SOGNI HORROR

 
   
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 AUTORI PUBBLICATI

 

 Emanuele Mattana

  1. La Voce Nella Notte
  2. Vigilanza Notturna
  3. Un Gran Brutto Natale
  4. Per Amore Dei Figli

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Gabriele Lattanzio

  1. Il Primo Caso Di Willard & Sanderson

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Marco Milani

  1. Notte Chiara

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Andrea Laprovitera

  1. Il Mio Nemico

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Simone Corà

  1. Luciano E Il Fantasma

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Giacomo Ilacqua

  1. Terrore A New York

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Andrea Carbone

  1. Per Sempre

 

 

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LUCIANO E IL FANTASMA

*

PER AMORE DEI FIGLI

*

TERRORE A NEW YORK

*

PER SEMPRE

*

OCCHI DALL'IGNOTO

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 IL PRIMO CASO DI WILLARD E SANDERSON

 

 
 

 

 

Kathy, seduta sul divano, osservava ora Willard, ora Sanderson: si chiese se davvero avrebbero potuto aiutarla, dal momento che

uno sembrava un drogato e l’altro un imbecille.

- Allora, signorina – disse Willard, con la voce arrochita dalle troppe Lucky Strike fumate – prima di discutere il suo caso sarebbe

bene fare chiarezza sulla nostra parcella: 220 sterline al giorno più le spese.

- Se non ha i soldi – aggiunse Sanderson – può anche pagarci in natura.

Willard si girò lentamente verso il suo socio, che continuava ad ammirare le gambe lunghe della loro cliente.

- Sanderson?

- Si?

- Sei un idiota – disse Willard, dandogli uno schiaffo sulla pelata.

- Scusi il mio collega, signorina. L’astinenza fa dire cose spiacevoli.

- Ehi – protestò Sanderson – io non sono in ast…

Altro schiaffo sulla pelata. Kathy si mise una mano sul viso, pentendosi di aver dato retta all’annuncio sul giornale.

Willard&Sanderson, investigatori del soprannaturale – recitava la pubblicità -  Si assicurano professionalità e risultati.

Astenersi perditempo.

- Forse è meglio che vada via, è stato un errore venire qui.

- La prego, signorina, non si faccia fuorviare dalle apparenze – disse Willard.

Kathy dovette fare un grosso sforzo per non farsi fuorviare. Sanderson continuava a sbavare mentre la guardava e Willard tossiva

fumando l’ennesima sigaretta.

- Va bene – concesse alla fine – I soldi non sono un problema, ma li avrete solo a caso risolto.

Willard sembrava sollevato, mostrando un sorriso a quarantasei denti. Non altrettanto Sanderson, che evidentemente  preferiva di

gran lunga il pagamento in natura. Willard si alzò dalla sedia e spense la Lucky Strike nel posacenere a forma di teschio, quindi ne

sfilò un’altra dal pacchetto e l’accese.

- Molto bene, signorina Kathy, affare fatto. Adesso può esporci il suo caso. Mi raccomando, cerchi di spiegare in maniera dettagliata

e risponda con chiarezza alle eventuali domande che le farò.

Kathy annuì. Si sentiva un po’ in imbarazzo a dover spiegare quello che stava succedendo a casa sua, ma, d’altronde, se non le

credevano nemmeno questi due, a chi poteva rivolgersi?

- Abito in un piccolo appartamento, nei pressi di Piccadilly – esordì -  L’ho comprato con i miei risparmi circa due mesi fa ed ero

contentissima. Finchè…

- Finchè? – la incalzò Willard.

- Finchè non sono iniziate a succedere cose strane.

- Ha un dio sumero nel frigorifero? – chiese Sanderson, sghignazzando. Questa volta, Willard gli diede un pugno in testa al posto del

solito schiaffo. Sanderson si azzittì, tenendosi il capo con entrambe le mani.

- Quali cose, Kathy? – chiese gentilmente Willard.

- Oggetti che si spostano, rumori strani, elettrodomestici che si accendono da soli. Cose così…e io ho molta paura.

Willard pensò subito a un poltergeist. In quel caso c’era ben poco da fare, se non aspettare che il fenomeno si risolvesse da solo.

Tuttavia cercò di indagare meglio sulle possibili cause scatenanti.

- Mi dica, signorina, in quali momenti accadono queste cose? Prevalentemente di pomeriggio, mattina, sera?

- Di solito sempre la sera – rispose Kathy – Ma non so se accada anche durante il giorno, dato che sono via per lavoro almeno fino

alle 19. Però il sabato e la domenica, che sono a casa, non è quasi mai capitato durante la mattina o il pomeriggio. Sempre la sera.

- Va bene. Lei può farsi ospitare da qualcuno per qualche giorno, Kathy? Vorrei indagare a casa sua, con lei assente.

Naturalmente può portare via le cose che vuole.

- Posso andare da una mia amica, non è un problema.

- Molto bene – concluse Willard – Appena sarà pronta ci farà avere le chiavi del suo appartamento.

In seguito la terremo aggiornata sull’indagine.

 

*

 

L’appartamento era piccolo ma accogliente. Sanderson posò i due borsoni a terra e si guardò intorno.

- Ehi Willard – disse – Davvero dobbiamo stare qui per qualche giorno?

- Elementare, idiota. Altrimenti come facciamo a investigare?

- Credi davvero che ci sia un poltergeist?

Sanderson finì appena di parlare che le luci del salottino si spensero e si riaccesero.

- Oh, cazzo!!

- Stai buono, Sanderson! Non facciamoci prendere dal panico.

