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SOGNIHORROR.COM
Sognihorror.com ha
l'onore di presentarvi un grandissimo Maestro,
un compositore e artista unico. Facente parte di
una famiglia di artisti, Marco Werba, sembra
aver seguito le orme che lo portano nel mondo
dello spettacolo. Grazie a questa intervista,
cercheremo di capire cosa rappresenta la musica
per un film!
MARCO WERBA

marcowerba@gmail.com
www.celluloidtunes.net/marcowerba.htm
www.sonicbids.com/marcowerba
www.myspace.com/werba
www.myspace.com/colourfromthedarkmusic
www.myspace.com/giallosymphonicfilmscore
www.littlewhitelies.co.uk/interviews/marco-werba/
http://watchinghorrorfilmsfrombehindthecouch.blogspot.com/
http://fearzone.com/blog/tone-zone-giallo-2009-soundtrack
http://www.culturopoing.com/Musique/Marco+Werba+Giallo+Avant+premiere+-1817
http://www.facebook.com/l/;http://retroslashers.net/blog/dario-argentos-giallo-2009-exclusive-review/
- INTERVISTA -

MARCO WERBA
Apriamo
l’intervista con una classica domanda: chi è
Marco Werba?
Un
appassionato di cinema e di musica. Il primo
amore è stato il cinema. Mentre i miei coetanei
adolescenti giocavano con gli amici, io giravo
dei cortometraggi in Super 8, firmando con lo
pseudonimo Kronos Lindt. Uno di questi, “I Robot
assassini” fu presentato al “Festival
internazionale di Fantascienza” di Trieste. Se
non ricordo male era il 1980. Nonostante la
passione per il cinema non era nel mio destino
diventare un regista. Non escluderei però, in
futuro, di produrre o dirigere un film. Vedremo.
Se dovessi scegliere un personaggio per
realizzare un lungometraggio, opterei per Carlo
Gesualdo, principe di Venosa, un compositore che
uccise la moglie e l’amante e che scrisse dei
madrigali molto dissonanti e moderni.
Dopo aver
visto il film di fantascienza “Logan’s run” (“La
fuga di Logan”) di Michael Anderson, con le
musiche del Premio Oscar Jerry Goldsmith, mi
sono reso conto della forza emotiva che la
musica applicata alle immagini poteva avere. Da
quel momento ho capito che volevo diventare un
compositore di colonne sonore.
Il Maestro Marco
Werba fa parte di una famiglia di artisti: la
madre Nadia Werba è una regista e la sorella Amy
Werba un’attrice. Era destino che anche tu
diventassi una persona importante. Come e quando
è nata la tua carriera artistica?
Ho vissuto in
un ambiente artistico ma nessuno dei miei
parenti era musicista. Mio padre era un
giornalista e forse avrebbe voluto che seguissi
anch’io la carriera giornalistica. In effetti
per qualche anno ho scritto articoli su due
riviste estere, “Cinemascore” e “Soundtrack”,
dedicate al mondo delle colonne sonore. Questo
mi ha permesso di conoscere e intervistare
alcuni dei più importanti compositori di musiche
per film e di scoprire i loro percorsi
artistici.
In quale
occasione, per la prima volta hai realizzato una
colonna sonora? Puoi dirci cosa hai provato nel
vedere associate a delle immagini la tua musica?
La prima
musica che ho scritto era per la docu/fiction
francese “Cela s’appelle l’amour” di Marcel
Hanoun, sulla storia di Romeo e Giulietta. La
prima “vera” colonna sonora è stata quella di
“ZOO” di Cristina Comencini, per la quale ho
vinto il premio “Colonna Sonora - Opera prima”
dell’Ente dello Spettacolo. Sentire le mie
musiche insieme al film durante la proiezione in
sala è stata un’emozione unica. Cristina
Comencini è stata la prima persona che mi ha
dato fiducia. La collaborazione è stata molto
interessante e creativa. Purtroppo le nostre
strade si sono divise e non abbiamo più avuto
l’occasione di collaborare. Forse un giorno ci
ritroveremo e tornerà la voglia di lavorare
nuovamente insieme. “ZOO” è un film molto
poetico. Sono molto affezionato a questo
lavoro. Tra l’altro è il primo lungometraggio da
protagonista di Asia Argento. Mi sono recato
varie volte sul set per entrare nello spirito
del film e in quell’occasione ho fatto amicizia
con Asia. Ci siamo poi rivisti in qualche altra
occasione.
