pose sensuali, si
concede in uno strip malizioso da rivista per soli uomini ed è
protagonista di sequenze erotiche credibili. Altre buone parti erotiche
vedono il regista a letto con la sceneggiatrice, che tenta con ogni
mezzo di convincerlo a fare ancora film d’autore, e con la giornalista
che vuole a tutti i costi l’intervista. Fratter se la cava come attore
nella parte di se stesso e non opta per la scelta felliniana
dell’alter ego (Marcello Mastroianni) che dà un volto alla lacerazione
interiore dell’artista. Pure in Otto e mezzo (1963) di Federico
Fellini, il regista in crisi era tormentato da donne, uomini, attori,
produttori, sceneggiatori, giornalisti e amici che avevano solo uno
scopo: ottenere qualcosa. Antonio vive lo stesso dramma in un periodo di
intensa crisi artistica nel quale ha deciso di cambiare genere e di
dedicarsi al cinema trash. “A cosa servono i film d’autore?
Facciamo qualche festival e tutto finisce lì. Voglio dimostrare di saper
fare un film di cassetta, solo per il pubblico” dice. La voglia di
cambiare deriva dai fallimenti personali e il cinema diventa lo specchio
dei problemi del regista che sogna di fare un erotico esistenziale
intitolato Le sexy arriviste, ma anche un porno come Le
violentatrici di celluloide. Metaforiche pallottole stile western
all’italiana fanno capire che Antonio ha deciso di dare un taglio con il
passato. Il regista girerà il film trash e forse la protagonista
sarà la ragazza più sincera, la sola che non vuole ottenere niente, ma
frequenta le lezioni per imparare l’arte del cinema.
Fratter dice di questa pellicola che non
riesce a ricondurla a un genere preciso, la definisce sperimentale,
afferma che non è un reportage ma un film vero e proprio che tratta dei
problemi odierni di un regista che vuole passare dai film d’autore al
trash perché solo così si sente libero... Vediamo cosa dice l’autore
sulle pagine del suo sito internet: “Il film utilizza linguaggi
differenti, a volte sembra un reportage a volte un classico film
d’autore. Nelle mie intenzioni dove ci sono tagli, questi devono
essere ben visibili, cioè contrariamente al linguaggio classico del
cinema dove i tagli non si dovrebbero vedere, qui si devono
vedere benissimo! In pratica sul taglio lo spettatore deve capire che è
saltato qualcosa, è stato tolto un pezzo! Così come capita
appunto nei reportage”.
Roger Fratter è un regista interessante,
che consiglio di approfondire, magari partendo dai film horror e di
genere della prima fase creativa. Il suo sito internet è
www.rogerfratter.com.
Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi
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