-
Kathy,
seduta sul divano, osservava ora Willard, ora Sanderson: si
chiese se davvero avrebbero potuto aiutarla, dal momento che
uno sembrava un drogato e l’altro un imbecille.
-
Allora, signorina – disse Willard, con la voce arrochita
dalle troppe Lucky Strike fumate – prima di discutere il suo
caso sarebbe
bene fare chiarezza sulla nostra parcella: 220 sterline al
giorno più le spese.
- Se
non ha i soldi – aggiunse Sanderson – può anche pagarci in
natura.
Willard si girò lentamente verso il suo socio, che
continuava ad ammirare le gambe lunghe della loro cliente.
-
Sanderson?
- Si?
- Sei
un idiota – disse Willard, dandogli uno schiaffo sulla
pelata.
-
Scusi il mio collega, signorina. L’astinenza fa dire cose
spiacevoli.
- Ehi
– protestò Sanderson – io non sono in ast…
Altro
schiaffo sulla pelata. Kathy si mise una mano sul viso,
pentendosi di aver dato retta all’annuncio sul giornale.
Willard&Sanderson, investigatori del soprannaturale
– recitava la pubblicità - Si assicurano professionalità
e risultati.
Astenersi perditempo.
-
Forse è meglio che vada via, è stato un errore venire qui.
- La
prego, signorina, non si faccia fuorviare dalle apparenze –
disse Willard.
Kathy
dovette fare un grosso sforzo per non farsi fuorviare.
Sanderson continuava a sbavare mentre la guardava e Willard tossiva
fumando l’ennesima sigaretta.
- Va
bene – concesse alla fine – I soldi non sono un problema, ma
li avrete solo a caso risolto.
Willard sembrava sollevato, mostrando un sorriso a
quarantasei denti. Non altrettanto Sanderson, che
evidentemente
preferiva di
gran lunga il pagamento in natura. Willard si
alzò dalla sedia e spense la Lucky Strike nel posacenere a
forma di teschio,
quindi ne
sfilò un’altra dal pacchetto e l’accese.
-
Molto bene, signorina Kathy, affare fatto. Adesso può
esporci il suo caso. Mi raccomando, cerchi di spiegare in
maniera
dettagliata
e risponda con chiarezza alle eventuali domande
che le farò.
Kathy
annuì. Si sentiva un po’ in imbarazzo a dover spiegare
quello che stava succedendo a casa sua, ma, d’altronde, se non
le
credevano nemmeno questi due, a chi poteva rivolgersi?
-
Abito in un piccolo appartamento, nei pressi di Piccadilly –
esordì - L’ho comprato con i miei risparmi circa due mesi fa ed
ero
contentissima. Finchè…
-
Finchè? – la incalzò Willard.
-
Finchè non sono iniziate a succedere cose strane.
- Ha
un dio sumero nel frigorifero? – chiese Sanderson,
sghignazzando. Questa volta, Willard gli diede un pugno in
testa al posto
del
solito schiaffo. Sanderson si azzittì, tenendosi il capo
con entrambe le mani.
-
Quali cose, Kathy? – chiese gentilmente Willard.
-
Oggetti che si spostano, rumori strani, elettrodomestici che
si accendono da soli. Cose così…e io ho molta paura.
Willard pensò subito a un poltergeist. In quel caso c’era
ben poco da fare, se non aspettare che il fenomeno si
risolvesse da
solo.
Tuttavia cercò di indagare meglio sulle possibili
cause scatenanti.
- Mi
dica, signorina, in quali momenti accadono queste cose?
Prevalentemente di pomeriggio, mattina, sera?
- Di
solito sempre la sera – rispose Kathy – Ma non so se accada
anche durante il giorno, dato che sono via per lavoro almeno
fino
alle 19. Però il sabato e la domenica, che sono a casa,
non è quasi mai capitato durante la mattina o il
pomeriggio. Sempre la sera.
- Va
bene. Lei può farsi ospitare da qualcuno per qualche giorno,
Kathy? Vorrei indagare a casa sua, con lei assente.
Naturalmente può portare via le cose che vuole.
-
Posso andare da una mia amica, non è un problema.
-
Molto bene – concluse Willard – Appena sarà pronta ci farà
avere le chiavi del suo appartamento.
In
seguito la terremo aggiornata sull’indagine.
*
L’appartamento era piccolo ma accogliente. Sanderson posò i
due borsoni a terra e si guardò intorno.
- Ehi
Willard – disse – Davvero dobbiamo stare qui per qualche
giorno?
-
Elementare, idiota. Altrimenti come facciamo a investigare?
-
Credi davvero che ci sia un poltergeist?
Sanderson finì appena di parlare che le luci del salottino
si spensero e si riaccesero.
- Oh,
cazzo!!
- Stai
buono, Sanderson! Non facciamoci prendere dal panico.
Rimasero in attesa per qualche altro minuto, poi un piatto
che era sul tavolo si librò in volo. Levitò per qualche
istante, quindi
andò in
frantumi.
-
Spero proprio che non fosse del servizio buono – disse
Sanderson.
Continuò a guardare i cocci sparsi per terra, senza curarsi
del solito schiaffo da parte di Willard.