In che modo
componi una colonna sonora? Osservi le sequenze
del film e ti lasci influenzare dalle immagini,
oppure dai vita alla tua musica ispirandoti ad
altro?
L’ispirazione
viene sicuramente dalle immagini. Bisogna
modellare la musica in funzione delle varie
sequenze. Sincronizzare musica e immagini non è
semplice: è un lavoro di alta precisione. Quando
un film è in pre-produzione e le riprese non
sono iniziate, non essendoci ancora le immagini,
bisogna trovare ispirazione dalla trama e dai
personaggi descritti nella sceneggiatura. In
questo modo si possono iniziare a scrivere i
temi musicali del film. Però solo quando ci sarà
un primo montaggio si avrà la certezza che quei
temi musicali funzioneranno con le immagini e si
potranno poi sviluppare, ampliare e orchestrare.
Quanto tempo
occorre, in media, per realizzare una colonna
sonora?
Di solito si
hanno a disposizione tre o quattro settimane per
scrivere, orchestrare e sincronizzare la colonna
sonora di un film. Per “ZOO” ho avuto a
disposizione più tempo perché sono stato
coinvolto prima che iniziassero le riprese e ho
avuto la possibilità di pensare con calma ai
vari temi musicali. Nel film ci sono anche
momenti di suspense dove ho adoperato una musica
misteriosa, stile Debussy, alternata ai temi
melodici legati ai personaggi di Martina e
Ratti.
La colonna
sonora, per qualsiasi film, è uno degli elementi
più importanti. Forse quello fondamentale. Cosa
si prova ad avere questa responsabilità?
È una buona
domanda. La responsabilità è alta perché la
musica può aiutare o danneggiare un film. Alcuni
registi pensano che la colonna sonora sia un
“salvagente” e ne abusano. Troppa musica può
essere controproducente. Sono dell’avviso che
bisogna dosare e quindi valorizzare gli
interventi musicali. È importante rispettare i
dialoghi, gli effetti sonori ma anche i
“silenzi”. Questa importanza che la musica ha
nei confronti di un film non è però sentita dal
pubblico. Lo spettatore che assiste alla visione
di un film, quasi sempre è totalmente assorbito
dalle immagini e percepisce la musica solo come
emozione data dall’insieme dell’opera filmica
(immagini e suono). Non riesce a scindere i due
elementi.
In qualità di
compositore hai realizzato diverse opere
musicali per film di genere diverso. Esiste
anche per la musica, una regola, o qualcosa in
grado da differire una colonna sonora adatta un
film horror, piuttosto che una adatta a un
thriller? E se sì, ce ne vuoi parlare?
Ci sono i
cosiddetti stereotipi dei vari generi
cinematografici. Ad esempio per un film thriller
si usano gli archi con i tremoli o gli accordi
dissonanti (Il compositore di Hitchcock, era
riuscito a fare paura in “Psycho” usando solo
l’orchestra d’archi), per un film erotico, si
usa il sax, per una storia d’amore il pianoforte
e i violini… Gli stereotipi non sono sempre
negativi. Se usati con intelligenza e
personalità possono dare dei buoni risultati.
Fantascienza,
thriller e horror. Brevemente, cosa puoi dirci,
sotto l’aspetto musicale, di questi tre generi?
Sono generi
cinematografici nei quali la musica è molto
importante e diventa complice del regista nel
comunicare stati di tensione e nel trasportare
lo spettatore in mondi lontani. È proprio la
presenza del commento musicale a rendere più
reali quelle situazioni cosi estreme, deliranti.
Per i film horror ci sono due scuole di pensiero
musicali; la prima legata al compositore che ho
citato prima: Bernard Herrmann che ha
influenzato diverse generazioni di musicisti e
ha portato classe e stile nella musica thriller
orchestrale/sinfonica. La seconda scuola di
pensiero è legata alla musica di Mike Oldfield
dell’Esorcista (“Tubular Bells”), che ha
influenzato sia il regista/compositore John
Carpenter che i Goblin per le musiche di Dario
Argento. È curioso notare come in un film come
“Profondo Rosso”, convivano insieme le due
scuole di pensiero: le musiche di Giorgio
Gaslini appartengono alla prima scuola di
pensiero, quella dei Goblin alla seconda. Due
“universi sonori” totalmente diversi per una
stessa tipologia di film.
