L’ennesima scossa di terremoto aveva completamente distrutto
la parete della navata centrale. Piazza dei Miracoli, una
delle più belle opere dell’uomo, era stata semidistrutta dal
più forte dei terremoti mai avvenuti a Pisa. Ma,
incredibilmente, quello straordinario campanile pendente
aveva retto alle scosse. Questa avrebbe dovuto essere una
magnifica occasione, il caos e l’emergenza erano più che
propizi per me, ma non riuscivo a smettere di piangere e le
mie lacrime non erano per le tante vittime, ma solo per quel
magnifico luogo, violentato dalle forze della natura.
Odio
me stesso, quello che sono, non per mia scelta, ma per un
orribile scherzo del destino. Per sopravvivere ho bisogno di
sangue, costantemente ed in gran quantità. Ho provato più
volte a resistere alla “fame”, ma ho sempre fallito. Dopo
tre giorni di astinenza perdo oltre un terzo del mio peso
corporeo, tremo, la pelle diviene bianco latte ed inizio ad
urlare, incapace di resistere, al di là di ogni possibilità…
umana, mi verrebbe da dire. Una volta mi recai in uno STUDIO
DENTISTICO, per farmi togliere quelli che il dentista
considerò solo come una curiosa anomalia e che si rifiutò di
asportare, in quanto perfettamente sani. Me li tolsi da
solo, con una pinza, ma ricrebbero nell’arco di una sola
notte.
Quello
che più odio di me stesso è che come mie vittime devo
necessariamente scegliere i più deboli, come senzatetto e
prostitute, per non attirare troppo l’attenzione della gente
“normale”. Già m’immagino i titoli dei giornali altrimenti…
Un
giorno decisi che il suicidio era l’unica possibile
soluzione. Scelsi una notte senza luna e come luogo lo
scenario a me tanto caro della Piazza dei Miracoli. Riuscii
ad introdurmi nella torre, salii per la SCALA A CHIOCCIOLA
più veloce che potevo e giunto in cima ansimante, mi gettai
subito nel vuoto. La mia speranza durò solo pochi istanti.
Mi schiantai a terra, completamente illeso, scoprendo con
stupore e disperazione che sono immortale, almeno finché ci
sarà sangue umano disponibile ed al mondo ci sono miliardi
di umani “disponibili”.
Provai di tutto, un colpo di fucile alla testa, paletti di
frassino nel cuore, perfino una croce appuntita nel petto…
gran parte delle cose che si dicono sui vampiri sono
incredibili balle, normalmente ho perfino la pelle
abbronzata, cazzo!
Il
sangue animale non placa in alcun modo la mia fame e
comunque non voglio più uccidere.
Vagando la notte nelle campagne intorno alla città, ho avuto
all’improvviso un’idea, che forse funzionerà. Lo spero con
tutto il cuore, almeno. Ho trovato un pozzo abbandonato, in
un luogo abbastanza isolato e mi ci sono gettato dentro.
L’impatto con il fondo del pozzo non ha ovviamente prodotto
risultati, ma ora sono intrappolato, in questo luogo buio ed
umido e per quanto possa soffrire, per quanto possa essere
forte la mia fame, non potrò uscire da questo posto. Vi
posso infatti assicurare che anche quella dei pipistrelli è
una grossa balla. Ora so quel che mi aspetta, una
sofferenza, un dolore atroce ed insopportabile, ma spero di
trovare infine l’agognata morte, poi, la pace eterna o
l’oblio non importa, basta che tutto finalmente finisca.-
Alcuni
giorni dopo, un giovane fu attirato al pozzo da grida
strazianti e telefonò subito al 113. Nonostante il periodo
d’emergenza, i soccorsi arrivarono presto, ma non trovarono
nulla nel pozzo.
La
notte seguente, un piccolo pipistrello uscì da un anfratto
della parete del pozzo e volò lontano, sopra la città
semidistrutta di Pisa, sopra i tanti sfollati, affamato, ma
non d’insetti…