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SOGNI HORROR |
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ANGELI
«Tante sirene…troppe. È successo qualcosa. Bloccata nel traffico della superstrada per Duisburg, la tensione aumentava proporzionalmente al ticchettio della pioggia. Paradossalmente la sensazione era di soffocamento anche se razionalmente non si poteva far altro che attendere. Le volanti continuavano a sfrecciare sulla corsia preferenziale. Maria, in macchina con me, pur essendo in ferie natalizie, aveva lo spirito solerte e in senso del dovere e decise di scendere dall’auto e andare a capirci qualcosa in più. Decisi di accompagnarla. Circa un chilometro più avanti c’era il nugolo di polizia e ambulanze. Maria espose il tesserino di poliziotta e la folla si aprì. Eravamo di fronte ad uno spettacolo assurdo. Sul ciglio della strada c’era un cadavere nudo, riverso con due grandi cicatrici sulla schiena. Era incomprensibile il come e il perché di tale omicidio. L’attenzione si concentrava sull’uomo a terra quando, all’improvviso un tuono ci spaventò. Era forte, immenso, avvolgente. Che strana quella notte di Capodanno. Qualche ora prima decidemmo di andare a trascorrere la notte di Capodanno in Germania da Tommaso e alle 2 del pomeriggio partimmo da Parigi. Nulla poteva farci presagire eventi del genere. Immobilizzati in quella situazione tentavamo di telefonare e avvertire Tommaso del nostro immane ritardo ma non rispondeva. Naturalmente il tempo trascorreva senza alcuna svolta e senza un centimetro di avanzamento delle auto. Maria pareva aver scordato il cenone a casa di Tommaso ed era intenta a sbrigare le prassi di un omicidio. Il ragazzo morto non aveva documenti e nessuno lo conosceva. Forse era arrivato lì dalla radura circostante. Ma perché nudo? Non aveva segni di tumefazione né stracce di sangue. Maria e i detective si concentravano sulle strane cicatrici. A primo acchito si pensò ad un ex gemello siamese ma in tal caso ci doveva essere solo una cicatrice. Alcune signore iniziarono a sentirsi male. Era panico? Isteria collettiva? Come tenere a freno il clima apocalittico di quella notte? » Una sirena insisteva ancora. Era la sveglia. Aprii gli occhi. L’angelo di Natale appeso al lampadario della casa di Tommaso mi rasserenò.
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