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INTERVISTA A ANTONIO TENTORI

 

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Sognihorror.com è un sito che intende dare la possibilità  a diversi scrittori, sceneggiatori, disegnatori e registi emergenti di farsi notare con le loro opere. L'intervista al Grande Antonio Tentori, intende scoprire in che modo, il noto sceneggiatore e scrittore è entrato con pieno merito nel mondo cinematografico collaborando con i più grandi Registi del cinema di genere Italiano, firmando alcune delle pellicole che, nel corso degli anni sono diventati dei veri CULT di genere.

 

 

ANTONIO TENTORI

sito internet

www.antoniotentori.it

 

- INTERVISTA -

 

1 – La classica domanda di rito: Chi è Antonio Tentori?

Un appassionato di film e letteratura horror, fantastica e thriller, che ha cominciato fin da ragazzino a coltivare questa sua passione e che in seguito ha avuto la fortuna e l’onore di lavorare con alcuni dei maestri italiani del cinema dell’orrore.

2 – La tua carriera di soggettista e sceneggiatore inizia alla grande, ossia, affiancando il Maestro Lucio Fulci, nel film Demonia. Vuoi dirci in che occasione vi siete conosciuti e come è nata e si è poi consolidata la vostra collaborazione?

Ho conosciuto Lucio nell’ormai lontano 1986 per un’intervista radiofonica. Da quel momento siamo sempre rimasti in contatto e da questa amicizia è nata la mia collaborazione per Demonia, anche se non sono accreditato come autore del soggetto (scritto con Fulci) né come assistente alla regia. Ma non ha importanza, perché per me la cosa più importante era quella di poter lavorare con lui e per lui ed è stata una straordinaria esperienza innanzitutto sul piano umano e poi sia a livello di scrittura che sul set.

3 – Il tuo secondo lavoro con il regista romano è quella del film Un gatto nel cervello. Si tratta di un film controverso, un esperimento cinematografico riuscito. Vuoi parlarci di questa grande opera?

E’ uno dei film a cui tengo di più tra quelli che ho scritto. Sicuramente è un film controverso, visto che ancora adesso, a quasi vent’anni dalla sua uscita conta estimatori e detrattori. E’ un thriller-horror molto sui generis per diversi motivi: perché nasce da una serie che si chiamava Lucio Fulci presenta e che all’epoca non era stata distribuita e da cui sono state tratte svariate scene di film diretti dallo stesso Fulci e da altri registi; perché si tratta di un film metacinematografico e in parte autobiografico dal momento che il protagonista è un regista di film horror la cui esistenza viene sconvolta dal suo stesso cinema; e poi, soprattutto, perché ad interpretare il regista è Fulci (anche se in un primo momento avrebbe dovuto essere un attore) e solo Fulci poteva interpretare se stesso.

4 – Che ricordo hai di Lucio Fulci? Vi siete mai trovati in contrasto su regia e sceneggiatura?

Lucio non era una persona facile ma se entravi in sintonia con lui era estremamente generoso, ti regalava il suo tempo e si era capaci di parlare di cinema e di progetti per ore, ma anche di letteratura e di tante altre cose. Era un’autentica fucina di idee, non si fermava mai ed è un vero peccato che alcuni dei suoi film in progettazione non siano stati realizzati. Non ho mai avuto veri contrasti con lui, ma mi ha giustamente corretto delle situazioni che non funzionavano, più che altro in Demonia.

5-  Nel 1992, con un altro Grande del cinema di genere, Aristide Massaccesi, lavori al film “Ritorno dalla morte - Frankenstein 2000“. Cosa puoi dirci al riguardo di questo film?

Era un periodo in cui nel cinema horror andava di moda di nuovo Frankenstein e Aristide aveva una sceneggiatura scritta da Michele Soavi e da Marcello Modugno che voleva fare. Tramite proprio Fulci, che stava preparando con lui Le porte del silenzio, Aristide mi chiamò per revisionare questa sceneggiatura. E’ un film uscito solo in dvd e di solito non è tra quelli più considerati di Aristide, ma gli sono particolarmente legato. Abbiamo provato a coniugare il mito di Frankenstein con il tema della vendetta ultraterrena e credo che il risultato finale sia convincente, anche per l’incisiva resa di Donald O’Brien nel ruolo del mostro.

