L A B E S T I A D E L G E V A U D A N

Lupo mannaro che seminò il terrore nella regione del Gevaudan, nella
Francia centro-meridionale. Dal luglio del 1764 l giugno 1767, una
coppia di lupi mangiatori di esseri umani dal colore singolare
aggredirono ed uccisero dalle 60 alle 100 persone o forse più nel
Gevaudan, causando panico su vasta scala. Molti temettero che le morti
fossero state causate da un solo lupo; altri ritennero che la creatura
fosse una tigre o una iena, o il risultato di un accoppiamento di una
tigre con una leonessa. Altri ancora pensavano che la Bestia fosse un
lupo mannaro. Un manifesto stampato nel 1764 descriveva così l'inusuale
Bestia:
"Marrone e rossiccia con una striscia scura ondulata lungo la schiena.
Assomiglia ad un lupo oppure a una iena, ma è grosso come un mulo. Ha le
grandi fauci sempre spalancate, sei artigli per zampa, orecchie
appuntite rivolte verso l'alto, e una coda flessuosa coperta di pelo,
mobile come quella di un gatto e in grado di scaraventarvi a terra. Il
suono che emette è simile al nitrito di un cavallo che all'ulto di un
lupo."
Montague Summers fornì la descrizione
che segue, basata su un articolo del London Magazine del 1765:
"Per mesi questo animale diffuse il
panico nell'intera regione della Linguadoca, e si dice che abbia
divorato più di cento persone. Non vennero assaliti solo viandanti
solitari, ma persino gruppi più consistenti che viaggiavano in carrozze
e armati. La cosa più formidabile erano i denti. Con la sua enorme coda
riusciva a sferrare dei forti colpi. Balzava in aria ad altezze paurose,
e correva con un'energia soprannaturale. Il puzzo di quell'essere
brutale era indescrivibile."
Re Luigi XV si interessò personalmente
della faccenda, dato che il panico poteva avere ripercussioni politiche.
L'area di Gevaudan era in realtà uno stato indipendente (fu annesso alla
Francia solo nel 1791), ed era carico di tensioni tra Ugonotti e
Gesuiti. Vennero promesse enormi ricompense per l'uccisione della
Bestia. Gruppi di cacciatori di lupi professionisti con tanto di cani si
sparpagliarono per le foreste. Numerosi distaccamenti di dragoni
affiancarono i cacciatori. Al culmine del panico, più di ventimila
uomini in diversi distretti parteciparono alla caccia. Secondo quanto
riferito, vennero uccisi oltre mille lupi. Uno dei mezzi più terribili
per uccidere la Bestia era l'uso esteso di veleno, sostenuto dal capo
dei cacciatori di lupi del re, M.Denneval. Ai cani venivano
somministrate dosi considerevoli di veleno e le loro carcasse avvelenate
venivano lasciate come esca per la Bestia. Invece, le carcasse
attiravano e uccidevano i cani domestici, gli animali delle fattorie e
altri quali volpi, conigli selvatici, lepri, e così via. L'avvelenamento
efine termine quando troppi cani domestici dei contadini morirono
avvelenati: la Bestia eluse tutti quegli sforzi. In una sola settimana,
nel giugno del 1765, quattro persone furono uccisee divorate: una donna,
un bambino di otto anni, una ragazza di quindici e un'altra persona. La
maggior parte delle vittime veniva mutilata e fatta a pezzi, alcuni
quali erano troppo piccoli per poter avere una degna sepoltura. Una
ragazza venne riconosciuta soltanto dagli occhi. I contadini si
convinsero che la Bestia doveva essere uno stregone che si trasformava
in lupo mannaro, e che non sarebbe mai stato preso. Un contadino affermò
di averlo visto e sentito parlare. Il terrore ebbe infine termine quando
il lupo maschio venne ucciso il 21 settembre 1766, femmina della coppia
nel giugno 1767. I lupi potevano anche essere degli incrocitra cani e
lupi. Erano eccezionalmente grandi per essere dei lupi, e avevano i
colori e i tratti del manto insoliti. Il film francese BROTHERHOOD OF
THE WOLF del 2001 è vagamente ispirato alla Bestia del Gevaudan.
I F I G L I D E L L A L U N A P I E N A

“Anche
un uomo puro di cuore,
che
recita ogni sera le sue preghiere,
può
diventare un lupo,
quando
l'aconito é in fiore e l
a luna
piena d'autunno splende luminosa"
Il lupo mannaro è uno dei miti più longevi del mondo orrorifero
mondiale.
