RECENSOGNI HORROR

 

 
   
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FILMARE LA MORTE

 

FILMARE LA MORTE

 

di As Chianese & Gordiano Lupi

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Casa editrice: Edizioni Il Foglio

Pagine: 236.

Prezzo: 12,00

 

 

RECENSIONE

 

Da grande appassionato di B-Movie, quale mi ritengo, mi è capitato di acquistare vari saggi – non moltissimi per la verità – dedicati ai registi di genere. Mai però, prima di oggi, ho recensito un libro che trattasse di queste tematiche. Ebbene, quale miglior debutto se non per un libro dedicato alla figura di uno dei miei registi preferiti, cioè Lucio Fulci?

Eccomi dunque qui a parlare di “Filmare la Morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci”, opera nata dall’attività di ricerca e di scrittura di due esperti, nonché appassionati del genere, quali As Chianese e Gordiano Lupi.

Premetto subito che si tratta di un libro che, a mio avviso, per essere gustato nel miglior modo possibile richiede una certa conoscenza dei film di Fulci, in generale, ma anche del “panorama mondiale” orrorifico. Chianese e Lupi infatti, nelle varie descrizioni, si lasciano (piacevolmente) prendere dalla loro passione per i b-movie e citano una grande quantità di film e di registi, facendo collegamenti e ponendo metri di paragone.

Devo dire che il sottoscritto, che solitamente è un polemico e si trova spesso in disaccordo con un certa critica, ha apprezzato in più punti l’opera e si è trovato spessissimo concorde con pensiero degli autori. In particolare, ho apprezzato l’atteggiamento il più possibile oggettivo che gli autori hanno cercato di imprimere al libro. Mi spiego meglio: quando si tratta di criticare aspramente un film, Lupi e Chianese non utilizzano tante sottigliezze e sottolineano tutto ciò che c’è da evidenziare, senza farsi influenzare dal cuore. Ne derivano così le aspre e condivisibili bocciature di film quali “Il Fantasma di Sodoma”, “Demonia”, “Zombi 3” e “Un gatto nel cervello”.

I due autori però, da amanti di un certo modo di fare cinema, non spendono parole dolci neppure nei confronti di alcuni loro colleghi, in modo particolare viene duramente attaccato il critico - nonché autore di racconti horror (ricordo il discreto “Il Volto di Aceldama” in Storie di Diavoli, ediz. Newton) - Domenico Cammarota

Ci troviamo quindi al cospetto di un saggio genuino, che non si preoccupa di fare diplomazia ma di esprimere opinioni senza fronzoli o ipocrisie.

Il libro si apre con un’esaustiva biografia di Fulci e con un’analisi delle caratteristiche del suo cinema de paura, prosegue, quindi, con un’incursione nel sottogenere “zombie movie” e con un capitolo dedicato alla figura del bambino nei film del regista romano.

Assai curioso e interessante (perché meno conosciuto ai molti) è il capitolo sul Fulci scrittore e sulle due antologie che il nostro dette alle stampe pochi anni prima di passare a nuova vita. Chianese e Lupi propongono le sinossi dei vari racconti presenti e riportano passaggi scritti dallo stesso Fulci.

Dopo questa prima parte che potremmo definire di portata generale, si passa alla presentazione specifica di tutti i film horror e thriller del regista. Per ognuno di essi viene proposta la scheda, un’ampia sintesi, nonché aneddoti, commenti e giudizi che, in più casi, diventano delle vere e proprie recensioni. Vengono, altresì, riportati i pareri dei più importati critici di cinema  d’autore (Morandini, Farinotti e Mereghetti: solitamente poco carini nei riguardi dei b-movie) e di settore (Tentori e Giusti).

Infine, in appendice sono proposti alcuni capitoli, a mo’ di extra, in cui si parla delle incursioni del “Fulci ormai thriller/horror dipendente” nel fantasy/sci-fi (“Conquest” e “I guerrieri dell’anno 2072”), nella commedia e nell’erotico (“Dracula di Brianza”, “La Pretora”, “Il Miele del Diavolo”). Personalmente, avrei gradito anche un capitolo dedicato alla trilogia western (“Le colt cantarono la morte”, “I Quattro dell’apocalisse” e “Sella d’argento”) e qualche parola in più sul gioiello noir “Luca, il contrabbandiere”, ma di ciò si ha solo un rapidissimo accenno nella prima parte.

Per quanto concerne confezione, scrittura ed editing del libro non ho notato niente da segnalare in negativo e pertanto non posso che esprimere un parere positivo.

Una piccola precisazione (o forse aggiornamento rispetto a quanto affermato dagli autori) che mi sento di segnalare è costituita dal fatto che i film “Il Fantasma di Sodoma” e “Quando Alice ruppe lo specchio” sono stati trasmessi in tv di recente sulle reti mediaset (non ricordo la data della loro prima proiezione, però lo posso dire con certezza visto che li avevo entrambi registrati).

In definitiva, siamo alle prese con un’opera che non ha nulla da invidiare ai libri di case editrici più conosciute e, senz’altro, si tratta di una piacevolissima lettura per gli amanti del genere.

Concludo la recensione dicendo che, se è vero che oltreoceano ci sono persone che vanno in giro con T-Shirt con impresso la scritta “Fulci Lives”, è vero che ci sono personaggi molto vicini a chi ha scritto questo articolo che se ne vanno in giro fischiettando i main theme di “Black Cat” e “Sella d’argento” al posto delle musiche delle canzoni del periodo. E chi vuol capire capisca…

 

Per gli interessati all’acquisto di “FILMARE LA MORTE – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci” segnalo il sito della casa editrice Ediz. Il foglio dove potrete ordinare una copia con il semplice invio di un’e-mail all’indirizzo che trovate riportato al seguente link:

www.ilfoglioletterario.it

 

 

recensione a cura di Matteo Mancini

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