SOGNI HORROR

 
   
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LE MILLE FACCE DEL DIAVOLO

 

Le mille facce del diavolo.

Era una grotta sconosciuta, e l’avevamo trovata noi- una fortuna per i giovani campeggiatori imbattersi  in quel posto inesplorato. In’unanimità avevamo deciso di entrarci. Avevamo legato il filo a un albero e pieni di coraggio, provvisti di torce eravamo entrati dentro.

 Svolta dopo l’altra trovavamo corridoi senza fine, a volte c’erano delle fessure di luce dall’alto, a volte era talmente buio che neanche la luce della torce riusciva a penetrare l’aria, a volte le pareti si stringevano, a volte si abbassavano creando.  L’aria era pesante, stavamo quasi per tornare indietro, quando al seguito di un’ennesima svolta trovammo una stanza sotterranea, stringendosi in un’altra uscita. Prima di proseguire c’eravamo fermati per controllare che tutti siano interi.

Dopo un po’ eravamo accorti che mancavano due persone. Qualcuno disse che gli vedeva uscire dalla stanza nella strettoia. Avevo deciso di andare a controllare, se erano nelle vicinanze, portandosi dietro tre ragazzi per sicurezza. Dopo un piccolo corridoio buio eravamo usciti in un’altra stanza illuminata con il tetto e pavimento, che si comprimevano verso il basso svanendo nell’acqua scura. Non c’erano altre uscite e noi eravamo indecisi su cosa fare, era evidente che i nostri amici non si trovavano lì, ma c’era qualcosa nell’acqua, che attirava il nostro sguardo, la sua superficie tremava accrescendo. Sentì improvvisamente una scossa di paura. Un ragazzo era entrato nell’acqua per capire il fenomeno e dopo un attimo l’onda d’acqua grigia s’alzo, spinta da una forza sovrumana  avvolse il povero ragazzo spaventato trascinandolo nella profondità.

 Eravamo rimasti immobili ascoltando l’eco del grido disperato. I ragazzi avanzarono terrorizzati per vedere se il nostro compagno usciva a galla. Non trovato niente si girarono per venire da me.

L’urlo muto si era stampato sul mio viso, senza riuscire ad avvertire.  Un’animale enorme, assomigliante a un orso acchiappò i ragazzi divorandoli in un lampo.

Corsi per avvisare gli altri del pericolo.

Venite subito! Lì …- non riuscivo neanche a pronunciare, le lacrime scendevano a cascata. Ero isterica.

Le mie due amiche mi presero fra le braccia per calmare e i ragazzi ci lasciarono sole per controllare la situazione, armati di coltelli. Dopo tempo di silenzio disturbato solo dai miei singhiozzi, un urlo raccapricciante penetrò l’aria. Le ragazze si strinsero a me. Volevo avvertirli del pericolo, convincerli di tornare indietro, ma contro la mia volontà, mi uscirono le parole dalla bocca, condannando tutti i due a morte.

-         Andiamo, vi faccio vedere.

Le ragazze mi seguirono, spinta da una forza aliena.

 Entrati nella camera- incubo trovammo pavimenti e acqua piena di sangue, pezzi di vestiti e carne sparsi ovunque. Non feci in tempo di battere il ciglio, che anche le mie ultime accompagnatrici erano catturate. Una mangiata all’istante. All’altra, invece, la creatura strappò la pancia tirando fuori gli interni, infilò la zampa nella gabbia toracica e ricavò il cuore con uno singolo strappo.

L’animale era crudele, contento e complice.

 Ero sua complice involontaria; ero io a convincere inizialmente tutti a venire nella caverna ed ero io a condurre tutti qui. L’animale, tenendo in una zampa, per la spina dorsale i resti della mia amica alzo lo sguardo vero me, mi allungò l’altra zampa con il cuore che batteva ancora.

Mi svegliai improvvisamente, con le lacrime agli occhi e cuore, che batteva fortemente. “Dio, che sogno strano!”- pensai e chiusi gli occhi di nuovo cercando di addormentarmi un’altra volta, credendo di non rivedere lo stesso sogno.

L’orso era ancora lì ed io ero di nuovo davanti a lui, i suoi occhi infuocati erano dentro i miei occhi, sorrideva. Il diavolo in persona,con una delle sue facce più spaventose mi sorrideva come se fossi la sua alunna migliore.

Aprì gli occhi immediatamente scattando. Era l’ora di alzarsi.

 

 
 

 

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