Ma sbaglia chi pensa che esso sia solo una vuota figura inventata da
un qualche cineasta in qualche vecchia pellicola per far presa sul
pubblico.
Il mito del
Volkodlak
(vampiro nella lingua slovena, ma è un termine che caratterizza
anche il licantropo) si perde sin dagli albori della civiltà umana:
dal mito greco di Licaone, ai Romani, ai
Berseker
della tradizione nord europea...fino ad arrivare ai processi
dell’inquisizione, dove uomini e donne sono stati bruciati vivi sul
rogo per essere stati riconosciuti Licantropi.
Che sia una malattia mentale o una trasformazione che avviene
veramente per mezzo di una qualche potenza demoniaca, non è nel mio
interesse decretarlo. Quello che a me preme è rendere partecipi
tutti voi del fascino che questa figura racchiude: l’uomo lupo è,
insieme al vampiro, la figura demoniaca più popolare. Il suo
successo sta forse nel suo dualismo intrinseco, questa
contrapposizione tra uomo e bestia che può esser vista come l’eterno
dualismo che alberga nel cuore di tutti gli uomini, quello tra bene
e male. In questa concezione, il lupo può definirsi come la parte
animale che alberga in ognuno di noi, quella parte istintuale che,
in certe “notti di luna” soverchia la moralità dell’uomo,
tramutandolo in un demonio desideroso di carne umana.
***
In questa sezione cercherò di presentarvi questa figura così
onnipresente nell’immaginario collettivo, citandovi le leggende che
la riguardano, casi di licantropia documentati in varie regioni
dell’Europa, opere di letteratura, pellicole cinematografiche (la
filmografia sull’uomo lupo è inferiore a quella sui vampiri, ma non
meno interessante).
Spero che questo spazio colga la vostra attenzione.
E ricordate: guardatevi dalla luna!
F I L M O G R A F I A L I C A N T R O P I

La
filmografia sul Lupo Mannaro è seconda solamente a quella sul suo
“parente stretto”, il Vampiro. Ma ciò non significa che anche tra le
pellicole dedicate all’uomo lupo non vi siano grandissimi film. Questa
sarà una classificazione di quei film che il sottoscritto ritiene
“fondamentali” per una buona conoscenza della creatura in questione.
Passeremo da film straordinari (come L’Uomo Lupo del 1941) ad altri
minori di qualità ma non di meno interessanti.
-
Il
Segreto del Tibet
(1935).
Diretto da Stuart Walker. Uno scienziato inglese di nome Glendon si
reca in Tibet alla ricerca di una misteriosa pianta, la mariphasa
lupina lumina. Durante le sue ricerche viene morso da un lupo.
Ritornato a Londra, nelle notti di luna piena si trasforma in lupo
ed uccide diverse persone. Alla fine verrà ucciso dalla polizia.
-
L’Uomo
Lupo
(1941).
Film di George Waggner, viene considerato ancor oggi il capolavoro
inarrivabile del genere “licantropi”. Il film narra la storia di
Larry Talbot (interpretato da uno straordinario Lon Chaney jr.) che
fa ritorno nella casa del ricco padre. Si innamora di una giovane
donna, ed una sera la porta alla fiera degli zingari. Quella sera
Larry subisce l’attacco di un lupo mannaro (lo zingaro Bela,
interpretato da Bela Lugosi). Viene morso. Successivamente, nelle
notti di plenilunio, anche Larry subisce l’orrenda metamorfosi. Nel
finale sarà proprio suo padre ad ucciderlo con un bastone col pomo
d’argento.
-
Frankenstein contro L’uomo Lupo
(1943).
Regia Roy William Neill. Il licantropo Larry Talbot e la creatura di
Frankenstein, morti nei loro precedenti film, resuscitano per
scontrarsi in questo grande film.
-
House
of Frankenstein
(1944).
Diretto da Erle Kenton. In questo film, tutti i mostri portati alla
ribalta dalla Universal (Dracula, l’Uomo Lupo, la creatura di
Frankenstein) si scontrano in un film inferiore al precedente
Frankenstein contro l’Uomo Lupo, ma comunque è una pellicola
godibile.
-
I Was a Teenage Werewolf
(1957).
Film
diretto dalla regia di Gene Fowler jr., ebbe un grande successo.
Viene narrata la storia del dottor Alfred Brandon, psichiatra di una
università americana. Il suo scopo è di inventare un siero per far
tornare un essere umano alla stato primordiale. Inietta questo siero
in un giovane disturbato, Tony Rivers, che in seguto a questo
esperimento si trasforma in una belva assetata di sangue. Verrà poi
abbattuto dalla polizia dopo aver seminato morte e terrore nel
campus.
