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REGOLAMENTO

 

 

 

APPARENZE

 

Entrare nalla casa dei coniugi Harrison era come entrare in un mondo a se.

Quella abitazione risplendeva sempre come uno specchio, tutto era sempre in perfetto ordine, e si avvertiva un'armonia che raramente si trova di questi tempi nelle famiglie di tutto il mondo.

Questo pensava Christine, amica del cuore di Elisabeth Harrison, ogni qualvolta andava a farle visita.

Si erano conosciute a scuola ed avevano subito avuto un grande feeling.

Infatti George Harrison, il marito di Elisabeth, era il cugino di Christine.

Anche tra George e Christine c'era un rapporto fraterno, erano praticamente cresciuti insieme, avevano fatto tra loro le prime esperienze sessuali quando erano poco più che bambini...

George andò in giardino, Elisabeth in bagno, e Christine cominciò a curiosare per la casa. Ma notò subito che c'era qualcosa di surreale: tutte le cose erano sistemate in un ordine ossessivo, maniacale addirittura...

Christine si preoccupò un poco, salì le scale e notò la porta della stanza degli ospiti, almeno così la chiamavano i coniugi Harrison. Lei non l'aveva mai vista di dentro. Aprì la porta.

Quello che vide la turbò. una specie di scultura fatta da pezzi di carta, giornali, incollati fra loro con una sostanza viscida che aveva l'odore di... bile.

Non riuscì però a individuare cosa rappresentasse quella oscenità.

Pensò "Ma cosa diavolo è?".

"E' un totem" le rispose Elisabeth che evidentemente aveva la capacità di leggere nel pensiero. "E' un totem." ripetè George che era apparso dal nulla, o così parve a Chistine.

"E vogliamo che tu sia dei nostri, che tu faccia parte di noi." George ci sapeva fare con le parole, riusciva a penetrare nella mente degli altri con una facilità disarmente.

Elisabeth vide che Christine era terrorizzata, e cercò di persuaderla offrendole un bicchiere di un qualcosa che aveva l'aspetto del vino ma non ne aveva assolutamente l'odore. I coniugi Harrison riuscirono a farle bere quello strano intruglio. Doveva essere un allucinogeno, perchè Christine cominciò a barcollare e a dire "Com'è bello, mi sento bene." "Brava" esclamò George "Respira, respira cuginetta mia..." I coniugi Harrison cominciarono ad approfittarsi dello stato di Christine, George la sodomizzava mentre Elisabeth la leccava sulle labbra e sul seno. Christine volava con la mente, e se ne uscì con la frase che gli Harrison attendevano: "Voglio restare con voi per sempre, voglio far p-parte di v-v-voi... oh si... si... prendetemi... mangiatemi..."

Erano passati cinque giorni ormai, e di Christine nessuna notizia, tutta la cittadina era preoccupata per quella povera ragazza, che aveva avuto una infanzia difficile, che venne considerata una sbandata per gran parte dell'adolescenza...

La madre di Christine andò a trovare i coniugi Harrison.

"Quella ragazza era tutta la mia vita, non so cosa farei se le fosse successo qualcosa..." "Tranquilla." esclamò George "Ti prometto che la troveremo, non mi darò pace..." "Grazie, siete proprio due brave persone, magari fossero tutti come voi due.".

Mentre stava per andare la madre di Christine disse ad Elisabeth: "Che buon odore che viene dalla cucina... scommetto che oggi hai preparato qualcosa di veramente buono." "Oh si, veramente buono.". Richiuse la porta. Guardò il marito negli occhi, sogghignarono entrambi.

Nella pentola in cucina c'erano le interiora di Christine che stavano bollendo...

 

L'AUTORE DEL RACCONTO

 

Vincenzo Abate

Vincenzo è collaboratore del sito e si occupa della sezione dedicata ai Licantropi.

Per maggiori info cliccate sulla sua immagine.