Capita spesso,
alla radio, o su cd, di ascoltare alcune musiche
che hanno fatto da colonna sonora a film che
sono diventati dei cult. Si tende ad associare
la colonna sonora a un film e non viceversa. Per
quale motivo?
Perché
ascoltando un CD si possono apprezzare le
musiche a prescindere dalle immagini per le
quali sono state scritte, e la memoria,
successivamente le ricolloca nel contesto del
film. Come ho già spiegato prima, durante la
visione del film, è difficile isolare l’elemento
sonoro da quello visivo. Per questo motivo la
colonna sonora, ascoltata separatamente, viene
poi associata al film per cui è stata scritta.
Esiste un genere
per il quale ti senti più portato?
Sì, amo il genere thriller, ma anche quello
drammatico in generale. Diciamo che amo il
dramma e l’horror collocati nella nostra epoca
ma anche nel passato. Ho scritto le musiche di
tre film in costume dove esistevano forti
componenti emotive e drammatiche: “Il Conte di
Melissa”, “Amore e libertà, Masaniello” e
“Anita”. Nel genere horror, ho lavorato con il
regista tedesco Timo Rose, per due film splatter
molto violenti: “Fearmakers” e “Beast”.
Quest’ultimo è un film su due lupi mannari che
combattono tra loro. Il tema principale di
“Beast” è stato inserito nel sito www.xlegion.it
e ha avuto esiti molto favorevoli. Con il
creatore del sito,Ivan Perciballi, abbiamo in
mente di collaborare su un progetto molto
interessante: una serie televisiva horror/gotica
ispirata a una frase della Bibbia: “Legio mihi
nomen est”: il mio nome è Legione, riferendosi
alla legione di demoni pronta a combattere nel
nome del male. Per questo progetto sto già
lavorando su un tema musicale sinfonico/corale
di grande effetto. Ho collaborato anche con il
regista Ivan Zuccon sulle musiche di “Colour
from the dark”, tratto dal racconto di Lovecraft
“Colour from outer space”. Per questo film ho
scritto solo alcuni temi ma la collaborazione è
stata molto interessante. Ivan, nonostante
avesse a disposizione un budget limitato, ha
realizzato un film horror di qualità che ha
ricevuto consensi positivi ovunque sia stato
presentato. Da pochi giorni il film è stato
distribuito in DVD in Francia e prossimamente in
Inghilterra. Ho collaborato con Giovanni
Pianigiani sulle musiche di “Darkness surrounds
Roberta”, un film low budget in cui la musica è
fondamentale nel creare l’atmosfera noir e
sostenere il clima di tensione presente
nell’arco del film. Di “Darkness surrounds
Roberta” è uscito il CD della colonna sonora su
etichetta “Hexacord”.
Recentemente hai
realizzato la colonna sonora dell’ultimo film
“Giallo” di Dario Argento. Puoi dirci, in breve,
in che modo è nata la vostra collaborazione?
Conosco Dario
da diversi anni, ma non avevamo mai avuto modo
di collaborare. L’occasione è arrivata quando il
produttore di “Giallo” cercava un compositore
che potesse sostituire Claudio Simonetti (che
avrebbe dovuto scrivere le musiche del film).
Sono stato scelto tra cinque candidati
selezionati dalla produzione e proposti a Dario
Argento. Lo stesso protagonista del film, il
Premio Oscar Adrien Brody, ha apprezzato il demo
musicale che avevo scritto per “Giallo”. Devo
dire che la collaborazione con Argento è stata
fantastica. Probabilmente la più soddisfacente
che abbia avuto finora, insieme a quelle con
Cristina Comencini e Aurelio Grimaldi. Dario mi
ha dato la sua fiducia e io ho cercato di
scrivere una musica orchestrale di qualità. Ho
dovuto lavorare con tempi molto stretti, ma alla
fine ce l’ho fatta! Ho preso l’aereo insieme a
Dario e siamo partiti per la Bulgaria, dove
un’orchestra sinfonica ci aspettava per eseguire
e incidere le musiche del film. Ho diretto
l’orchestra e ho avuto a disposizione un solo
giorno per incidere tutte le musiche! Con Dario
siamo ripartiti per Roma, dove abbiamo missato
le musiche in Dolby 5.1 presso lo studio “Forum
Music Village” con il tecnico audio Marco
Streccioni, che ha diversi anni di esperienza
nel campo delle colonne sonore.
