SOGNI HORROR

 
   
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LA PICCOLA ALISON

 

L'indirizzo sembrava quello giusto, anche se quel condominio in quella vecchia stradina di campagna sembrava quasi disabitato e fuori luogo in un posto del genere. La facciata stile Liberty, l'interno perfettamente lindo, cozzavano con quel luogo quasi spettrale e in apparente stato di abbandono. Steven entro' nell'ascensore e premette il pulsante del terzo piano, ma l'ascensore non voleva saperne di partire, si rassegno' allora, a usare le scale. Mentre si apprestava a raggiungere  lo studio notarile di Thorntohn & Tornthon, pensava alla lettera che aveva ricevuto, una bella eredita' non e' cosa di tutti i giorni, 10000 dollari e una villa in una delle isole greche più' belle del mondo, e tutto questo da una sua lontana prozia che lui neanche aveva conosciuto; sembrava tutto cosi' irreale! Raggiunse il terzo piano, interno 3 c'era scritto sulla lettera, doveva esserci un errore , la porta indicata non recava nessuna insegna “Thornthon & Thornthon, solo vernice scrostata e un campanello che aveva conosciuto tempi migliori. Penso' ad uno scherzo, lesse e rilesse più' volte l'indirizzo sulla lettera,  noto’ che la carta sembrava una di quelle che si usavano tanti anni prima, anche la grafia sembrava appartenere ad un tempo ed ad un mondo che non aveva mai conosciuto. Si indigno' pensando ad uno scherzo di cattivo gusto, e fece per scendere le scale sperando di incontrare qualcuno a cui chiedere informazioni; il palazzo, invece, sembrava immerso in un sonno, in un'ombra sinistra, una colonia di topi fece capolino attraversando veloce  il seminterrato,  ragnatele che pendevano dal casotto della guardiola e crepe che si aprivano qua e la' facevano intravedere lo stato di degrado dell'edificio, contrastando con  l'impressione che Steven aveva avuto all'inizio. Fu in quel momento che senti' una vocina di bimba, flebile come un lamento, che gli chiese :Mi aiuti a trovare il mio gattino? Si volto' e fu conquistato e intenerito da quegli occhi azzurrissimi e da quei capelli biondi raccolti in due codini; la piccola aveva stretta a se una bambola che portava i segni del tempo, fece per andar via, ma la vocina divenne piu insistente, Steven borbotto qualcosa, come Ho da fare, e si avvio verso lingresso principale; la piccola gli si paro davanti, Steven sembrava non riuscisse a sfuggirle. Con orrore si accorse che   il sorriso della piccola si stava trasformando in  un ghigno beffardo, il corpo di Steven fu percosso da brividi di terrore, attraverso una  fitta nebbia che cominciava ad avvolgere le scale, il pianerottolo e se stesso, cerco' di fuggire, ma trovo' il portone di ingresso sprangato, voleva infilarsi nello scantinato per sfuggire a quell'essere orrendo che sembrava più' forte di lui,  ma con una forza anormale per una bambina lo scaglio' a terra,  man mano i suoi  capelli da biondi cominciarono a diventare di un colore grigio fumo, quella che aveva creduto essere una bambina, ormai era un essere orribile che emanava urla spaventose, al posto degli occhi vi erano due cavita vuote e nere e il suo corpo aveva ormai assunto le sembianze di uno scheletro. Lui comincio' a vomitare per il disgusto e la puzza di putrefazione che aleggiava nell'aria, quando una mano scheletrica gli affero' la gola  e strinse sempre più' forte, mentre  la vista gli si annebbiava penso' che era assurdo morire in quel modo per mano di qualcosa che neanche lui riusciva a definire.  la gola, stretta in quella morsa sovrannaturale, gli bruciava, sentiva quasi gli occhi uscire fuori dalle orbite  quando tutto a un tratto la nebbia si dissolse, e la “cosa spari', non c'era più' traccia della bambina, il primo pensiero fu di  fuggire per sempre da quell'incubo; mentre stava per uscire il portone d'ingresso si richiuse di colpo, e si senti' di nuovo chiamare da quella vocina. Penso' in preda al terrore, che avrebbe fatto meglio a dare ascolto a quella vocina, forse l'avrebbe lasciato in pace. La bimba sembro' tornata normale, anzi i suoi occhi emanavano una luce che gli ispirava fiducia; le chiese “ Come posso aiutarti? lei non rispose, ma l'invito' a seguirlo su nella soffitta del palazzo dove, penso' lui, Dio solo sa cosa avrebbe trovato. La segui' e si trovo davanti ad una porta con il catenaccio arrugginito, ma aperto, si fece coraggio ed entro' al buio, le lampadine erano tutte fulminate, lei lo seguiva tenendo stretta la sua bambola, Steven guardo' dappertutto, ma del gattino neanche una traccia, penso che forse quellessere immondo voleva terrorizzarlo, penso ad un trabocchetto, quandoa ad un tratto senti' una mano scheletrica posarsi sulla sua spalla e dirgli Grazie. Le luci si riaccesero all'improvviso. L'incubo era finito,la bimba era sparita. Corse fuori più' lontano possibile per dimenticare quell' inquietante episodio, felice di essere alla vita, all’aria aperta. Volle pero' indagare sul fatto e giorni più' avanti ritorno' nel luogo, dove del palazzo non c'era più' traccia!!! Riusci' a vincere la reticenza degli abitanti del paesino adiacente seppe che  cinquant'anni prima in quel posto sorgeva un palazzo, descritto come molto simile a quello che aveva visto, che pero' era crollato nel corso di un bombardamento aereo. Nel palazzo in quel momento c'erano dei lavori di ristrutturazione, e una bimba entro' nel palazzo per inseguire il suo gattino che le era sfuggito, peri' anche lei come tutti gli abitanti del palazzo nel corso del bombardamento che segui'. Il suo corpo non fu mai piu’ trovato, fu rinvenuta solo  la sua bambola ridotta a brandelli.

Da quel giorno lo spirito di Alison vagava inquieto alla ricerca di qualcuno che l'aiutasse ad uscire da quella sospensione tra la vita e la morte che a noi vivi non ci e' dato di capire. Tutti quelli che si rifiutavano di aiutarla morivano o finivano ricoverati in seguito a crisi isteriche e alla gola di ognuno, una bruciatura, l'impronta di una piccola mano.....lo spirito  ora era in pace, lui era stato risparmiato perché'  diverso da tutti gli altri, lui era stato l’unico a prestarle ascolto. Dopo quellepisodio, non si verificarono piu eventi inquietanti. Ancora oggi Steven sente lo spirito di Alison vegliare su di lui.

 

 

 
 

 

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