|
SOGNI HORROR |
||||
| [Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Sogni d'horror]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]|[Vampiri]|[Frasi Horror]|[Chi siamo]|[Buio in sala]|[Link] | ||||
|
|
MEMORIE DI UNA VAMPIRA
Era il quattordici febbraio milleottocentosedici. Sperduta, eppure con una crescente sensazione di sentirmi completamente a casa, guardo il viale deserto che mi si prospetta davanti; la nebbia crea giochi strani e inquietanti nello spazio a un metro da terra, come in un fondale basso dominato da creature sconosciute, generate ed alimentate dalla mia fantasia paranoica e la sinistra luce dei lampioni. Le case sono completamente buie; dormono, dormono tutti, assopiti beatamente nei loro sogni, esseri umani che non sanno cosa significhi vivere negli incubi, come me, che da cinque, lunghe notti ne vivo costantemente uno. I miei passi silenziosi echeggiano sordi nella notte. Sento il profumo del freddo, così sottile, aspro, elegante. Ebbene si, il freddo ha un profumo; ogni cosa ha il suo profumo, solo che gli umani non possono sentirlo. Posso sentire tante cose, io: profumi, odori, puzze. Sento che l’uomo di mezza età che dorme al numero cinquanta di St. William Avenue (la via che sto percorrendo) ha alzato troppo il gomito e ora si crogiola nei suoi sogni di birra e scotch di seconda mano; che il ragazzo nella villa qui vicino (Dave Perry, odioso straviziato al quale ho fatto un paio di volte da babysitter anni fa, che l’inferno se lo porti) si sta freneticamente concedendo un momento di agognato autoerotismo, lo sento dall’odore amaro e sporco del suo sudore, dall’aroma caldo e zuccherino del suo seme. Percezioni del genere in me si sono affinate: vista, odorato, udito. Se mi concentrassi potrei anche udire i suoi sospiri strozzati per non farsi sentire dai genitori, le sue vene pulsare (oh ti prego oh no non lo fare oh non ci pensare oddio no di nuovo…) nel collo e nel sesso eccitato. I miei sensi colgono tutto e tutti. Ma non me stessa. Non sento la fatica (l’ho realizzato quando mi sono arrestata dopo la corsa di poco fa, ed era come se mi fossi riposata per anni), né l’affanno né la sete. Non ho memoria, ho pochissimi ricordi (come quello di Perry, che si masturbava anche quando gli facevo da babysitter ed ero nell’altra stanza e lui aveva solo dodici anni). Non avverto la voglia di amare, non avverto desiderio materiale; non bramo potere né ricchezze. Non avverto la pietà negli occhi di quelli che uccido, non provo compassione né rimorso. Non provo tristezza né amore, non provo felicità né dolore. Solo, ogni tanto, fortissime fitte alla testa quando cerco di ricordare e quando quella ragazza (Meredith! Meredith sveglia! Sono io! Ti prego Meredith sono io, Jude! La tua migliore… no, Meredith no!) gridava quelle cose… ripeteva di conoscermi. Non avverto niente, sono morta. Anzi, una non-morta. Sono un vampiro. Il mio ultimo ricordo risale a cinque giorni fa, ero in un letto, era notte. Ricordo vagamente di aver sentito bussare, ad una finestra (quella della mia camera? Oh no, fitte alla testa andatevene via…), e che c’era un ragazzo, un uomo, che mi chiamava con le sue dita pallide e lunghe. Non mi chiesi come faceva a stare di fronte ad una finestra situata a sette metri da terra, non mi importava: volevo farlo entrare. Era decisamente attraente, occhi penetranti, capelli lunghi. Aprii la finestra e lui entrò, mi prese il collo, mi cinse la nuca con la sua mano nodosa. Mi baciò. Le sue labbra erano secche, fredde, eppure estremamente accoglienti. Passò a baciarmi sulla guancia, poi giù sul collo, il suo bacio divenne sempre più insistente, fino a quando raggiunse il suo scopo: mi morse, succhiando fluido vitale dalle mie vene. Sapevo quello che stava facendo, ma non mi importava, glielo permisi. E da quel momento sono un vampiro anch’io. Da quella notte giro con lui, caccio, inseguo, mordo. Uccido. È una cosa indescrivibile, la sete, la fame di sangue, lento, denso e caldo nettare attraversa in maniera così poetica le mie vene morte… Non sento altro. Ora è al mio fianco, Zacharias è il suo nome, un giovane di duecentosedici anni che ora istruisce me, vampira di cinque giorni. La notte non è mai stata così bella per me. Per la prima volta il buio non mi spaventa, so di essere io il mostro nascosto nel buio, o sotto il letto o dentro l’armadio, o sospeso dietro una finestra a dieci metri da terra. Siamo alla ricerca di qualcuno, ora. Il ragazzo della villa qui vicino, ora sessualmente appagato, emana un odore molto invitante…
|
|||
|
LA MUSICA CHE STATE ASCOLTANDO E' LA COLONNA SONORA DEL FILM - PHENOMENA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI - © degli autori
|
||||