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Intorno a
noi

C’è freddo, e nero e c’è tenebra che
copre
C’è pianto, lacrime, urla isteriche
C’è strada, da fare, verso l’alto,
verso il nulla
Un sorriso strappato
Un essere rinnegato
Le cime degli alberi, il cappuccio
della notte
Sentire, sulla pelle, dentro se stessi
Avere paura, e dare forma alle paure e
sentirle pesanti sulla spalle
La finestra senza luce
Foglie che danzano, neve che muore
C’è desolazione, e sguardi cupi
Una mano sul vetro, ma dentro non c’è
calore e non c’è riparo
La notte che urla, sbraita, ti chiama
e vive e aspetta
C’è qualcosa nel buio, negli angoli,
sotto le certezze
Le dita sul viso, contorni familiari,
un camino scoppiettante
Dov’è?
Dov’è che ti senti sicuro?
C’è silenzio, e la certezza che ci sia
una risposta e la rabbia perché sfugge
Un sogno, che si sveste, e sotto è un
incubo
Il sonno, che ti prende e dentro è
angoscia
C’è una figura che si mostra e
nell’ombra ti osserva
Sempre lei che si avvicina, sempre tu
che tremi
L’appiglio, a cui dai forme, a cui
corri con pensieri
C’è la luce, oh amata luce, dov’è che
sei?
C’è la luce, arriverà, giungerà,
Sarà acqua sullo sporco
Sarà bene sul male
Sarà l’appiglio, e il sorriso, sarà
svegliarsi sereno
Dormire sicuro
C’è il mare, e le onde e il verso
lontano di qualcosa
C’è il mondo, e gli scogli che
affrontano l’acqua salata
Terrore delle proprie paure
Ingigantirle
Mostrale per quello che non sono
C’è freddo, e tornerà
C’è strada e vento contro, e pallide
figure che ci aspettano al limitare della foresta
C’è il vespro e le sue ali e il suo
ansimare su di noi
C’è tutto questo… e forse niente!
C’è sempre qualcosa o qualcuno
Intorno a noi…
Poesia di
Francesco
Borrasso
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