SOGNI HORROR

 
   
  [Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Sogni d'horror]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]|[Vampiri]|[Frasi Horror]|[Chi siamo]|[Buio in sala]|[Link]  
 

 AUTORI PUBBLICATI

 

 Emanuele Mattana

  1. La Voce Nella Notte
  2. Vigilanza Notturna
  3. Un Gran Brutto Natale
  4. Per Amore Dei Figli

________________________

Gabriele Lattanzio

  1. Il Primo Caso Di Willard & Sanderson

____________________________

Marco Milani

  1. Notte Chiara

________________________

Andrea Laprovitera

  1. Il Mio Nemico

________________________

Simone Corà

  1. Luciano E Il Fantasma

________________________

Giacomo Ilacqua

  1. Terrore A New York

____________________________

Andrea Carbone

  1. Per Sempre

________________________

Matteo Mancini

  1. Occhi Dall'Ignoto

 

 

VIDEO DI PRESENTAZIONE

 

Per vedere i video di presentazione dei racconti

LUCIANO E IL FANTASMA

*

PER AMORE DEI FIGLI

*

TERRORE A NEW YORK

*

PER SEMPRE

*

OCCHI DALL'IGNOTO

clicca qui

 

 NOTTE CHIARA

 

 

 

Era una notte chiara.

Una di quelle notti così limpide e cristalline che quasi sconvolgono i sensi di chi sta a contemplare  il cielo osservandone gli

infiniti particolari, magari seduto sui gradini di una scala esterna in cotto, poggiato al muro dipinto a graffio di casa propria e

con davanti un passamano di alluminio opaco sporco di polvere e pioggia.

Stelle. A migliaia, a milioni. Innumerevoli, da riuscirne a contare solamente poche decine prima di perdersi in quella marea

di ammiccanti luccichii.

Per guardare la via lattea bisognava mandare la testa all’indietro e sbattere contro la parete tiepida,inarcando al limite schiena

e collo, fino a rimirarne l’estremo confine a ridosso del cornicione.

Le Pleiadi rimembravano solitarie nella loro straordinaria unicità, dritte sopra il camino dell’edificio antistante vecchio e maltenuto.

A capo rilassato e con sguardo alto mi ipnotizzavano con la loro naturale bellezza e ridestavano leggendari ricordi come di

vite primordiali o da voli di fantasia.

La sola compagnia indiretta di un canelupo, ancora un cucciolo ma non per molto.

Era oltre la recinzione in rete, di guardia, se così si può dire, allo stesso macilento edificio sottostante le Pleiadi.

Passeggiava avanti e indietro con passo lento e cadenzato, la coda in movimento allegro per attirare le mie attenzioni.

Ormai ci conoscevamo, da buoni vicini di casa.

La sua ombra ora lo precedeva ora lo seguiva, proiettata dallo scudo che il suo corpo agile e giovane opponeva ai raggi flebili di

una luna appena nata e bassa sull’orizzonte. Il suo sguardo, rilucente ai lucori notturni dirompendo da occhi grandi e buoni,

si rabbuiò per colpa di un gattone color rosso slavato, il quale, bighellonando morbidamente per la stradetta laterale protetto

dal cancello di ferro, lo distoglieva da quella nostra silenziosa compagnia istigandolo per istinto a correre come un pazzo ed

abbaiare con foga e potenza.

Come d’un tratto si era risvegliato da quel mellifluo torpore, immediatamente riprese il suo solito comportamento non appena il

gattone sparì alla sua vista, subito oltrepassato il cancello d’accesso alla casa.

Non lo aveva preso neppure stavolta, pareva ammettere il cucciolo, con quella sua posa particolarmente

stantia post-preda fuggita. E se un giorno lo avesse agguantato?

Riprese a scodinzolare tornando verso di me, con la sua ombra al seguito che pareva ancora più allungata rispetto a prima.

