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TWILIGHT

TWILIGHT
di
Stephenie Meyer
pag.
412- Fazi Editore € 16,50
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887625048.html
INCIPIT
Non avevo mai pensato seriamente alla mia
morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi avuta più di
un'occasione, ma di sicuro non l'avrei immaginata così.
Con il fiato sospeso, fissavo gli occhi
scuri del cacciatore, dall'altra parte della stanza stretta e lunga, e
lui ricambiava con uno sguardo garbato.
Era senz'altro una bella maniera di
morire, sacrificarmi per un'altra persona, qualcuno che amavo. Una
maniera nobile, anche. Conterà pur qualcosa.
Sapevo che se non fossi mai andata a Forks
non mi sarei trovata di fronte alla morte. Per quanto fossi
terrorizzata, però, non riuscivo a pentirmi di quella scelta. Se la vita
ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto
lamentarsi perché alla fine si conclude. Il cacciatore fece un sorriso
amichevole e si avvicinò con passo lento e sfrontato, pronto a uccidermi
TRAMA
Isabella Swann si trasferisce nella
piovosa cittadina di Forks per vivere insieme a suo padre. Il primo
giorno di scuola conosce Edward Cullen, un bellissimo ragazzo,
appartenente a una delle famiglie più importanti del luogo. Tra i due
nasce prima un'amicizia dapprima sospettosa, poi più intima, fino a
sfociare in una passione travolgente, ma ciò costringerà Isabella a
rischiare la vita, perché il suo fidanzato nasconde un terribile segreto
RECENSIONE
Proclamato come nuovo
fenomeno di costume a livello planetario, Twilight rappresenta la
classica operazione commerciale ben costruita, volta a trasformare un
lavoro mediocre in un'inarrestabile macchina di soldi. Di solito non
boccio un libro solo perché ha il destino di essere osannato dalla
massa, ma qui abbiamo un bel po' di cose che mi hanno fatto storcere il
naso e che alla fine mi hanno fatto pronunciare la frase: “Questo libro
non mi è piaciuto”.
Cominciamo.
Può una storia essere
considerata horror solo per la presenza di essere soprannaturali come i
vampiri?
Se la risposta è sì,
allora la Meyer ha fallito il suo obiettivo, perché non vi è traccia di
orrore e paura durante la lettura, fatta eccezione per le ultime trenta
pagina, in cui finalmente compare un vampiro lontano parente dei suoi
antenati che hanno fatto la fortuna del genere horror.
Se la risposta è no,
allora proseguiamo nell'analisi. Siamo di fronte al tentativo di narrare
una storia d'amore tra due ragazzi, delle loro paure, dei dubbi. Nulla
di male, anche se il copione è un po' banale: lei la classica ragazza
impacciata e timida, lui il bello senz'anima, diviso fra il suo lato
buono e la parte più cattiva nascosta nel profondo. Nulla di male, se
non fosse per un piccolo particolare: Edward è un vampiro. E qui casca
l'asino. Isabella, o come dice lei Bella, secondo me non ha tutte le
rotelle a posto, in quanto la scoperta della vera natura del suo amato
viene accettata come se si trattasse di un furto in un supermercato,
roba di tutti i giorni. Nessuna paura, tutto viene normalizzato in nome
dell'amore, ma la credibilità della storia va a farsi benedire. Potrei
continuare, ma non voglio annoiare ulteriormente chi sta leggendo queste
poche righe. Termino con una speranza che è più un'invocazione: ma
quando torneranno i buoni vecchi vampiri che uccidono, terrorizzano e
sono nemici giurati del genere umano?
VOTO:
4
recensione a cura di
Nanny Ranz
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