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SOGNI HORROR |
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TOMMY
Il tempo era nuvolo, proprio come oggi, e faceva un freddo cane.La giornata non era certamente stata delle migliori, ma avevo visto certo di peggio.Sta di fatto che quel pomeriggio avevo deciso di ritornare a casa dal lavoro prima del solito, pregustando già una serata di tranquillità davanti al caminetto con un bel bicchiere di gin e la compagnia di Bobo, il mio cane. Ero già vicino casa, quando una pattuglia della polizia mi fermò. Accostai la mia macchina, una vecchia Ford del , al ciglio della carreggiata, sperando in qualcosa di rapido per poter riprendere presto il cammino. L^agente mi si avvicinò, così tirai giù il finestrino e abbassai il volume dell^autoradio, che in quel momento stava trasmettendo una vecchia canzone di Elvis,che io adoravo particolarmente, e chiesi al tizio in divisa cosa volesse da me. "Stiamo cercando di ritrovare un ragazzino." Disse mostrandomi la foto di un bel bambino di dieci anni, di nome Tommy e dalla faccia tutt^altro che angelica, che, come conferma della mia opinione, aveva bigiato la scuola con un gruppo di coetanei, i quali, avendolo perso di vista dopo un gioco e non essendo più riusciti a ritrovarlo, avevano dato l^allarme. "Mi dispiace, agente, ma non l^ho visto." "Ok, ma se dovesse incontrarlo, ci contatti immedetamente." Ripresi la strada verso casa, pensando alla stupidità della gioventù e al ragazzino dal cappotto rosso, perso lì fuori chissà dove, con la colonnina che segnava già 4 gradi. Avevo quasi dimenticato il ragazzino, quando, alle quattro del pomeriggio, vidi davanti casa l^auto del mio vicino, che impegnato nelle ricerche del fuggitivo, stava cercando di radunare quanti più uomini possibili da sguinzagliare nei boschi prima di notte. Mandando a farsi benedire la mia serata di tranquillità, decisi di unirmi nelle ricerche. Quando raggiungemmo il punto da dove sarebbero partiti i volontari, mi accorsi che lì doveva esserci tutto il paese.Presto sarebbe diventato buio, e la temperatura stava scendendo ancora, per cui cominciammo ad affrettarci. Presi ad incamminarmi fra gli alberi spogli. Per terra le foglie morte avevano cominciato a marcire, e una vaga nebbia aveva preso a scendere lentamente. Le voci dei ragazzi della squadra e l^ansimare dei cani, interrompevano il silenzio del bosco. Il freddo pungeva la mia pelle. Mi strinsi il colletto del giubotto intorno al collo, e pensai che quella non era sicuramente la giornata adatta per perdersi nei boschi. "Speriamo almeno che non sia successo niente!" Pensai. Proseguii a passo svelto tra gli alberi, spostando cespugi e calpestando rovi.Il buio avanzava, e non c^era tampo da perdere.Ad un certo punto, mi resi conto di non sentire più intorno a me alcun rumore. Forse mi ero allontanato troppo dagli altri. E^ certo però che avevo proseguito verso Nord, visto il muschio sul tronco degli alberi. Conoscevo bene quei boschi, per cui ero sicuro di non perdermi. Decisi che avrei proseguito ancora per un pò,e poi sarei ritornato indietro per raggiungere la squadra. Ad un tratto, fu come se qualcuno spense l^interruttore. All^improvviso una nebbia fitta aveva avvolto tutte le cose. A stento riuscivo a mettere a fuoco i tronchi degli alberi. Devo ammetterlo, colto di sorpresa, mi sentii quasi smarrito. Ma, improvvisamente, le mie orecchie, oltre al calpestio dei miei piedi sulle foglie, cominciarono ad udire una specie di lamento.Feci qualche altro passo, non senza incertezza, e mi ritrovai in una sorta di radura.Quel mugolio, mano a mano che mi avvicinavo, somigliava sempre più ad un pianto sommesso.Per cui azzarda un "Tommy, sei tu?", sperando che davvero si trattasse del piccolo fuggiasco, piuttosto che di qualche bestia selvatica. Feci ancora qualche passo verso il punto da cui proveniva il lamento, e capii che in effetti si trattava di un pianto. Poi scorsi la piccola figura di Tommy infagottata nel suo giubotto rosso che si avvicinava lentamente. "Ragazzo, vieni quà! Per fortuna ti ho ritrovato! Sono ore che continuiamo a cercarti! Bello spavento ci hai fatto prendere a tutti quanti!" Due occhi azzurri, intensi, pieni di lacrime, si scagliarono contro la mia faccia. "Signore, per piacere...Mi porti dalla mia mamma?" Povero piccolo! In quel momento mi fece una gran pena. Così mi inginocchiai e guardandolo negli occhi gli sorrisi per rincuorarlo. "Ma certo! E prega Iddio che non ti sculacci! L'hai combinata grossa! Marinare la scuola per andare a scorrazzare nei boschi, e con un tempo simile per giunta! Dì, piuttosto: stai bene? Sei ferito o altro? Sù, non piangere più!" "Ho solo un pò di male al collo. Sai? Sono caduto. E' per questo che mi sono perso! Ma ora voglio la mia mamma! Mi ci porti?" "Ok, birbante! Stà sempre vicino a me e...non perederti un'altra volta!" Così ci rincamminammo nella direzione da cui ero giunto nella radura. Man mano che proseguivamo, la nebbia si faceva sempre più rada, finchè riuscii a mettere a fuoco bene le cose e a ritrovare il sentiero che ci avrebbe ricondotti al parcheggio. Tommy mi seguiva. Ora non piangeva più. Solo ogni tanto mi chiedeva quanto vicini fossimo alla sua mamma. Finalmente scorsi lo spiazzo con le nostre auto. Tutt^intorno una gran confusione. Vidi anche la mamma di Tommy sottobraccio al marito.Povera donna, era disperata! Per fortuna quell^incubo sembrava finito. "Corri ragazzo, và da tua madre!" Tommy cominciò a correre. Poi si fermò. Si voltò e sgranò i suoi enormi occhi azzurri su di me. Un magnifico sorriso gli illuminò il volto. "Grazie signore!" Poi si voltò e riprese a correre. Quel soldo di cacio mi aveva commosso! Una voce d^uomo alle mie spalle pronunciò il mio nome e mi voltai. Con una certa soddisfazione esclamai: "E^ tutto finito, amico!" "Si....Purtroppo!" "Ma come purtroppo? Finalmente il piccolo è stato ritrovato!" "Vedo che hai già saputo! Ma sinceramente non capisco il tuo ottimismo!" "Tommy è stato ritrovato...Finalmente possiamo ritornare a casa! E..." "Si, ma è stato ritrovato a due chilometri da qui, morto, in un fosso col collo spezzato!" Mi interruppe. All^istante pensai ad uno scherzo. Poi guardai verso la folla.La madre di Tommy continuava a piangere. Nessuno festeggiava. Un carro funebre, con una piccola bara bianca, partiva proprio in quel momento.E lì intorno di Tommy non c^era traccia....
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