Di nuovo scese il silenzio. Solo un lieve alito di vento muoveva le fronde dei pochi e bassi alberelli del giardino.

Distratti dalla luce indiretta di un lampione sulla strada, i miei occhi si riabituarono a rimirare il blu scuro foruncolato di bianco sopra

la mia testa. Bellissima serata… Le stelle meno brillanti riapparvero una ad una, dapprima sfocate e poi sempre più nitide,

precisandosi man mano nei contorni e in quei piccoli punti luminosi che erano.

Un movimento mi distrasse, a lato del garage, dieci metri circa dal mio punto d’osservazione.

Non si vedeva assolutamente niente, forse era stata solo una mia sensazione. Ma non era una bella

sensazione se un brivido freddo mi aveva attraversato la schiena scuotendomi di colpo dal profondo della mia totale calma.

Non ero propriamente convinto di avere un abbaglio. Qualcosa si era mosso, anzi, si muoveva.

Così almeno mi pareva. Notavo qualcosa ma… era impossibile. Sembrava un paradosso, ma era

assolutamente e completamente buio, là. Troppo buio per un cielo così luminoso anche se notturno.

Un buio quasi solido, impenetrabile, all’apparenza malsano. Pensai ancora che la mia immaginazione mi stesse giocando dei

brutti scherzi.

Ricordi di streghe, mostri e uomini neri, residui infantili teoricamente sopraffatti dalla ragione, dall’età e dall’esperienza e relegati,

momentaneamente inertizzati, in un qualche angolino della memoria, ma sempre pronti a rispuntare alle prime avvisaglie di anormalità.

Oramai la magia da ‘notte chiara’ era svanita, interrotta da quel disturbo inquietante per ora sconosciuto ed invisibile.

Magari un nonnulla o un colpo di vento, un animaletto spaurito… nel qual caso il cane avrebbe dovuto… abbaiare!!!

Ma dove era andato a ficcarsi il cane? Di solito faceva sempre un casino boia ad ogni minima variazione vitale nel suo campo d’azione.

Dov’era finito?

Lo vidi.

La sua forma oblunga e scura stava finendo di svoltare l’angolo della vecchia casa. Se ne stava andando quatto quatto con la

coda infilata tra le gambe.

Forse si era stufato di starmi a guardare e a scodinzolare senza ricevere nemmeno una carezza o un complimento in cambio

come spesso succedeva. Anche per lui la magia da ‘notte chiara’ era terminata, qualcosa aveva interrotto quell’idillio naturale di

calma e silenziosa nottata estiva.

Mi parve di udire un uggiolio sommesso del mio amico a quattro zampe e lo sbattere delle sue unghie sul cemento, tipico di quando

si mette a correre.

Di nuovo il movimento, quasi impercettibile ai sensi ma realmente presente.

Com’è possibile vedere nel nero più nero? Che sia solamente un grigio molto scuro? Inutile pensiero.

Iniziali sensazioni di insofferenza. Era sempre più strano, mi sentivo ‘diversamente’ strano.

Non un rumore infrangeva quel muro di silenzio, creatosi forse per psicosi collettiva di tutto il genere faunistico locale.

Pure i grilli, che sempre costantemente rompevano i cosiddetti fino alle prime luci dell’alba, avevano deciso di entrare in sciopero?

Forse era uno di quei momenti premonitori di disgrazie. Tipo un terremoto in arrivo. Gli animali captano in anticipo queste cose.

Forse… ma già sapevo che così non era.

Da qualche attimo ero rimasto all’erta, puntando come un setter da caccia o un militare di guardia sulla garitta, ma non avevo

né udito né visto niente, eppure… Mi sentivo maledettamente a disagio e mi venne voglia di rientrarmene in casa.

Fare gli ultimi tre scalini, aprire la porta e rinchiudermi dentro, al sicuro. Ma al sicuro da cosa?

