Cast
: Gaspard Ulliel, Gong Li,
Rhys Ifans,
Kevin McKidd,
Dominic West,
Richard Brake, Stephen Walters, Ivan
Marevich, Goran Kostic.
Produzione :
Francia, Gran Bretagna, USA 2007.
[Uscita nelle sale
venerdì 9 febbraio 2007]
TRAMA
Scioccato dall’assassinio della sorellina, divorata otto anni prima da
soldati lituani durante la seconda guerra mondiale, il giovane Lecter
fugge dall’orfanotrofio e da la caccia agli assassini della piccola.
RECENSIONE
Scandalosamente sottovalutato, questo
“Hannibal Lecter” si rivela, dopo “Il Silenzio degli Innocenti” e “Manhunter”,
il migliore della serie che vede per protagonista il personaggio nato
dalla mente di Thomas Harris (qui anche sceneggiatore). Si tratta di
un’opera assai diversa da quelle precedenti; un’opera dove viene messa
da parte la componente poliziesca a vantaggio di una maggiore componente
drammatica, compreso qualche inserto da film di guerra. Webber (“La
ragazza con l’orecchino di perla”) ha una particolare cura nella scelta
delle inquadrature e si impegna, riuscendovi, per rendere scorrevole la
visione. Ne deriva un ritmo che non annoia neppure un minuto e mescola
assai bene momenti cruenti con altri in cui si fa forza sull’istrionismo
del protagonista (vedi il primo interrogatorio tra Lecter e il
poliziotto, durante il quale, da abile manipolatore, Lecter ribalta la
situazione assumendo il controllo del dialogo).
Presenti un paio di sequenze
particolarmente tese (su tutte l’assassinio all’interno dell’obitorio) e
qualche spruzzatina gore (scena finale, ma anche l’uccisione del
pescivendolo).
Sorprendente Ulliel (Voto: 8.5) che
riesce a impressionare in un ruolo terribilmente difficile (il raffronto
con Hopkins rischiava di distruggerlo), peccato, forse, per il
doppiaggio (sarebbe stato proprio impossibile utilizzare lo stesso
doppiatore di Hopkins?). Notevole la fotografia di Ben Davis e le
scenografie con una cura della messa in scena davvero eccezionale
(bellissimo, dal punto di vista visivo, il combattimento con le spade
tra Lecter e la zia in mezzo a un corridoio delimitato da colonne).
Qualche dubbio sull’eccessiva caratterizzazione di Lecter, nel senso che
viene raffigurato come un soggetto ossessionato per la morte della
sorella, quando questo aspetto non emergeva minimamente nei precedenti
film. Perplessità anche per il sentimento d’amore tra Hannibal e la zia
(una splendida Gong Li), della quale non vi è traccia nei film
precedenti. Non male la colonna sonora del duo Eshkeri-Umebayashi. In
definitiva un bel film che avrebbe meritato maggiore considerazione. Ci
sarà un sequel?
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM



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