|
PIC NIC SUL CIGLIO
DELLA STRADA

di
A. & B. Strugatzki
INCIPIT
Odio i libri scritti in prima persona. Mi
danno l'impressione che l'autore si ritenga un tipo più interessante
della media, uno le cui idee sulla vita, l'universo e tutto quanto
meritano almeno l'immortalità effimera della cellulosa. Non sono un
grande ecologista, ma in questi casi mi dico, evviva l'Amazzonia.
Non c'è niente di peggio , poi, dei libri
in prima persona con protagonisti giovani, diciamo tra i quindici e i
trent'anni. Di solito sono opera di gente che, non avendo nulla da
raccontare, tenta di trasfigurare una vita banale in qualcosa di
mitologico.
RECENSIONE
Opera assai importante nel panorama fantascientifico sovietico e
senz’altro mondiale. Uscita per la prima volta in Italia nel settembre
del 1982 - in un’antologia dedicata a romanzi sovietici intitolata “Noi
della Galassia” - probabilmente grazie all’adattamento cinematografico
del 1979 (sette anni dopo dall’uscita del romanzo) firmato dal maestro
Tarkovskij, ha beneficiato di altre due edizioni: un’edizione della
mitica collana Urania (col titolo “Stalker” n.1066) e una recente (del
2003) curata dalla Marcos y Marcos.
Occorre poi ricordare che tutt’ora il testo dei fratelli Strugatski
continua a essere fonte di ispirazione, come dimostra il videogioco
S.T.A.L.K.E.R. di fresca introduzione nel mercato italiano.
Il
romanzo è basato su un soggetto geniale e molto di genere, in
particolare è assai curiosa e interessante la teoria secondo la quale
l’inquinamento da parte di una razza superiore (nella specie gli alieni)
sia così in grado di sconvolgere un ambiente da cagionare fenomeni
apparentemente inspiegabili. Presenza di vari momenti altamente
suggestivi (tutti ambientati all’interno della Zona) con creature simili
a zombie che vagano tra le nebbie e improvvisi campi gravitazionali che
schiacciano i viandanti nel fango.
Se
il soggetto è geniale, lo sviluppo della storia è un po’ confusionario e
tutt’altro che lineare. Molteplici gli sbalzi temporali con capitoli
scritti al presente, altri in passato e una serie lunghissima di
personaggi che rischiano di smarrire il lettore. La sensazione è che il
soggetto sarebbe stato più indicato per un racconto piuttosto che per un
romanzo. Non convince neppure la traduzione in italiano (il riferimento
va all’edizione della Marcos y Marcos) con ripetizioni e termini
inappropriati inseriti a go go(tipo “mi garba”).
Insomma, nulla a che vedere con l’opera filosofica e assai profonda di
Tarkovskij (raro caso in cui un film surclassa la fonte di ispirazione
letteraria), ma comunque un testo che è bene leggere per chi ama un
certo genere di narrativa.
Voto: 6
_________________________________________________________________________________
Trama
Marmont, una cittadina
industriale come tante altre. Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa
è cambiato irreversibilmente. Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a
una natura splendida, si estende un territorio dalle caratteristiche
uniche. È la Zona: uno dei sei luoghi del mondo "visitati" dagli
extraterrestri. La Zona: un luogo magico e pericoloso, che pullula di
fenomeni sconvolgenti, di oggetti dalle qualità straordinarie. Come dopo
un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una galassia e
l'altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul prato.
"Avanzi" che hanno cambiato radicalmente leggi fisiche e natura di quei
luoghi. Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri sono
strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede prelibate
di studiosi e trafficanti. A Marmont è nata una nuova professione,
quella di "stalker". Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi
oggetti e li rivendono al miglior offerente.
Tenace "cercatore" dell'Istituto delle civiltà extraterrestri, Red
Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido,
fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a
temperature insostenibili. L'Eldorado sembra a un passo, in quel luogo
assoluto, ma non sono né la ricchezza, né il potere, né la verità che
premono a Roscio: è il brivido estremo della sfida, il desiderio di
"bucare" lo schermo del possibile che lo spingono a trasgredire le leggi
- fisiche e morali - di una comunità pavida e corrotta.
Questo romanzo è un gioiello della letteratura fantastica di tutti i
tempi: lo "Stalker" e la "Zona" sono diventati veri e propri archetipi.
Recensione a cura di
(Matteo Mancini
|