Pensai di essere uno sciocco impressionabile e rimasi lì, umana roccaforte eroica, a tentare di penetrare quell’oscurità con un

senso d’angoscia crescente, nonostante cercassi di comportarmi da persona razionale.

Mi chiesi, con un impeto rabbioso, come potesse un attimo di così intensa intimità, di suadente silenzio, di simbiosi anche,

con la notte chiara e il suo cielo stellato trasformarsi, essere mutata e rovinata da una insignificante, incomoda e malnata distrazione.

Fu in quel momento, proprio a finir di pensiero, che il terrore prese forma fisica con la rapidità di un lampo, propagandandosi per

tutto il mio corpo in fremiti come fuoco in una balla di fieno seccatodal sole estivo.

Un’ombra scura (era poi veramente un’ombra?) e informe scaturì dal nero (era poi veramente nero?) creatore della mia angoscia,

un anfratto inesistente delle dimensioni di un portone posto dietro e a fianco l’angolo del garage e sfrecciò fino alle scale e poi sopra,

verso di me.

Non mi mossi o non fui in grado di farlo, rimasi impietrito. Non riuscii a capire cos’era… se era qualcosa, se era qualcuno, se era e basta.

Non riuscii ad inquadrarlo. Non riuscii a definirlo. Era solo scuro (o forse nero?). Non aprii bocca mentre un urlo mi cresceva dentro,

non feci in tempo.

Come pure non ebbi neppure il tempo di avere paura… o forse quella sì?

Ricordo solamente una cosa, in modo chiaro ed univoco. Risultato dell’ultimo istante, quando occhi, nervi e cervello riuscirono finalmente

a mettersi d’accordo. Due occhi infuocati da pupille alterate, terribili e viscosi di fluidi marcescenti, pieni di odio inumano, puntati nei

miei mentre delle fauci tremende mi azzannavano con impeto la gola. Odore di materia, guastata da secoli d’inferno.

La luna dietro, come un sorriso di bambino.

Il seguito fu buio. Vero buio.

Un buio di un’oscurità che mai avevo visto, né provato. Esatto, provato.

Era un buio ottuso, denso, quasi palpabile, simile nella totalità della sua presenza a quello dell’angolo del garage che aveva partorito

la causa della mia fine.

E poi, dopo attimi d’improbabile lunghezza o di infinita brevità qual si voglia dire, di ‘sostanza corvina’ e luttuosa, una luce in lontananza.

Un faro di comprensione, una nota di vero intendimento. Luce!

Familiare e stupenda come la notte chiara.

Speranzoso e rinfrancato, come attraverso un tunnel avanzai. Camminando, volando, pensando.

A volte pareva di attraversare soffice bambagia, altre di dibattersi faticosamente nel fango, altre ancora di fluttuare nella corrente di

una brezza leggera.

Avanzai ancora e ancora. Non so come e in che forma ma continuai ad andare avanti e… penetrai nella luce, finalmente.

Luce vivida, solida, violentemente profonda. Vi ero immerso, con tutto me stesso, ne ero parte integrante.

Ero pervaso da sensazioni indescrivibili, completamente ebbro di splendore e partecipazione.

Avvertivo silenzio e musica insieme, canti celesti e mute note di spirito, in una fusione di tutte le felicità che un’anima spera di

trovare sempre, senza avere la benché minima idea, fino a quel momento, che potesse veramente esistere qualcosa del genere.

Poco alla volta capii, compresi appieno il mio futuro, il futuro di tutti, di tutte le umanità.

Sono felice di essere morto.

Sono felice di poterlo raccontare.

Sono felice di essere tornato a casa.

 

 

N.B. Il racconto è stato trovato su di una musicassetta, fatta scorrere al contrario e ascoltata a velocità accelerata. Il signor M. F. (non vuole sia fatto il nome per ovvie ragioni), in sogno, ha ricevuto il messaggio con le istruzioni relative per poter ascoltare la registrazione. La voce dice di essere un certo Pierangelo. La musicassetta è una fabbricazione originale, l’album ‘Back in Black’ degli AC DC.

