Regia:
Eli Roth
Cast: Jay Hernandez, Bijou Phillips, Milan Knazko,
Jordan Ladd, Richard Burgi, Roman Janecka, Roger Bart, Edwige Fenech,
Lauren German
Sceneggiatura: Eli Roth
Produzione: USA
Anno: 2007
Durata: 96 minuti
TRAMA
Beth,
Lorna e Whitney, tre giovani americane che frequentano una scuola d'arte
a Roma, vengono invitate da una compagna di classe a passare un fine
settimana in Slovacchia. Giunte nell'ostello in cui devono soggiornare
si rendono conto che la loro gita sta per trasformarsi in un incubo.
RECENSIONE
Horror, di produzione a stelle e strisce,
ma di contenuti tipici del cinema di genere europeo anni ’70, capace di
graffiare senza abbandonarsi in moralismi e censure. Tra l’altro, si
tratta di un’eccezione che non conferma la regola che vuole che i
sequels siano peggiori rispetto al primo episiodio. Se rapportato a “Hostel”,
questo prodotto si rivela anni luce superiore. Molto più perverso e più
caratterizzato sia per quel che concerne i personaggi, ma soprattutto
per quel che riguarda il mondo che ruota attorno alla società che
organizza il “gioco”. Gore decisamente elevato con alcuni momenti da
pellicola made in Italy anni ’70 (si segnala un evirazione in PP e una
scena indimenticabile, che piacerebbe a Jesus Franco, in cui una novella
Bathory squarcia una giovane, facendosi colare il sangue sul corpo
integralmente nudo).
La sceneggiatura su basa sullo stesso
soggetto di “Hostel” (con la differenza che questa volta i protagonisti
sono delle ragazze, anziché degli uomini), ma, come anticipato,
caratterizza meglio il tutto. Al riguardo, sono davvero geniali le scene
con i pretendenti (tutti personaggi insospettabili) che si contendono, a
suon di dollari, le possibili prede, gareggiando tra loro via internet
(con tanto di saldi per le ragazze menomate). Il pregio superiore però è
quello di aver eliminato tutti quei tempi morti che penalizzavano la
prima parte di “Hostel”. Qui tutto scorre via molto bene e con discreto
ritmo.
Qualche piccolo difetto c’è. Ad esempio,
il finale è troppo grottesco e anche il mutamento comportamentale di uno
dei due carnefici protagonisti è così improvviso da risultare poco
chiaro.
Bravi tutti gli attori (piccoli e
insignificanti cammei per la Fenech e Luc Merenda, ma soprattutto per un
“Hannibal the Cannibal” Ruggero Deodato); ordinaria la regia di Roth con
qualche spruzzatina di talento (nell’inseguimento nel bosco o in una
delle scene iniziali con la moto lanciata a folle velocità).
Grandi miglioramenti anche per le
scenografie dove si assiste a un maggiore sforzo realizzativo (i banali
balli in discoteca sono sostituiti da una folkloristica festa Slovacca
con maschere e costumi caratteristici) e a un numero superiore di
location (bella quella alle terme). Very good anche la fotografia, non
convince, invece, la colonna sonora.
In definitiva si tratta di un’opera
crudele e sadica non certamente adatta a un pubblico di minorenni (credo
sia stata vietata ai minori di anni 18), capace di riportare il genere
al fasto di un tempo con scene truci e momenti erotici in stile Jesus
Franco.
Citazioni a raffica (“Pulp Fiction”,
“L’Ultimo Treno della Notte”, “Cannibal Ferox”, “Saw”), senza
scopiazzare però. Molto molto bene. Diventerà un cult.
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM



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