SOGNI HORROR

 
   
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 AUTORI PUBBLICATI

 

 Emanuele Mattana

  1. La Voce Nella Notte
  2. Vigilanza Notturna
  3. Un Gran Brutto Natale
  4. Per Amore Dei Figli

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Gabriele Lattanzio

  1. Il Primo Caso Di Willard & Sanderson

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Marco Milani

  1. Notte Chiara

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Andrea Laprovitera

  1. Il Mio Nemico

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Simone Corà

  1. Luciano E Il Fantasma

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Giacomo Ilacqua

  1. Terrore A New York

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Andrea Carbone

  1. Per Sempre

 

 

VIDEO DI PRESENTAZIONE

 

Per vedere i video di presentazione dei racconti

LUCIANO E IL FANTASMA

*

PER AMORE DEI FIGLI

*

TERRORE A NEW YORK

*

PER SEMPRE

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 LA VOCE NELLA NOTTE

 

-          Ho fame.

Stefano si svegliò in un bagno di sudore.

Era cosciente del fatto che questa volta, la voce, l’aveva sentita per davvero e che non si trattava di un sogno.

Accese l’abat-jour sul suo comodino e prese un fazzoletto dal cassetto per asciugarsi il viso e la fronte.

Marta stava ancora dormendo, non si era accorta di nulla.

-          Stefano, ho fame! Saziami.

Il ragazzo sbarrò gli occhi gelando di terrore sentendo il suo nome venir pronunciato da quella voce ovattata e rauca.

Si ritrasse sul letto tenendo piegate le ginocchia e serrando le braccia attorno agli stinchi come per proteggersi da qualcosa.

-          Stefano, vieni qui, da me!

Questa volta il ragazzo si agitò così fortemente che Marta si svegliò di scatto.

-          Che cos’hai, Stefano? – domandò la ragazza con tono preoccupato.

-          C’è qualcuno… qualcosa che mi chiama, mi chiama per nome!- replicò il giovane.

-          Ma che dici? Sono le quattro passate del mattino, sarà stato un incubo, dai calmati e torna a dormire.

-          Non era un incubo… e non è nemmeno la prima volta che sento quella voce che mi chiama… è dalla sera che

sono uscito con Simone, da quella cazzo di sera! Non dovevo rubare quel dannato mobiletto!

-          Ancora con quella storia dello specchio in quella casa abbandonata! Dai, piccolo ora calmati, ci sono qui io,

domani andiamo a disfarci di quella specchiera… nessuno può spaventare il mio Stefano.

-          Stefano! Ho fame!

-          L’hai sentita ora? Dimmi che l’hai sentita anche tu!

-          Non ho sentito un bel niente, ora finiscila che mi spaventi! Dai, ora vado a prenderti un bicchiere d’acqua, ok?

-          No, non andare, ho paura a restare qui da solo.

-          Senti, ora finiscila! Stai esagerando e io sto crepando di sonno, tra meno di due ore mi devo alzare per andare a lavoro.

 Vado a prenderti un po’ d’acqua e poi ce ne torniamo a letto e dormiamo abbracciati, ok?

-          Va bene… ma fai presto, per favore.

Marta scese dal letto, indossò le sue ciabatte e si diresse verso la cucina scomparendo nel buio.

-          Almeno accendi la luce! – gridò Stefano.

La ragazza non rispose nulla, ma la luce del corridoio si accese e questo tranquillizzò in qualche modo il giovane.

Trascorsero dieci minuti abbondanti.

-          Ma quanto ci metti, tesoro? – domandò il ragazzo con tono preoccupato.

Nessuno rispose.

Stefano ripeté la stessa domanda alzando il tono di voce e ancora una volta non ottenne risposta.

A quel punto il ragazzo scese dal letto silenziosamente.

Afferrò la cintura con la fibbia in ferro e se la avvolse sulla mano destra brandendola come una frusta.

Avanzò sino alla porta della camera e arrivò in corridoio.

La luce era ancora accesa.

Anche dalla cucina filtrava la luce. Marta era ancora là e Stefano era sicuro che voleva fargli uno scherzo.

-          Dai, stronza! Piantala di giocare… ho già paura per i cavoli miei, non ti ci mettere anche tu!- Disse con tono

minaccioso il ragazzo.

Un rumore di vetri infranti giunse dalla cucina.

-          Hai visto che a furia di giocare hai fatto il danno?  

Alla domanda di Stefano non replicò la ragazza.

Giunse sino alla porta della cucina e vide una bottiglia d’acqua a terra in mille pezzi con tutto il liquido sparso sul pavimento.

Marta non era nemmeno lì.

Entrò in soggiorno e accese la luce e nemmeno in quel locale c’era traccia della ragazza.

Uno schianto improvviso fece gelare il sangue di Stefano.

La porta del bagno alle sue spalle si era chiusa violentemente.

-          Grandissima stronza! – disse il ragazzo – Ora mi stai facendo davvero incazzare!