Rimasero in attesa per qualche altro minuto, poi un piatto che era sul tavolo si librò in volo. Levitò per qualche istante, quindi andò in

frantumi.

- Spero proprio che non fosse del servizio buono – disse Sanderson.

Continuò a guardare i cocci sparsi per terra, senza curarsi del solito schiaffo da parte di Willard.

 

*

 

I due investigatori erano nell’appartamento ormai da quattro giorni. Gli strani fenomeni non solo erano continuati, ma avevano anche

aumentato la loro intensità. L’appartamento sembrava un campo di battaglia, con lampadine saltate, armadietti con le ante aperte,

libri sparsi a terra insieme a quadri e oggetti vari. Willard si sentiva però vicino alla soluzione del caso.

La sera di quel quarto giorno le sue teorie furono rafforzate quando telefonò a Kathy. La ragazza, non nascondendo stupore per la

strana domanda che Willard le aveva rivolto, aveva risposto, confermando all’investigatore che era sulla buona strada.

Willard le promise che se fosse andato tutto bene, la questione si sarebbe risolta in un paio di giorni. Kathy lo ringraziò, poi si

congedarono.

-  Allegro, Sanderson – disse Willard, schiaffeggiando il suo socio – Ho appena parlato con Kathy. Se la mia teoria è giusta, ce ne

andremo di qui molto presto. Sanderson farfugliò qualcosa, continuando a masticare il suo sandwich.

- Come hai detto?

Sanderson ingoiò il boccone a fatica.

- Ho detto: non sapevo che avessi una teoria.

- In questi giorni ho notato una cosa e mi è scattata una pulce nell’orecchio. Sai cos’è una persona focale?

Sanderson scosse il capo.

- Ovvio che non lo sai, imbecille, non hai mai studiato i libri che ti ho detto di studiare. E vedi di cominciare a farlo, sono importanti

per il nostro lavoro.

- Ad ogni modo – continuò Willard – una persona focale è un individuo che gli parapsicologi ritengono in grado di scatenare episodi di

poltergeist. Mi segui?

- Credo di no…

- In pratica, alcune persone hanno poteri psichici latenti, che si scatenano a volte a loro insaputa, in condizioni di  particolare stress.

Hai mai notato quel ragazzino che abita nell’appartamento di fronte?

- Quello con la faccia ricoperta di brufoli?

- Esatto. Penso che il mostriciattolo abbia una cotta per Kathy. Lei stessa, quando gliel’ho chiesto, mi ha confermato che è possibile.

Ricapitolando: il nostro adolescente è in piena tempesta ormonale e vorrebbe scoparsela, a lei questa cosa non passa nemmeno per

l’anticamera del cervello, di conseguenza lui è frustrato. E quando lui è sotto stress (a quanto pare, principalmente la sera, visto che

di giorno è a scuola) inconsciamente scatena gli episodi di poltergeist.

- Ma sei sicuro, Willard? Potrebbe anche essere così, ma non puoi esserne certo. E poi non vedo proprio come si può risolvere la cosa.

Sanderson si buscò un altro schiaffo in testa.

- Tu non vedi perché sei un idiota. Ho in mente un piccolo esperimento, se funziona siamo a cavallo.

Detto questo, Willard andò a prendere l’elenco telefonico. Trovato il nominativo che gli interessava, andò in salotto a telefonare.

 

*

 

Kathy si mise le mani nei capelli quando, due giorni dopo, rientrò nel suo appartamento. Sembrava che ci fosse stata un’invasione di

barbari. Sconsolata, maledisse i due investigatori, giurando che li avrebbe denunciati se gli strani fenomeni fossero continuati

nonostante le rassicurazioni di Willard.

- Tutto a posto, signorina Kathy. Il caso è risolto e lei potrà tornare già domani a casa sua. Tra qualche giorno riceverà la nostra

parcella.

- Davvero? Non succedono più quelle…cose?

- Stia tranquilla, non succederà più niente, glielo assicuro.

Meglio per lui se non succedono, pensò la ragazza, o gliela faccio pagare cara.

 

*

 

- Ho appena parlato con Kathy, Sanderson. Non la finiva più di ringraziarmi.

- Allora è davvero tutto finito.

- Così pare. Il mio espediente ha avuto successo.

Sanderson si grattò la pelata.

- Ma ha già ricevuto la nostra parcella?

- Non ancora, ma le ho comunicato la cifra e ha detto che sarà ben contenta di pagare. Mi spiace solo che dovrà sborsare altri soldi

per riaggiustare l’appartamento.

- Però ora toglimi una curiosità.

- Quale?

- Che diavolo di espediente hai usato? A chi hai telefonato quel giorno, dopo che mi avevi spiegato la tua teoria?

Quando Willard glielo disse, scoppiarono entrambi a ridere, con le lacrime agli occhi.

 

*

 

Quando Kathy ricevette per posta la parcella dei due investigatori, notò con piacere che la cifra era in effetti quella comunicatole per

telefono da Willard. Rimase però sconcertata quando lesse le voci nella nota spese:

 

·        Numero 6 (sei) giorni di lavoro: £ 1320

·        Spese per il cibo per giorni 6 (sei): £ 134

·        Affitto prostituta per giorni 2 (due): £ 340

·        Totale parcella: £ 1794

Cordiali saluti,

Willard&Sanderson

 


 L'AUTORE

 

L'autore di questo racconto è Gabriele Lattanzio

 

Mi chiamo Gabriele Lattanzio, 27 anni.

Vivo e lavoro a Milano, appassionato di horror e in particolare della figura leggendaria del vampiro.

Mi piace scrivere, il mio sogno è di farlo a tempo pieno. O di diventare un vampiro, in alternativa... 

 
 

 

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