*
I due
investigatori erano nell’appartamento ormai da quattro
giorni. Gli strani fenomeni non solo erano continuati, ma
avevano anche
aumentato la loro intensità. L’appartamento sembrava un
campo di battaglia, con lampadine saltate, armadietti con le ante
aperte,
libri sparsi a terra insieme a quadri e oggetti
vari. Willard si sentiva però vicino alla soluzione del
caso.
La
sera di quel quarto giorno le sue teorie furono rafforzate
quando telefonò a Kathy. La ragazza, non nascondendo stupore per
la
strana domanda che Willard le aveva rivolto, aveva
risposto, confermando all’investigatore che era sulla buona
strada.
Willard
le promise che se fosse andato tutto bene, la questione si
sarebbe risolta in un paio di giorni. Kathy lo ringraziò, poi si
congedarono.
-
Allegro, Sanderson – disse Willard, schiaffeggiando il suo
socio – Ho appena parlato con Kathy. Se la mia teoria è
giusta, ce ne
andremo di qui molto presto. Sanderson farfugliò qualcosa,
continuando a masticare il suo sandwich.
- Come
hai detto?
Sanderson ingoiò il boccone a fatica.
- Ho
detto: non sapevo che avessi una teoria.
- In
questi giorni ho notato una cosa e mi è scattata una pulce
nell’orecchio. Sai cos’è una persona focale?
Sanderson scosse il capo.
-
Ovvio che non lo sai, imbecille, non hai mai studiato i
libri che ti ho detto di studiare. E vedi di cominciare a
farlo, sono
importanti
per il nostro lavoro.
- Ad
ogni modo – continuò Willard – una persona focale è
un individuo che gli parapsicologi ritengono in grado di
scatenare
episodi di
poltergeist. Mi segui?
-
Credo di no…
- In
pratica, alcune persone hanno poteri psichici latenti, che
si scatenano a volte a loro insaputa, in condizioni di
particolare stress.
Hai mai notato quel ragazzino che abita
nell’appartamento di fronte?
-
Quello con la faccia ricoperta di brufoli?
-
Esatto. Penso che il mostriciattolo abbia una cotta per
Kathy. Lei stessa, quando gliel’ho chiesto, mi ha confermato
che è
possibile.
Ricapitolando: il nostro adolescente è in piena
tempesta ormonale e vorrebbe scoparsela, a lei questa cosa
non passa
nemmeno per
l’anticamera del cervello, di conseguenza lui è
frustrato. E quando lui è sotto stress (a
quanto pare, principalmente la sera, visto che
di giorno è a
scuola) inconsciamente scatena gli episodi di poltergeist.
- Ma
sei sicuro, Willard? Potrebbe anche essere così, ma non puoi
esserne certo. E poi non vedo proprio come si può
risolvere la cosa.
Sanderson si buscò un altro schiaffo in testa.
- Tu
non vedi perché sei un idiota. Ho in mente un piccolo
esperimento, se funziona siamo a cavallo.
Detto
questo, Willard andò a prendere l’elenco telefonico. Trovato
il nominativo che gli interessava, andò in salotto a telefonare.
*
Kathy
si mise le mani nei capelli quando, due giorni dopo, rientrò
nel suo appartamento. Sembrava che ci fosse stata
un’invasione di
barbari. Sconsolata, maledisse i due
investigatori, giurando che li avrebbe denunciati se gli
strani fenomeni
fossero continuati
nonostante le rassicurazioni di Willard.
-
Tutto a posto, signorina Kathy. Il caso è risolto e lei
potrà tornare già domani a casa sua. Tra qualche giorno
riceverà la nostra
parcella.
-
Davvero? Non succedono più quelle…cose?
- Stia
tranquilla, non succederà più niente, glielo assicuro.
Meglio
per lui se non succedono,
pensò la ragazza, o gliela faccio pagare cara.
*
- Ho
appena parlato con Kathy, Sanderson. Non la finiva più di
ringraziarmi.
-
Allora è davvero tutto finito.
- Così
pare. Il mio espediente ha avuto successo.
Sanderson si grattò la pelata.
- Ma
ha già ricevuto la nostra parcella?
- Non
ancora, ma le ho comunicato la cifra e ha detto che sarà ben
contenta di pagare. Mi spiace solo che dovrà sborsare altri
soldi
per riaggiustare l’appartamento.
- Però
ora toglimi una curiosità.
-
Quale?
- Che
diavolo di espediente hai usato? A chi hai telefonato quel
giorno, dopo che mi avevi spiegato la tua teoria?
Quando
Willard glielo disse, scoppiarono entrambi a ridere, con le
lacrime agli occhi.
*
Quando
Kathy ricevette per posta la parcella dei due investigatori,
notò con piacere che la cifra era in effetti quella
comunicatole per
telefono da Willard. Rimase però
sconcertata quando lesse le voci nella nota spese:
·
Numero
6 (sei) giorni di lavoro: £ 1320
·
Spese
per il cibo per giorni 6 (sei): £ 134
·
Affitto prostituta per giorni 2 (due): £ 340
·
Totale
parcella: £ 1794
Cordiali saluti,
Willard&Sanderson
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