Si erano
incamminati lungo il bosco, passando tra una fronda e l’altra, alla
ricerca del cibo. Erano momenti difficili quelli, ma i piccoli non ne
avevano colpe: dovevano nutrirsi. Così avevano atteso la notte e si
erano addentrati nelle tenebre, fin quando un bagliore, velato da un
fumo danzante, non colse la loro attenzione.
Poteva esser una
trappola, pensarono, ma valeva la pena di rischiare. Così si diressero
guardinghi verso la luce. Il silenzio era assordante, mentre a ogni
passo si sentivano più scoperti, come se un occhio indiscreto fosse
pronto per fulminarli. Videro quel biancore sferico sopra di loro,
sospeso nella nebbia, ma avanzarono comunque, con l’audacia di chi è sul
orlo della disperazione.
Non successe
nulla, anzi dal grigiore spettrale emerse un vetusto cascinale. Era là
davanti a loro, a poche decine di metri. Non c’erano finestre
illuminate, né segnali di vita. Tutto era quieto, addormentato.
Nell’aria
galleggiava un intenso odore di marciume, probabilmente proveniente
dalla porta di legno.
- E’ proprio la
nostra serata fortunata -, pensarono, quando superarono, senza fare
rumore, l’ingresso della struttura, trovandosi di fronte a numerosi
sacchi traboccanti di cibo.
Tutta quella roba
li avrebbe garantito qualche giorno di tranquillità, senza più doversi
esporre a quelle pericolose scorribande. Ne dovevano approfittare.
Afferrarono quanto
più possibile, poi, si guardarono di nuovo. Fu un breve, ma intenso
sguardo, quasi commosso, dopo di che la giovane mamma si gettò, rapida,
verso il sentiero. Il suo amato la scrutò sino a quando l’abisso non la
avvolse completamente. Sentì i suoi passi schioccare sconnessamente,
come sulle pelli di un tamburo, diminuendo di intensità sino a divenire
impercettibili.
Pochi secondi
dopo, partì anche lui. Schizzò fuori dal cascinale, come un sasso
scagliato da una fionda. La nebbia era ancora là, davanti a lui, a
disegnare un muro brulicante. Avanzò per alcune decine di metri, poi,
interruppe la corsa, morso da una sensazione di angoscia.
Alcune provviste
erano abbandonate lungo il sentiero e ciò era molto strano, perché la
sua compagna era assai precisa. Il cuore gli batteva forte nel petto, ma
doveva proseguire. Fece alcuni passi, poi, vide quello che non avrebbe
mai voluto vedere. Tra l’erba umida era dipinta una lunga scia di sangue
e, poco più in là, affogata in un mare rosso, la testa del suo amore.
Non si fece
domande su chi o cosa potesse aver compiuto un tale scempio, fu preda di
un terrore primordiale che gli inibì ogni ragionamento. Scattò verso il
bosco, ma la sua fu una fuga destinata a fallire sul nascere. Qualcosa
lo stava osservando…
Udì un
leggerissimo soffio di vento, quasi impercettibile. Poi, cadde a terra,
inondato da un dolore paralizzante. Le carni si dilaniarono ed ebbe come
la sensazione di venire trascinato verso l’alto. Si sentì colare un
liquido caldo tra la pelle, mentre le narici gli furono aggredite da un
odore acre. Urlò con tutta la voce che aveva in corpo: qualcosa di
mostruoso lo stava sbranando.
I colori del mondo
si affievolirono sempre di più e con essi il dolore, mentre nelle sue
cellule cerebrali scorrevano le immagini del suo amore e dei suoi
piccoli. Adesso, chi avrebbe pensato a loro? Lanciò un ultimo flebile
lamento, poi, chiuse gli occhi, per sempre.
Improvvisamente
dei latrati squarciarono la quiete. Il cane che dormiva nel cortile
della fattoria si era svegliato e aveva iniziato ad abbaiare, a gran
voce.
Le luci nella casa
si accesero e, poco dopo, un uomo in canottiera uscì dall’edificio. In
una mano aveva una lanterna, mentre nell’altra teneva una doppietta.
Avanzò con andatura claudicante in direzione della cascina. La notte
arretrava a ogni suo passo, sin quando si fermò davanti al portone della
struttura. Era socchiuso. Stava per controllare che tutto fosse in
ordine, quando un urlo schiantò il silenzio.
- Vieni a vedere,
papà! – disse una voce familiare.
L’uomo si girò di
scatto.
- Che
cosa c’è, Fulvio? -, domandò.
- Vieni a vedere.
Camminò
in direzione della voce, passando sotto il lampione pubblico, poi, vide
suo figlio: era immobile, con lo sguardo diretto verso il suolo.
- Beh? –
gli chiese illuminandogli il volto.
- Guarda
là – gli rispose il bambino, allungando l’indice.
L’uomo
seguì il dito del piccolo. Indicava del granturco sparso a terra in
mezzo a delle scie di sangue. Più, avanti una testa di un topolino di
campagna spuntava tra i filamenti di erba.
- Stupido di un
cane –, disse l’uomo, scuotendo la testa, - vieni, ritorniamo a letto –,
aggiunse, poi, prendendo per mano il bimbo.
Intanto dall’alto
di una betulla, due grandi occhi gialli scrutavano nella notte. Un corpo
bianco, come il sudario di un fantasma, era appollaiato su una quercia,
mentre dalle fauci gli penzolavano delle viscere. Più in basso, adagiati
attorno ai suoi artigli, dei cuccioli di barbagianni squittivano,
assaporando il gusto del cibo fornitoli dalla loro madre…
Matteo Mancini nasce a
Pisa il 15.07.1981 e vive praticamente da sempre a Tirrenia (PI).
Laureatosi in
giurisprudenza nell’ottobre del 2005 è attualmente impeganto nel compimento
della pratica legale, in vista dell’esame per l’iscirizione all’albo degli
avvocati.
Appasionato di criminologia nonché di cinema e letteratura di genere,
trascorre molte ore in compagnia dei saggi dei vari Picozzi e De Luca,
alternandoli con
letterature di intrattenimento firmate dai vari H.P. Lovecraft, E.A.Poe, ma
anche da scrittori contemporanei come C.Lucarelli e C.Barker.
Inizia a scrivere
partendo con la stesura di saggi di criminolgia, passando presto alla
redazione di recensioni e commenti dei films visionati,
come dimostra il
numeroso materiale pubblicato in giro per la rete sotto lo pseudonimo di
giurista81. Si dedica, poi, alla stesura di mini sceneggiature,
per giungere, infine,
nel dicembre 2006, dopo l’iscrizione al forum del sito
www.latelanera.com, alla redazione del suo primo racconto.
Tra i migliori
risultati raggiunti in ambito narrativo si segnala il terzo posto nel
concorso “La Strategia della tensione”,
indetto dal quotidiano
“Il Tirreno” con la collaborazione del duo Lucarelli-Bortolotti,
e la pubblicazione di
un racconto fantascientifico nell’antologia “N.A.S.F.3 - Robot vs. Alien”
curata dai gestori del sito
www.nuoviautori.org.
Collaboro
col sito www.sognihorror.com in
qualità di recensore delle pellicole horror.