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COME UN CLOWN A MEZZANOTTE

- di Simone Babini -

 

In silenzio, protetto dall'ombra fissava tutta quella gente che usciva dalla Chiesa. Ogni tanto lanciava un'occhiata verso il cielo. C'erano pochissime stelle. Si stava annuvolando. Le campane della grande Casa del Signore rintoccarono per dodici volte... il Natale era iniziato… e lui scosse la t

La sua sagoma si distingueva appena nell’ombra. Era alta forse quasi due metri, aveva il ventre gonfio e due protuberanze che si allungavano dalla testa, una verso il basso e l’altra verso la schiena.

Può apparire la descrizione di chissà quale essere grottesco, ma osservandolo da vicino e con un po’ più di luce, nessuno si sarebbe spaventato alla sua vista, anzi gli avrebbe probabilmente sorriso ed augurato un Buon Natale. Le sue sembianze erano infatti nient’altro se non quelle di un Babbo Natale qualsiasi, dalla lunga e folta barba bianca, corpulento e con il vestito rosso bordato di bianco, a dirla tutta forse più che altro niente di più dell’immagine stereotipata di un personaggio di fantasia, che ci arriva dalla pubblicità di una ben nota bevanda analcolica. Dopo il primo sorriso e l’immancabile augurio, però probabilmente ci si sarebbe chiesti, forse con una punta di sospetto, che cosa ci facesse nascosto lì nell’oscurità, ad osservare la gente che entrava in chiesa. Dopotutto la notte di Natale, quando tutta la gente va alla messa di mezzanotte, è un momento più che propizio per i topi d’appartamento e chi mai avrebbe sospettato di un simpatico Babbo Natale. Poi, oltre alle considerazioni razionali, sarebbe forse sorta quella strana sensazione che si ha di fronte ad un personaggio che normalmente suscita una grande allegria, ma che in un contesto inusuale può scatenare un certo senso d’inquietudine, come un clown a mezzanotte.

Quello strano Babbo Natale continuò ad osservare la gente entrare in quel luogo a lui proibito, con un senso di profondo disprezzo.

- Miserabili creature, tutte lì, buona parte delle quali senza una vera fede, a celebrare la sua nascita, come un gregge di pecore. E pensare che la data e perfino la stagione sono sbagliate…- borbottò tra sé e sé quell’essere.

Intanto il cielo si era completamente annuvolato e cominciò a nevicare copiosamente. Non che gli importassero le condizioni meteo, comunque…

Il Babbo Natale distolse lo sguardo dalla chiesa e lo rivolse apparentemente verso il vuoto.

- Non te l’aspettavi proprio la notte di Natale, vero? Ma dopotutto non cambia un granché. Sentiamo, che hai da dire a tua discolpa?- Babbo Natale non diede tempo al suo interlocutore invisibile di rispondere- No, non dire nulla , non me ne frega un cazzo, ne ho sentite di tutti i colori e miliardi, miliardi di miliardi di volte, a dir poco.

Alcuni inveiscono contro di me e non ne capisco proprio il motivo, visto che dal momento esatto in cui è scoccata la vostra scintilla d’esistenza, avete agito sempre e comunque liberamente. Certo non nascondo di avervi sempre consigliato qualcosa, ma stava sempre a voi decidere…

Sai, esisto da prima che il tempo cominciasse, se mi perdoni il gioco di parole, ma dopotutto non è certo colpa mia se tutti i vostri linguaggi sono così maledettamente limitati, come le vostre misere e presuntuose menti.

Che c’è? Non dici nulla? Non saresti il primo, sai.

Il suo misterioso interlocutore invisibile rimase ancora in silenzio per pochi istanti, poi chiese con voce balbettante:- Che… diavolo è successo? Che diavolo sta succedendo… chi sei?

Babbo Natale fece una grossa risata, proprio come quella che ci si sarebbe aspettata da un suo reale qualunque collega.

- Vengo per ognuno di voi, che ci crediate o no. Per quelli che scelgono liberamente di seguirmi intendo… Vi accolgo personalmente, gentile no? Quasi nessuno ricorda lì per lì- Babbo Natale emise un grosso sospiro, poi continuò- Un grosso blocco di neve è scivolato da un tetto, ha colpito un albero di Natale, il cui pesante vaso ha a sua volta colpito la tua testa, sfracellando il tuo disgustoso cervello. Un clamoroso colpo di sfiga, non c’è che dire- sentenziò Babbo Natale e poi  concluse:- Non conoscete né il giorno, né l’ora. Lo dimenticate troppo spesso.

- Vuoi dire che sono…- disse l’interlocutore visibile solo a Babbo Natale, che subito lo interruppe:- Già, proprio così- e sorrise.