6 – Che rapporto avevi con Massaccesi?

Un rapporto di simpatia e amicizia immediata. Era una persona semplice ma molto intelligente e comunicativa, con cui si creava da subito un clima rilassato e fertile. Ci siamo visti spesso, anche al di là del lavoro e mi dispiace che la nostra collaborazione sia fondamentalmente stata solo quella di Frankenstein 2000.

7 – Vuoi spiegarci in che modo scrivi una sceneggiatura? Hai carta bianca sul progetto, oppure segui una scaletta?

Il progetto di un film nasce da un’idea che può essere mia, come del regista o del produttore di turno. Per prima cosa scrivo un soggetto, in cui è in pratica riassunta tutta la storia che si vuole raccontare dall’inizio alla fine. Dalla scaletta di questo soggetto parte direttamente la sceneggiatura. Carta bianca posso averla per inventare nuove scene e situazioni, ma sempre nell’ambito di quello che è la storia del film.

8 – Nel 2004 hai collaborato con il grandissimo Sergio Stivaletti al film “I tre volti del terrore”, che sembra omaggiare, a partire dal titolo, la famosa pellicola di Bava. Cosa puoi dirci al riguardo di questo film e come ti sei trovato a lavorare con Stivaletti?

Con Sergio siamo amici da moltissimi anni e prima de I tre volti del terrore avevamo scritto altre sceneggiature che purtroppo non sono per il momento andate in porto. Abbiamo allora deciso di fare un film che si potesse realizzare con un budget contenuto e così è nata l’idea di un horror a episodi che omaggiasse sicuramente Bava, fin dal titolo, ma anche i film della Amicus e della Hammer. E’ un horror “nostalgico”, per cinefili, che ci siamo divertiti a scrivere e poi a girare. Con Sergio mi trovo bene a lavorare perché siamo talmente diversi che alla fine diventiamo complementari! Le differenti vedute che abbiamo sulle varie idee che nascono in fase di scrittura sono stimolanti perché poi, alla fine, nasce l’idea giusta, quella che serviva.

9 – Cosa puoi dirci di Stivaletti, dal punto di vista del Genio del make-up, e di Stivaletti regista?

Sergio è il più importante effettista italiano ed è stato un autentico precursore nel campo degli effetti speciali animatronici e anche di quelli digitali. E’ animato da una voglia di andare sempre oltre, di conoscere e poter lavorare su nuovi effetti che possano arricchire il cinema fantastico. Lo apprezzo molto anche come regista e spero di scrivere tutti i suoi prossimi film!

10 – Dal 2005 sino al 2007 (anno della sua triste scomparsa), lavori anche per i film di Mattei. In che modo è nata questa nuova collaborazione? E che ricordi hai di Mattei?

Ho conosciuto Bruno Mattei diversi anni fa a un festival in provincia di Livorno che poi sarebbe diventato il Joe D’Amato Horror Fest. Mi sono semplicemente proposto e lui molto simpaticamente mi ha preso in considerazione. Ho lavorato molto con lui, sei film, anche come aiuto nelle Filippine dove si realizzavano: grande fatica e grande esperienza. Bruno era un uomo di notevole cultura, appassionato di storia e sempre pronto alla battuta e allo scherzo. Era stimolante lavorare insieme, in particolare quando abbiamo scritto L’isola dei morti viventi e Zombies the Beginning e anche The Jail.

11 – Nel 2009 con Luigi Pastore hai operato in molteplici ruoli : co-sceneggiatore, co-produttore e attore. Cosa puoi dirci di questa opera?

