SOGNI HORROR

 
   
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LA VITA

 

...e così un bel giorno anche Lui morì.

Non era come se l'era aspettata, la morte.

"una luce folgorante, bianca, e poi..." gli ripetevano fin da quando era bambino.

E lui ci aveva creduto, che doveva fare? quando si é piccoli si assimila tutto, senza distinzione.

O, meglio, non proprio tutto-tutto, si é già molto selettivi. Ci sono nozioni che ci rifiutano.

Rifiutano di entrarci nella testolina e per quelle c'é ben poco da fare.

Ad esempio, non era mai riuscito a imparare i nomi delle erbe aromatiche, Lui, li aveva  letti e riletti  quando era in II elementare. Alloro, Tiglio, Camomilla, Aglio... niente, non volevano entrare, e allora lasciali fuori.

Insomma, se non ne hanno voglia non puoi mica obbligarli, i nomi, a entrare, no?

Infatti, non era mai stato uno studente modello.

Ma tanto ora che importava?

Era uguale agli altri, spaventosamente uguale.

"Eppure io ho fatto molte cose in vita, molte cose buone, dovranno pur contare qualcosa!"

No, "essere uguale" vuol dire uguale in tutto, uguale-uguale, come solo una cosa in tutto l'universo può essere: il nulla.

Si era trasformato, ma "trasformare" non é la parola giusta perché sottintende un cambiamento da uno stato ad un altro. Lui invece era passato da uno stato che, per quanto misero, era comunque la Sua Vita a un nulla che lì per lì non gli diceva niente.

Forse era perché tutto sommato era morto da poco (anche se in quella condizione era molto difficile avere una qualche concezione temporale) e doveva ancora abituarsi.

Ma poi a che cosa avrebbe dovuto abituarsi?

A essere morto?

Può darsi; fatto sta che da morto il tempo non scorreva più quindi non c'era il tempo per abituarsi! Ma questo lo capì più avanti, quando tentò di muoversi e scoprì che anche lo spazio aveva perso ogni significato.

C'era Lui e Basta. Niente tempo, niente spazio, e tanto meno materia o pluralità.

Ma allora cos'era?

E che era della sua Vita?

La risposta la trovò da solo perché in fondo era molto facile: Lui era nulla o, se preferite, il Nulla. Tanto il nulla non é nessuno quindi tutti possono essere Nulla.

"ma... e la luce bianca? Almeno la luce bianca! Che diamine, ora sono morto, ho compiuto il viaggio più difficile e tutto sommato penso di non essermela cavata nemmeno troppo male, ma la luce bianca ci va! Morire senza luce che t'inonda di bianco e magari anche un po' caldo é come fare le vacanze in città quando tutti se ne vanno alla ricerca dei posti più impensati. E poi tornano e ti raccontano le rispettive ferie con tu che ascolti più per gentilezza che per interesse.

Però la luce bianca non veniva, e più la  attendeva  più sembrava che non volesse venire.

Poi, d'improvviso, avvenne.

Un ricordo.

Un ricordo della sua vita.

Gli spunto lì non sapeva come aveva fatto né avrebbe saputo ripeterlo. L'importante era che stavano lì Lui e il Ricordo.

Ora, dovete sapere che i morti non ricordano nulla della propria vita, e quel fatto, quella  reminiscenza improvvisa era un fatto più unico che raro.

Avrebbe voluto chiedergli molte cose ma non era uno di quei ricordi basilari, quelli che ti accompagnano per tutta la vita.

E questo fatto rendeva l'apparizione ancora più speciale.

Alle volte era già capitato che qualche ricordo fosse talmente attaccato al suo padrone che non voleva separarsene, nemmeno quando questi moriva, ma lo tentava di seguire anche oltre l'Ade.

Ma erano sempre ricordi di quelli "lo ricorderò per sempre".

Questo era un ricordo di una Domenica qualunque, a 40 anni circa, spesa poltrendo in casa.

Anche lui era stupito e, anzi, contrariato "é possibile che mi doveva seguire proprio questa immagine delle molte imprese che ho compiuto?" bestemmiò.

Era di quest'umore quando lo folgorò l'Intuizione.

All'improvviso comprese e l'angoscia si dipinse su quello che era stato il suo viso.

l'angoscia divenne per un attimo panico e quindi sconforto, si sentiva in trappola, senza scampo, preda ormai della Disperazione.

No, non gli era concesso tornare indietro.

La vita va avanti e Lui ormai era arrivato alla fine.

E ora, tutto ciò che gli restava di 83 anni di percezioni sensibili, di sentimenti più meno intensi, di felicità, arrabbiature era quel misero ricordo...

02.02.03

 

 
 

 

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