 


 L'AUTORE

 

L'autore di questo racconto è Marco Milani

Nato a Como il 5 maggio 1964. Residente a Stienta provincia di Rovigo.

Scrittore per hobby o per il bisogno fisiologico di mettere pensieri su carta. Storie horror, fantascienza e fantastiche

dal 1991 sotto forma di romanzi, racconti lunghi, brevi e microracconti. Anomalo, orrore e fantastico, questi sono i generi

primari in cui mi ritrovo, non solo a scrivere ma anche come letture. Ho steso centinaia di poesie partendo da molto

indietro nel tempo, la cosiddetta fase da crisi adolescenziale come succede a tanti, ma ancora adesso nonostante tutto,

ogni tanto scaturisce fuori ancora qualche verso. Strada facendo ho attraversato il periodo umoristico, con storielle comiche,

raccolte infinite di battutari e fraseggi ricreativi. Capita... Adoro Tolkien, Asimov, Brooks, King, Barker e Lovecraft.

Oltre alla narrativa bazzico costantemente tra testi di ufologia, misteri, archeologia spaziale, parapsicologia, storia alternativa.

 Sono fanatico di musica, specialmente hard & metal e dei favolosi gruppi big rock di qualche anno fa.

Tutto ciò che è alternativo, diverso, orientale o fuori norma rientra nel mio ambito d'azione e di stile di vita, tanto da farmi

diventare maestro di arti marziali e reikista.

Libri:   SOGNANDO E DINTORNI (2004 - Prospettiva Editrice)
             HSF
(2005 - Prospettiva Editrice)
        IL GUERRIERO DI LUCE (2006 - Larcher Editore)
        EVOLUZIONE 14 (2007 - Magnetica Edizioni)

Progetti: NOIR NO WAR (2005 - Giulio Perrone Editore) con Alda Teodorani

Ideatore di PROGETTO LETTERARIO INTERNAZIONALE e co-fondatore di NeXT, rivista di cultura connettivista.
Partner con il network
KAOSKULTURE il blog  CYBERGOTH e con il progetto SITINSIEME.

Collaboro con:
            FANTASCIENZA.COM   NEXT-STATION   LIBRERIADONNA   SOLARIS
            CLUBGHOST   PAGINAZERO
   PROGETTOBABELE   LANKELOT   

e con:
            PEACELINK  -  Associazione IL FIUME  -  LIBROMENTE fiera del libro  - 
OD@P

Nel marzo 2002, giorno più giorno meno, nei miei primi viaggi in rete mi sono imbattuto in un sito che trattava di horror, il ClubGHoST, dove si potevano pubblicare i propri racconti se la redazione li riteneva idonei. In quel momento è scattato qualcosa è la domanda è sorta spontanea: i miei saranno 'idonei'? La risposta fu si. Da allora ho tirato fuori tutta la mia roba da dentro al fantomatico cassetto, con il proposito di tirare le somme su dieci e passa anni di attività scrittoria e darle un senso logico. La pubblicazione. Quindi, era giunto il momento di darsi da fare. Ad ottobre 2002 il primo resoconto: 11 racconti pubblicati on-line in 10 diversi siti, 2 sono finiti su fanzine, 6 sono diventati una raccolta in E-book. 4 siti mi hanno detto che mi pubblicheranno e 6 siti non mi hanno neppure risposto. Un secondo E-book sta per uscire, 3 racconti dovrebbero finire su fanzine diverse. Ho due romanzi in stesura e qualche racconto da sistemare. Iniziano le collaborazioni con Clubghost, Paginazero, Digitarte. La corsa è partita e in ogni caso, mal che vada, mi sono fatto il sito ad hoc (meglio prevenire...)  domn-mistic-on the horror, fantastic and sf site.