Mi hanno immaginato e raffigurato in innumerevoli forme diverse, ma questa è la prima volta che assumo queste sembianze. Di volta in volta, quando faccio visita fisicamente in un certo mondo, assumo infatti la prima immagine che suscita più paura nella mente di un qualsiasi essere senziente, nel particolare istante della mia comparsa. Una sorta di estrazione a caso per intenderci. La persona in questione questa volta deve avere seri problemi personali con il Natale ovviamente…

 Sai, dicono in molti che ho poteri infiniti sulle cose, ma in realtà non posso interferire direttamente con questo mondo, in alcun modo. Guarda quel cane rognoso abbandonato, che si aggira qui intorno in cerca di cibo. Io non provo alcuna compassione, non sai quanto vorrei straziare il suo corpo e trascinarlo giù con me, ma non potrò mai fare né l’una, né l’altra cosa. Provo disgusto per ogni forma di ciò che voi chiamate vita, eppure non posso nemmeno schiacciare con la mia grossa scarpa nera una formica. Non mi ha concesso nemmeno questo… tu sai a chi mi riferisco, vero? E già, non hai mai creduto alla sua esistenza, ma ormai non fa più alcuna differenza. Hai scelto la tua strada, pensando che ciò che facevi non avrebbe avuto alcuna conseguenza, ma non è così che funziona. Alla fine tutto ciò che rimane di voi sono le vostre azioni e giunti al momento fatidico siete voi stessi a giudicarvi, è sempre stato così e sempre lo sarà. In realtà è tutto molto più complesso di quanto le vostre insignificanti menti potrebbero anche solo vagamente concepire, ma in sostanza io svolgo solo il mio sporco ed ingrato incarico nell’ordine delle cose, sono la necessaria parte oscura di tutto ciò che esiste, eppure sono l’essere più infamato di tutti gli universi. Ero tra gli Eletti, sai. Poi ho commesso un singolo ed imperdonabile errore… Lui è pronto a perdonare a chiunque, un numero infinito di volte,  Lui è la Misericordia, ma a me non ha perdonato quell’unico, singolo errore!- sbottò con rabbia il Babbo Natale - Ti sembra forse giusto?- chiese infine forse più a se stesso, che al suo interlocutore.

- Beh, io penso che…- cercò di dire il suo interlocutore, ma fu interrotto prima che potesse continuare.

- Lascia stare, non c’è nulla che tu possa dire per cambiare il tuo destino. Ma ora non indugiamo oltre, è giunto il momento che ti sprofondi con me nell’Abisso. Sarà la tua ultima dimora, al di fuori di tempo e spazio. Troverai un’infinità di persone ad accoglierti, da innumerevoli mondi diversi. Un esperienza emozionante, no? Potrei dirti che c’è di peggio, ma sarebbe una colossale balla- disse Babbo Natale, facendosi un’ultima grossa risata.

Poi smise di reagire alla luce del nostro mondo e divenne visibile solo al suo interlocutore, che non lo vide però più come Babbo Natale, ma solo nella sua vera Essenza, come solo Angeli, Demoni e dannati sono in grado di fare. Solo le prime due categorie sono però in grado di sostenere quella “vista”. L’interlocutore misterioso fu travolto dall’orrore, comprese il suo destino, al quale lui stesso si era condannato ed esplose in un grido di disperazione inconcepibile, che nessuno poteva udire, ma che non si sarebbe mai spento…

 

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biografia dell'autore

 

Mi chiamo Simone Babini e sono nato il 17/04/80. Vivo in un piccolo paese di nome Grondola, frazione del comune di Pontremoli, nella terra di Lunigiana, ricca di storia e tradizioni. Sono sempre stato affascinato dai generi fantascienza ed horror, più horror per quanto riguarda la letteratura, più fantascienza invece per quanto riguarda cinema e televisione. Sono un appassionato dei romanzi e racconti di Stephen King, ma sono anche affascinato dai racconti di Lovecraft, sicuramente uno dei migliori autori horror di sempre. Sono anche un appassionato di astronomia e scienze in generale e trovo molto interessanti alcune riviste e libri di divulgazione scientifica (consiglio a tutti “Il vagabondo delle scienze” di Isaac Asimov e “Dal Big Bang ai buchi neri” di Stephen Hawking, il più importante scienziato vivente, nonostante la sua gravissima malattia). Ho frequentato per alcuni anni il corso di laurea in chimica, che ho poi però dovuto abbandonare per motivi di salute, ora superati grazie al Cielo.

Ora collaboro con mio padre nella gestione di un distributore di benzina sull’autostrada. Da alcuni anni ho scoperto il piacere di scrivere brevi racconti di fantascienza e genere horror, senza alcuna pretesa ovviamente… A volte riverso nei racconti horror, le mie paure, i miei “demoni” si potrebbe dire.

Mi piace il contatto con la natura e durante il periodo primaverile ed estivo faccio escursioni in mountain bike sia lungo percorsi asfaltati, che sterrati.

Sono infine anche un grosso appassionato di videogames.