Stefano aprì la porta del bagno.

Una volta spalancata la porta venne colpito da un liquido freddissimo in pieno volto.

- Ecco il tuo bicchier d’acqua! – gridò Marta iniziando a ridere di gusto.

Era in lacrime dalle risate.

-          Ahahahah! Dovresti vederti! Sei così ridicolo! – diceva la ragazza piegata dalle risate.

-          Ho fame! Stefano ho bisogno di nutrirmi!Devo rigenerami per liberarmi.

Stefano accese la luce del bagno e afferrò per il collo la ragazza e la strinse con forza.

Marta si rese subito conto che non stava scherzando il suo ragazzo, ma che era impazzito e che la stava strangolando.

Stefano spinse la ragazza contro la parete facendole picchiare ripetutamente la testa contro l’armadietto.

Avvolse il collo della donna attorno alla cinghia che serrava tra le mani.

La stessa cercò di divincolarsi dalla presa ma non era abbastanza forte.

Diventò paonazza in volto.

Le mancava l’aria.

Stefano la stava strangolando con la cinta.

-          Ho fame!  

Il ragazzo non connetteva più era fuori di senno.

Afferrò la donna per i capelli e con forza le scaglio il volto contro il bordo del lavandino in ceramica.

Marta sbatté la bocca violentemente contro il lavandino.

- Hai fame? – disse il giovane – Ecco! Ora puoi soddisfarti, cibati del suo corpo!

Stefano afferrò il corpo della ragazza priva di sensi e la scagliò con gran forza contro lo specchio il quale andò in mille pezzi.

Il corpo della ragazza ricadde a terra privo di vita.

I mille frantumi di specchio sparsi a terra iniziarono a vibrare, a muoversi.

Spuntarono dai lati di ogni coccio delle zampe simile a quelle dei ragni e presero a muoversi tutti insieme in direzione della ragazza.

Si unirono tutti insieme prendendo la forma di un essere mostruoso che rifletteva in modo scomposto l’ambiente circostante.

Stefano rimase impietrito nel vedere quell’essere.

Già, quell’essere diabolico che aveva visto riflesso nello specchio in quella casa abbandonata qualche giorno prima.

Quell’essere che lo aveva fissato intensamente negli occhi, sino a possederlo in qualche modo.

Quell’essere che ora stava divorando il corpo di Marta!

Di Marta non restò più niente, solo una grande chiazza di sangue a terra.

Quel dèmone si voltò e avanzò in direzione del ragazzo.

-Ho ancora fame!

Stefano osservò i suoi stessi occhi riflessi in quell’ammasso scomposto di frantumi di specchio prima di

chiudere gli occhi per l’ultima volta.

Passò diverso tempo.

Quando Stefano si riprese e aprì gli occhi si trovò immobilizzato in piedi all’angolo di un grande salone.

Non conosceva quel luogo.

Non sapeva dove si trovava e quanto tempo fosse passato da quella notte.

Poco dopo, gli si presentò davanti una ragazza.

La giovane si aggiustava i capelli e lo fissava continuamente.

Cercò di porgerle la mano, ma non ci riuscì.

Tentò di avanzare verso di lei, ma non si mosse.

La ragazza estrasse dalla sua borsetta il rossetto e fissando Stefano iniziò a truccarsi.

Stefano nella sua mente realizzò.

Ora sapeva cosa doveva fare.

La ragazza si arrestò di scatto quando sentì una voce che le disse :

- Ho fame!

 


 L'AUTORE

 

L'autore di questo racconto è Emanuele Mattana

Emanuele è residente a Varese. Lavora (prevalentemente di notte) come GPG presso un'azienda nel settore della Moda.

Ex carabiniere. Studia informatica e lavora. Grandissimo appassionato di letteratura horror, divora fumetti e film

del genere indicato. Adora disegnare nonché scrivere, ha già disegnato fumetti per diverse case editrici tra cui

la "Emilia Romagna Eventi" e la Marco Cattaneo Editore. Ha da poco ultimato di disegnare un nuovo fumetto

sulla sceneggiatura di un amico (titolo "Stazione di servizio" in attesa di una eventuale pubblicazione).

Sta scrivendo anche due racconti fantahorror che sogna di pubblicare. Ogni cosa che decide di fare la porta

alla materializzazione. Non lascia nulla al caso. Ama i rally (e prima o poi ne correrà uno, ed è convinto pure

di ottenere ottimi risultati). Adora il basket e tifa in modo esasperante la sua squadra del cuore,

 la Pallacanestro Whirlpool Varese! Ama gli animali e la natura... ma anche la sua ragazza.

Al momento sta cercando di comprare casa. Ora l'ha comprata!!!

 

 
 

 

inviasognihorror@yahoo.it

LA MUSICA CHE STATE ASCOLTANDO E' LA COLONNA SONORA DEL FILM - PHENOMENA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI - © degli autori