-
L’Implacabile Condanna
(1961).
Film di Terence Fisher ambientato nella Spagna del diciottesimo
secolo. Leon, un giovane nato da una povera sordomuta violentata, è
sin dall’infanzia segnato dalla maledizione della licantropia. Un
buon film, anche se non straordinario.
-
L’ululato
(Saga).
Gli anni settanta vedono una involuzione dei film sui Lupi Mannari.
La ripresa avviene nel 1981, con lo splendido film di Joe Dante.
Effetti speciali sorprendenti, una trama surreale (l’idea di una
comunità di licantropi nascosta nelle montagne dell’America è da
sottolineare). Una cronista stressata si reca col marito in questa
comunità maledetta. Lì i suoi incubi si trasformeranno in realtà. Il
film di Dante sarà seguito da una serie di altri sei film, tra i
quali mi preme segnalare il quinto capitolo, ambientato in un
vecchio castello ungherese. Gli altri sono consigliabili solo per i
veri appassionati.
-
Un Lupo
Mannaro Americano a Londra
(1981). Regia
di John Landis. A mio modesto parere, il miglior film
sull’argomento. Due ragazzi americani vengono assaliti nella
brughiera inglese da una belva enorme. Uno di loro viene fatto a
pezzi, mentre David viene solo ferito. Ricoverato in un ospedale di
Londra, si innamora di una bella infermiera che lo ospita. David
viene ossessionato dalle allucinazioni(?) del suo amico defunto che
gli dice che si trasformerà in un mostro nel primo plenilunio. Così
sarà. Dopo aver ucciso diverse persone, David viene ucciso a
Piccadilly Circus dalla polizia.
-
In
Compagnia dei Lupi
(1984).
Film di Neil Jordan. Una pellicola molto strana ma veramente
affascinante. Un opera carica di simbolismi, di erotismo accennato.
Una specie di storia di cappuccetto rosso infarcita da mandrie di
lupi… la licantropia è più suggerita che effettiva.
-
Unico
Indizio la Luna Piena
(1985).
Di Daniel Attias. Il piccolo Marty è invalido dalla cintola in giù.
Nella sua piccola cittadina avvengono degli omicidi cruenti. Il
colpevole è un licantropo bestiale… che alla fine si scoprirà essere
il reverendo della parrocchia della città. Marty, con sua sorella e
lo zio Red (interpretato da Gary Busey) riuscirà a fermare ilo
mostro sparandogli nell’occhio con una pallottola d’argento.
-
Wolf,
la Belva è Fuori
(1994).
Regia di Mike Nichols. Il film per me fu una grossa delusione. Il
protagonista è Jack Nicholson, e già questo doveva assicurare la
grandezza del film, che però rimane sempre in potenza e mai in
atto(citando Aristotele :p). Gli effetti speciali sono molto scarni,
il mostro in pratica è Jack Nicholson con le basette lunghe, gli
occhi gialli e le zanne. In sostanza è un buon film, ma lascia un
senso di insoddisfazione per qualcuno che vuol vedere un film sui
lupi mannari mostruosi che ululano alla luna.
-
Un Lupo
Mannaro Americano a Parigi
(1997).
Imparagonabile al capolavoro di Landis, è una piacevole commedia
iniettata di elementi orroriferi.
-
Dog
Soldiers
(2002).
Neil Marshall. Un gruppo di soldati si ritrova in una casa assediata
da enormi licantropi. Film non irresistibile, ma comunque si può
guardare piacevolmente… ma lo consiglio solo ai veri appassionati.
-
Licantropia
(Trilogia). I tre film di questa saga sono, a mio parere, di alto
livello. Due sorelle vengono infettate dal terribile morbo. Si passa
dal film ambientato in un forte americano nell’ottocento (il
migliore dei tre film) ai giorni nostri, dove le due ragazza tentano
di sconfiggere la malattia cono delle erbe di aconito.
-
Underworld
(Saga).
L’eterna lotta tra i Lycan e i Vampiri attraverso esperimenti
genetici, pistole, arti marziali. Sicuramente dei buoni film, ma la
figura dell’uomo lupo viene un po’ troppo appesantita da un
eccessivo uso della computer grafica. Il terzo capitolo della saga
sarà nei cinema nei primi mesi del 2009.
-
Van
Helsing
(2004).
Film d’azione con i vari mostri. Divertente, ma un po’ troppo
“americano”. I licantropi sono esagerati, più che lupi sembrano
orsi. Film di puro intrattenimento.