Conosco Luigi da parecchi anni e sapevo che era in grado di dirigere finalmente un film. Avevamo scritto insieme altre due sceneggiature, ma alla fine, come a volte accade, l’ultima che abbiamo scritto è stata poi la prima che abbiamo realizzato. Come una crisalide è un film indipendente, nel senso che l’abbiamo prodotto noi, investendo in prima persona. Sono molto soddisfatto del risultato finale perché Luigi ha dimostrato di possedere una notevole tecnica e idee innovative, anche dal punto di vista del montaggio. Oltre ad averlo scritto e coprodotto, sono anche tra gli interpreti, anche se in un primo momento il ruolo del serial killer doveva essere interpretato da un attore. Non mi considero un attore vero, perché al massimo ho fatto il figurante in film di registi amici come Argento o Brass, o nei film che ho scritto, ma Luigi ha insistito perché riteneva che ero in grado di farlo. La mia è una recitazione più che altro “fisica”, giocata appunto sul corpo, perché le mie battute avvengono fuori campo o in modo che comunque non mi si veda in faccia. Ho cercato di dare il massimo, di dare vita a un personaggio strano, quasi alieno, rifacendomi per le sue movenze al mostro di Frankenstein e al Michael Myers di Halloween.

12 – Nella tua carriera hai avuto occasione di lavorare con diversi registi, il cui nome è sinonimo di Maestria del Cinema di Genere Italiano. Con chi di loro ti sei trovato a più agio e perché?

E’ difficile rispondere a questa domanda perché in realtà mi sono trovato a mio agio con tutti. Oltre agli autori che abbiamo citato finora, ho lavorato con piacere anche con Michele Soavi, Ruggero Deodato, Luigi Cozzi, Antonio Bido. Ognuno di loro per me ha rappresentato un incontro diverso, ma accomunato dal medesimo desiderio di realizzare qualcosa insieme, di lavorare a un progetto comune a prescindere poi dal fatto che sia stato realizzato o meno.

13 – Oltre che di cinema, ti occupi anche di scrittura. La tua bibliografia è molto vasta. Il tuo ultimo lavoro è “Nero profondo” (2008) un’antologia di racconti thriller e horror. Cosa puoi dirci di questa raccolta?

E’ una raccolta di racconti scritti nel tempo, a partire dalla metà degli anni novanta. Sono racconti horror, thriller, gialli, fantascientifici, più un capitolo intitolato omaggi. Ho sentito l’esigenza di raccoglierli insieme e di farne un libro. In questo mi ha aiutato Alda Teodorani, che è stata la mia fidanzata per tanti anni, presentandomi l’editore Fabio Cardini di Cut Up e scrivendo anche l’introduzione al libro. Grazie Alda!

14 – Tra scrittore e sceneggiatore, quale, tra questi due ruoli prediligi e perché?

Sceneggiatore, senz’altro. Perché amo il cinema più di ogni altra cosa e per me è una grande gioia vedere trasposti sullo schermo quello che ho scritto, le mie idee. Una vera gratificazione per una fatica non indifferente come quella di scrivere un film. 

15 – Sondiamo un po’ i tuoi gusti: I tuoi romanzi preferiti e i tuoi film.

Questa è una domanda che mi spaventa! Potrei rispondere per pagine intere, ma mi limito al genere: Poe, Lovecraft, innanzitutto, poi King, Thomas Harris, James Ellroy, Sebastian Fitzek; tra gli italiani Scerbanenco, Luca Di Fulvio e naturalmente Alda Teodorani. Per il cinema Argento, l’Avati gotico, Mario e Lamberto Bava, Freda, Margheriti, il gotico e il thriller italiano, i registi con cui ho lavorato, primo fra tutti Fulci. E poi Hitchcock, Cronenberg, Carpenter, Romero, Lynch; tra i più recenti Pascal Laugier e Rob Zombie.

16 – Tra i lettori del sito vi sono diversi scrittori, musicisti, disegnatori, sceneggiatori e registi emergenti. Cosa consigli loro, al fine di poter inseguire e concretizzare il loro sogno?

Credere in quello che si ha dentro, in ciò che si fa, nelle proprie potenzialità. Questa è una cosa fondamentale. Se si è convinti dei propri progetti è poi più facile convincere gli altri. Non scoraggiarsi mai, lavorare e continuare sempre.

17 – Per concludere: hai progetti per il futuro?

Per ora ti dico solo che ho in lavorazione nuove sceneggiature per Stivaletti e per altri registi, tra cui il secondo film di Luigi Pastore.

 

SOGNIHORROR.COM

ringrazia Antonio Tentori per la sua preziosa disponibilità e collaborazione.

12/10/2009