Marzo 2003. 20 sono le opere on-line in 21siti diversi. 2 ebook all'attivo con un terzo in arrivo, si è aggiunta una pubblicazione su rivista letteraria e una su un progetto multimediale. 3 libri sono in opera, i due romanzi e i racconti sono ancora messi come prima, non si può fare tutto. DOMN-MISTIC-ON prosegue, è diventato un sito di 'letteratura e pace' grazie a Peacelink e poi a Medici senza frontiere e Un altro mondo. In rete ho trovato molta gente valida e ho avviato il progetto SITINSIEME, siti letterari riuniti in un unico forum e la speranza è che diventi un qualcosa di più. Parte anche l'avventura nel mondo dei blog, con Sandro Battisti in CYBERGOTH.

1 Giugno 2003. DOMN-MISTIC-ON da sito per caso si trasforma in DOMIST.net - Letteratura e Pace. Sito 'serio' con una redazione, un dominio con spazio illimitato, idee da sviluppare. Qualcuno (S.B.) ha parlato di portale... è c'è anche AMANI for Africa. Settembre 2003. Inizia la collaborazione con  PROGETTO BABELE, ovvero nasce ZONA D, tra horror e fantascienza appuntamento fisso sulla rivista on line con racconti a articoli a cura di  DOMIST.net.
Gennaio 2004 parte
PROGETTO LETTERARIO INTERNAZIONALE, la prima idea balzana che diventerà un qualcosa di grande. Autori che si traducono a vicenda, siti in interscambio, collaborazioni in ambito letterario, di letteratura e pace e letteratura d'immigrazione, in un immenso calderone autogestito e completamente no profit.

23 Febbraio 2004. Finalmente l'esordio 'cartaceo', è uscito il primo libro, sperando che non sia anche l'ultimo. Sognando e Dintorni pubblicato da Prospettiva Editrice è una raccolta di 10 racconti di genere fantastico e sf e all'occasione anche un libro 'utile', ovvero in tema di 'Letteratura in Pace'  in collaborazione con Peacelink: tutti i diritti andranno a sostenere Amani for Africa per aiutare il centro di Kivuli. E intanto si inizia con KAOSKULTURE e nasce la collaborazione con LANKELOT.
Marzo 2004. In veste di co-fondatore e vice-presidente ho dato seguito a un'idea di sempre: un'associazione culturale a tutto tondo in tema Pace.
IL FIUME, affiliata con Libera contro le mafie Peacelink e in coordinamento locale con realtà come Emergency e Festival dei Popoli. A riassumere, ecco l’art. 3 dello statuto “L’associazione ha come scopo di: perseguire finalità di solidarietà sociale, promozione della cultura, tutela dei diritti civili e affermazione della pace come valore universale.”

Gennaio 2005. E’ il momento del Connettivismo, un movimento letterario cyber-futurista nato dal connubio con altri due autori di science fiction e cyberpunk: Sandro Battisti e Giovanni De Matteo. Dopo il Manifesto del Connettivismo, ad aprile, esce il primo numero della relativa rivista: NeXT.
Maggio 2005. Nell'organizzazione, e partecipa a LIBROMENTE, la prima fiera del libro a Rovigo.
Agosto 2005.
HSF è il secondo libro. Una raccolta di 13 racconti horror e fantahorror sempre edita da Prospettiva Editrice.
Dicembre 2005. Con Alda Teodorani cura la raccolta
NOIR NO WAR, in un progetto di DOMIST.net a favore di Emergency. La rivista NeXT è arrivata al numero 3 con risultati sorprendenti.

2006 - 2007. Avanti... avanti... avanti...

 

 
 

 

LA MUSICA CHE STATE ASCOLTANDO E' LA COLONNA SONORA DEL FILM - PHENOMENA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI - © degli autori

inviasognihorror@yahoo.it