[Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Interviste]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]  
  [Vampiri]|[Segnalazioni]|[e-Book]|[Chi siamo]|[Cortometraggi]|[Link]  
 
ELENCO CONTATTI  

IMPORTANTE

Per inviare il vostro materiale, proporre scambio banner o per semplici informazioni scrivete a :

info@sognihorror.com

leleopc@gmail.com

REGOLAMENTO

 

 

 

 

FUGGIRE

 

Si appoggiò ad un albero, nonostante sapesse benissimo che non poteva fermarsi, perché dava a loro del vantaggio, ma non ne poteva fare a meno, si sentiva troppo debole.

Il braccio continuava a sanguinare, uno di quei maledetti era riuscito a morderlo, un attimo di esitazione, forse di paura nell’ impugnare la pistola, ed era stato aggredito.

Con immenso sforzo continuò a camminare, quando fece il primo passo credette di perdere l’ equilibrio e cadere, regalando così altro terreno ai suoi inseguitori e questo non poteva permetterselo.

Edward si teneva il braccio sanguinante, nel tentativo di fermare l’ emorragia, ma questo compito gli comprometteva la velocità e l’ equilibrio.

O moriva dissanguato o moriva divorato.

Quei bastardi potevano essere ovunque, nascosti sulla chioma degli alberi in attesa di atterrarlo e finirlo, oppure erano accanto a lui senza che se ne accorgesse, sotto mentite spoglie.

Avere solo due occhi in quell’ occasione non era la cosa migliore.

Anche i vampiri che lo inseguivano avevano due occhi, ma loro godevano di una vista più sviluppata della sua di comune mortale.

Il braccio cominciava a dolere, Edward sentiva che dentro le sue carni qualcosa stava cambiando e si impossessava lentamente di lui e il tutto era partito da qual profondo morso.

Scavalcò a stento un grosso tronco, poco prima di inciamparci e capitombolare rovinosamente al suolo.

Si fermò e ascoltò.

Nessun suono, silenzio totale, eppure c’era qualcosa di strano, lo si capiva dal fatto che nessun uccello della foresta emanasse richiami e cinguettii.

Da un albero poco distante da lui, cadevano delle foglie e dei rametti si spezzavano, sulla sommità del vegetale.

Evento inusuale.

Ricominciò a correre, più che poteva, come riusciva, al limite delle sue forze, all’ estremità del dolore.

Alzò lo sguardo e vide un’ ombra nera saltare su un albero a diversi metri dal suolo, l’ atterraggio fece cadere altre foglie dall’ altro albero e spezzare dei rami, che caddero a terra a loro volta.

Gli erano alle costole.

Edward voleva girarsi indietro, per vedere quanti fossero, ma non poteva, messo com’era non ne aveva le forze, doveva spendere le sue ultime energie per fuggire.

Già la vedeva.

Vedeva il tetto della casupola tra la vegetazione.

Se fosse riuscito a raggiungerla sarebbe stato in salvo.

Le forze cominciavano ad abbandonarlo, i vampiri gli erano sempre più vicini e il braccio faceva sempre più male.

Uno di quegli esseri lo sfiorò con i suoi artigli, ferendogli superficialmente la spalla.

L’ ingresso della casa era lì a portata di mano, l’ aprì e chiuse la porta alle sue spalle, prima che potesse subire un altro assalto.

Ebbe poco tempo per riprendersi e tirare un sospiro di sollievo, che i suoi inseguitori cominciarono a devastare il suo rifugio dall’ esterno, per penetrare e terminare il lavoro che avevano iniziato.

Edward si sedette a terra, il braccio ferito abbandonato lungo il fianco, mentre con l’ altra mano stringeva la pistola.

Quel gioiellino, in confronto ai denti e agli artigli di quei mostri, impallidiva.

Il morso che aveva ricevuto avrebbe dato origine alla sua trasformazione, sarebbe diventato uno di loro.

Diede un ultimo sguardo al tetto del suo rifugio, ormai distrutto: una grande apertura era sul centro, dalla quale filtrava l’ accecante luce solare.

Quella fu l’ ultima immagine che vide, prima di portarsi la pistola alla tempia.

 

L'AUTORE DEL RACCONTO

Federica Rubini