-
Cursed-Il Maleficio
(2005).
Regia di Wes Craven. Teen-movie con aggiunta di elementi horror. Non
male, ma lontano anni luce dai meravigliosi film della Universal.
Questi film
sono quelli che io considero fondamentali per prendere confidenza con la
figura del Lupo Mannaro. Alcuni vi piaceranno tantissimo, altri meno, ma
ciò che è importante è che riusciate a centrare il simbolismo nascosto
nella figura di questa affascinante creatura.
Buon
divertimento!
L I C A O N E
Il termine
Licantropia deriva dalla leggenda del mitico re della regione
dell’Arcadia, in Grecia, che divenne lupo mannaro per punizione divina.
Licaone era figlio di
Pelagso e padre di Callisto e di altri cinquanta figli. La storia del re
Licaone appare in diverse opere tra le quali le Metamorfosi di
Ovidio e le Georgiche di Virgilio.
Questo mito si rifà
all’antichissimo culto di Giove Liceo. Secondo questo culto, una
persona che avesse mangiato carne umana sarebbe stata trasformata in
lupo, trascorrendo dieci anni in questa forma animale. Il licantropo
avrebbe poi ritrovato la forma umana solo se non avesse più toccato
carne umana.
Secondo Ovidio, Giove
(afflitto per la morte di Giulio Cesare e per la malvagità umana)
discese dal Monte Olimpo ed entrò nella casa di Licaone. Dopo aver
affermato di essere un Dio, la gente si inchinò. Ma Licaone, invece, gli
rise in faccia. In seguito, Licaone uccise un ostaggio che gli era stato
mandato dal popolo dei Molossi, quindi fece cuocere le sue carni e le
fece preparare su di una tavola, come banchetto dedicato al Dio. Giove
si irò, e distrusse tutta la famiglia del re con fiamme vendicatrici.
Licaone fuggì in campagna, e così il Dio lo punì lanciandogli una
maledizione: lo fece diventare un lupo. Secondo Ovidio: Là egli emise
una serie di rumori e di ululati, ma tutti i suoi tentativi di parlare
furono vani. I suoi vestiti si mutarono in una massa di peli ispidi, le
sue braccia in zampe, e divenne un lupo. La sua natura selvaggia si
estrinsecò in fauci terribili, e da quel momento indirizzò il suo innato
piacere per le uccisioni contro le pecore. Però, anche allora,
continuava ad avere la mania di spargere il sangue. Ma, nonostante fosse
un lupo, mantenne alcune tracce del suo stato precedente alla
trasformazione. Il grigio dei suoi peli ero lo stesso dei capelli, il
suo muso mostrava la stessa violenza, i suoi occhi lampeggiavano come
prima, e presentava lo stesso aspetto feroce.
Giove decise di
distruggere l’intera razza umana e di sostituirla con un nuovo gruppo di
uomini di “origine miracolosa”. Esistono però differenti versioni della
leggenda:
·
I diabolici figli di Licaone uccisero
un loro fratello, Nyctimus, e con le sue carni prepararono una zuppa che
offrirono a Giove, il quale si era travestito da povero bracciante.
Irato, Giove uccise i diabolici figli del re con dei lampi di fuoco,
fece tornare in vita Nnyctimus e mutò Licaone in un lupo. Licaone soffrì
di una sete smodata per il sangue, e se ne andò in giro facendo strage
di animali;
·
Fu lo stesso Licaone a offrire la
carne di Nyctimus a Giove per vedere se era veramente un Dio.
Disgustato, Giove distrusse la terra con una inondazione. Si salvarono
solo due persone: Deucalione e sua moglie Pirra;
·
In una variante della seconda
versione, Licaone, sacerdote di Giove Liceo, sopravvisse
all’inondazione, ma tutti i suoi figli furono uccisi.
A CURA DI
Vincenzo Abate
Vincenzo Abate è nato a Cosenza il
16/06/1984. Studia Filosofia e Scienze Umane all’Università della
Calabria. Appassionato di Horror da sempre, ama autori come Stephen
King, H.P.Lovecraft, Edgar Alan Poe, Clive Barker, Bram Stoker. Ama i
vecchi film della Universal, della Hammer, le saghe come Venerdì 13,
Nightmare, Hellraiser, Howling, La Casa, i film di George Romero, di
John Carpenter, di Dario Argento, Lucio Fulci, Mario Bava, e tutti i
film (tranne rare eccezioni) su Dracula e i lupi mannari. Il suo sogno è
di diventare un romanziere horror.
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