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Ossario

di
Kathy Reichs
Incipit
Dopo la cena di Pasqua
a base di purè, prosciutto e piselli, Charles “le Cowboy” Bellemare
sottrasse alla sorella una banconota da venti, guidò fino a Verdun,
entrò in una crack house e scomparve.
Quell’estate la crack
house fu venduta. Ma durante l’inverno i nuovi proprietari si accorsero
che il camino non tirava bene. Il 7 febbraio, un lunedì, il padrone di
casa decise di ripulire la canna fumaria e vi infilò il manico di un
rastrello. Una gamba essiccata cadde sulla cenere del focolare…
RECENSIONE
Thriller ben scritto. Scorrevole.
Intrigante. Molto particolareggiato. Dettagliato dal punto di vista
scientifico-antropologico. L’autrice, Kathy Reich, docente di
antropologia e antropologa forense presso l’ufficio di Patologia legale
del North Carolina, fa propri i casi della vita tracciando resoconti
patologici fin troppo dettagliati. Il romanzo, basato su scavi realmente
effettuati nel biennio ‘63-’64 nella Palestina sud-orientale, e sul
rinvenimento di ossa nella cosiddetta grotta 2001, nonché sulla recente
scoperta dell’ossario di San Giacomo, apre inquietanti prospettive
sull’esistenza di pseudo-verità già ampiamente affrontate in altri
romanzi (Il Codice da Vinci, in primis), sulla fine dei giorni di
Cristo. La trama, per quanto incredibile possa sembrare, fonda la sua
consistenza su fatti reali e documentati. Il tutto condito da un bel
pizzico di fantasia. Nel complesso la lettura risulta gradevole. Un po’
ampollosa nelle descrizioni particolareggiate degli esami autoptici
et similia. L’unica pecca di questo romanzo è l’affrettata
conclusione. Ci si sarebbe aspettato un finale diverso per un romanzo
dalla trama così contorta, surreale ma suggestiva allo stesso tempo. Nel
complesso un buon romanzo, un thriller da non perdere per chi è amante
del genere.
Voto 6
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Trama
Montreal. Quebec.
Canada.
Il corpo di un
presunto omicida viene rinvenuto nello sgabuzzino di una baita di
campagna. Sono trascorsi diversi giorni dalla morte dell’uomo e i gatti
hanno fatto scempio del lato sinistro del suo viso. L’antropologa
forense, Tempe Brennan, chiamata ad interpretare le lesioni rinvenute
sul corpo, riceve da uno sconosciuto la foto di uno scheletro. In un
inglese approssimativo, le lascia intendere che la chiave per la
risoluzione del caso sta tutta lì. Un criptico messaggio, vergato a
mano, le apre le porte di un mistero di portata internazionale. E senza
rendersene conto, Tempe si trova coinvolta in un enigma in grado di
sovvertire e riscrivere duemila anni di religione. Animata dalla
consueta perizia investigativa e coadiuvata dal detective Andrew Ryan e
dall’archeologo Jack Drum, Tempe accerta che le ossa ritratte nella foto
appartengono ad un insieme di resti rinvenuti negli anni ’60 in una
grotta nei pressi di Masada (ebraico, "fortezza"), luogo che conserva i
resti dell'ultima postazione tenuta dagli ebrei zeloti nella rivolta
contro la dominazione romana (66-73 d.C.). E proprio in quell’ossario,
la casuale scoperta di un sudario ripropone inquietanti interrogativi in
grado di sconvolgere le fondamenta del Cristianesimo. Davvero uno dei
sepolcri può essere veramente quello di Gesù? O si tratta semplicemente
di una complessa mistificazione ben architettata? Quando le risposte
stanno per emergere e le tessere di questo intrigato puzzle sembrano
incastrarsi a perfezione, le cose cominciano a complicarsi.
E l’avvenente Tempe,
disposta a scoprire l’incredibile verità, potrebbe pagare un prezzo
troppo alto. Anche la sua stessa vita.
Recensione a cura di
(Carmine Cantile)
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