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SOGNI HORROR |
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LO SPIRITO DELLA CASERMA
Tutto si svolse in una caserma militare nel bel mezzo di una notte cupa e tempestosa. Un giovane militare dormiva già da qualche ora cullato dal respiro di almeno altri trenta commilitoni, quando all’improvviso un tuono assordante che risuonò nella camerata lo svegliò di soprassalto. Tutto venne avvolto dal buio intenso: si spensero perfino le piccole luci di posizione che ciascun camerata aveva al lato del letto. Il silenzio terrificante che sembrò inghiottire tutta la caserma, fu spezzato da un sospiro profondo e ansimante che atterrì il militare il quale sembrava essere l’unica persona vivente in quel luogo divenuto improvvisamente spettrale. Pian piano alzò il capo che aveva tenuto fino ad allora nascosto sotto le coperte e scorse un alone luminoso che si rifletteva sul corpo di un suo collega. Aguzzò la vista e lo spirito del collega addormentato avvolto in un saio, con la testa coperta da un cappuccio e senza volto, cominciò lentamente a sollevarsi dal letto. Il militare si volse verso i suoi compagni, ma sembravano tutti ipnotizzati. Per non farsi scoprire il giovane trattenne il respiro fino a farsi scoppiare il cuore e i polmoni, ma evidentemente lo spirito si era accorto che il giovane era vivo perché si stava dirigendo verso di lui… Capì che doveva fare qualcosa, doveva reagire in qualche modo: così provò a gridare, ma un nodo gli stringeva la gola; cercò di muoversi, ma era come se una forza sovrannaturale lo tenesse legato al letto. Intanto lo spirito lo aveva raggiunto, sentì le sue mani fredde, posarsi sulla sua gola e poi cominciare a stringere sempre più forte! Sentì il respiro bloccarsi, la vita lo stava abbandonando… Ma la forza della disperazione gli suggerì l’ultima mossa: facendo forza con tutto se stesso contro quella potenza che lo bloccava nel letto riuscì a muovere la mano destra con la quale prese dalla tasca del pigiama un piccolo crocifisso che portava sempre con sé come portafortuna, lo rivolse verso lo spirito e con un ultimo sforzo lo conficcò nella sua schiena. Udì il suono insistente di una campana e poi diffusi mormorii che lentamente lo riportarono alla realtà… Aveva fatto solo un brutto sogno: un incubo terrificante! Mai come quel giorno fu felice di alzarsi da letto e di ascoltare il chiasso infernale dei suoi colleghi. Ancora trafelato dalla terribile notte trascorsa si avvicinò al letto del collega dal quale si era sollevato lo spirito che tanto aveva agitato il suo sonno… Quello che vide lo scioccò: sul lenzuolo si espandeva una terribile macchia rossa: era sangue e quello non era un sogno! Ben presto tutti i commilitoni della caserma furono attorno a lui. Quando venne sollevato quel lenzuolo la scena che si presentò ai loro occhi fu davvero terrificante: la giovane vittima giaceva lì in un mare di sangue che sgorgava da una profonda ferita alla schiena dove era stato conficcato un appuntito crocifisso. Naturalmente tutti riconobbero l’arma del delitto. Il giovane finì in prigione e non riuscì a raccontare mai a nessuno l’incubo di quella notte sfortunata. Allora perché io conosco la sua storia?
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