Per i film di
Argento, prima di te ci sono stati diversi
artisti, quali i Goblin, Simonetti, Morricone e
altri. Per questo compito, riguardo al film
“Giallo”, ti sei sentito protagonista di una
particolare responsabilità?
Certo, non
solo a causa dei miei illustri predecessori, ma
anche perché sentivo una certa responsabilità
nello scrivere una musica che potesse piacere
sia ad Argento che ai produttori americani.
Quando ho chiamato Dario a Los Angeles, mentre
lui missava le musiche insieme ai dialoghi e
agli effetti sonori, mi ha detto che erano tutti
molto contenti delle musiche (incluso lui).
Questo mi ha dato molta soddisfazione. Il mio
desiderio adesso è di riuscire a collaborare con
altre produzioni statunitensi e penso che nel
2010 ci sarà questa opportunità. Amo i film
spettacolari, d’azione, thriller, horror,
fantascienza e qui in Italia ci sono davvero
poche occasioni di poter lavorare per questa
tipologia di film.
Sondando i gusti
di un musicista ti chiedo: compositori e opere
preferiti, registi e film preferiti, autori e
romanzi preferiti.
Amo
compositori come Bernard Herrmann (oltre alle
musiche dei film di Hitchcock, sono da segnalare
quelle di due film horror di Brian De Palma: “Le
due sorelle” e “Complesso di colpa”), John
Williams (anche qui vorrei segnalare la musica
di un film di Brian De Palma, “The Fury”), Jerry
Goldsmith (Premio Oscar per “Il presagio”), John
Barry, Christopher Young (specializzato nel
genere horror, sua è la bellissima musica di
“Drag me to hell” di Sam Raimi), Mario
Nascimbene, Nino Rota, Ennio Morricone, Pino
Donaggio, Georges Delerue, Philippe Sarde,
Alexandre Desplat, Francis Lai…I registi
preferiti sono diversi: Steven Spielberg, Brian
De Palma, Clint Eastwood, Patrice Leconte,
Sergio Leone, Giuseppe Tornatore, Dario Argento,
John Carpenter… Ho amato molto film di
fantascienza come “Logan’s run” (La fuga di
Logan) di Michael Anderson, “2022, I
sopravvissuti” di Richard Fleischer, “Predators”
di John Mc Tiernan, “La cosa” e “Fuga da New
York” di John Carpenter… Ho letto quasi tutti I
romanzi di Alberto Moravia. Ormai non ho più il
tempo di leggere…
Per concludere:
puoi anticiparci qualcosa sui progetti futuri?
Dovrei
scrivere le musiche di un film di
fantascienza/horror del giovane regista
statunitense Rick Vasquez “FEED”, che parlerà di
un virus che fuoriesce da un laboratorio del
Texas e che contamina gli esseri umani.
Probabilmente scriverò le musiche insieme a
Claudio Simonetti. Avremo a disposizione
un’orchestra e mescoleremo suoni campionati e
strumenti acustici. Sarà una collaborazione
interessante. Dovrei anche scrivere le musiche
di un film drammatico di Angelo Antonucci - con
cui ho già collaborato per il film in
costume“Amore e libertà, Masaniello” -, per la
prima volta scriverò la colonna sonora di una
commedia (“Alice non lo sa”) di Amodio e dovrei
anche collaborare con il regista Ugo Frosi sulle
musiche del film “Vexations”. Un thriller
drammatico ambientato nel mondo della musica
classica: Una competizione pianistica tra due
concertisti (un uomo italiano e una donna
asiatica) che diventa esasperata e pericolosa.
La sceneggiatura è molto bella. C’è infine il
progetto del quale avevo accennato prima: la
serie televisiva “Gotico/horror” che prende
spunto dalla frase “Legio mihi nomen est”, che
sarà prodotta il prossimo anno in collaborazione
con una società di produzione statunitense.
Potrebbe diventare una via di mezzo tra “Lost” e
“Il codice Da Vinci”. In ogni caso avrà a
disposizione un grosso budget. Il regista sarà
un nome noto, italiano o statunitense.





SOGNIHORROR.COM
ringrazia Marco Werba per la sua preziosa disponibilità
e collaborazione.
18/01/2010

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