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Titolo:Il
Migliore Amico Dell'Uomo
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Titolo originale: Man's
Best Friend
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Regia: John Lafia
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Cast: Ally Sheedy, Lance
Henriksen, Robert Costanzo,
Fredric Lehne, John Cassini,
J.d. Daniels, William Sanderson
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Data di uscita: 1993
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Genere:
Fantascienza/Horror/Thriller
TRAMA
Lori
Tanner, una reporter che sta realizzando un servizio televisivo col
quale intende rivelare all'opinione pubblica gli atroci esperimenti
genetici condotti su dalla Emax, penetra nei laboratori della compagnia
e libera Max, un colossale mastino tibetano. La donna non sa che
l'animale è stato sottoposto a un esperimento nel quale al suo DNA sono
state aggiunte parti del codice genetico di varie altre specie e che
soltanto un particolare calmante riesce a tenerlo sotto controllo…
RECENSIONE
Film Tv ingiustamente poco reclamizzato,
anche sui siti di genere, che non avrebbe affatto sfigurato sul grande
schermo e che probabilmente si rivela la miglior opera del regista John
Lafia (conosciuto probabilmente per opere come “La Bambola Assassina 2”
o “Rats – Il Morso che uccide”). La sceneggiatura affronta un tema molto
caro alla sci-fi, siamo, infatti, nell’ambito delle mutazioni genetiche.
Più specificatamente siamo alle prese con un cane mutante capace di
subire varie metamorfosi attraverso l’utilizzo delle tecniche proprie
degli animali dai quali è stato tratto il DNA per la sua creazione (ad
esempio riesce a mimetizzarsi come un camaleonte, riesce ad arrampicarsi
su un albero come un giaguaro, corre come un ghepardo, ingoia come un
boa, è astuto come un uomo ect). Quello che piace, però, è il fatto che
il regista presenta il “mostro” più come una vittima, nonostante i
misfatti di cui si renderà protagonista, che come un carnefice (cosa che
ricorda molto il film “L’Orca Assassina”). Tale aspetto viene
incrementato, oltre dall’atteggiamento dolce e giocherellone
dell’animale, anche dal fatto che buona parte delle vittime del cane
sono dei personaggi tutt’altro che magnanimi. Ne deriva che lo
spettatore tende ad affezionarsi a Max e a tifare per lui (concedetemi
questa espressione calcistica).
Lafia si dimostra ispirato come non mai
dietro alla mdp, riuscendo coinvolgere lo spettatore e a imprimere alla
vicenda un ritmo sostenuto. Eccellenti le sequenze iniziali (in parte
ricordano quelle con cui si aprirà il film “28 Giorni Dopo”) girate
all’interno di un laboratorio di vivisezione dove vengono ripresi
animali semi-mutilati in un modo talmente buono da sembrare realistico.
Simpaticissimo e beffardo il finale.
Favoloso il cane Max che offre una delle
migliori interpretazioni canine di sempre risultando ultra espressivo e
particolarmente credibile (vedere per credere la scena in cui rifiuta la
carne avvelenata gettandosi contro colui che lo voleva uccidere). Per
quel che concerne le interpretazioni umane, a parte una sufficiente
Sheedy e un ottimo Henriksen (l’indimenticabile Bishop in “Aliens”), non
si segnalano prove particolarmente degne di nota. Carina la colonna
sonora firmata Joel Goldsmith (non so se si tratti di un parente del più
famoso Jerry), buono il make up.
Peccato che si spinga poco sul pedale del
gore cosa che, secondo me, avrebbe sicuramente reso più famosa questa
pellicola che comunque difficilmente annoierà lo spettatore.
In definitiva, “Il
migliore amico dell’uomo” è un divertentissimo beast-movie (sicuramente
superiore a “Cujo” film al quale viene spesso paragonato) che, pur non
essendo un capolavoro, non può mancare nelle videoteche degli
appassionati di questo tipo di pellicole. Da rivalutare.
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM
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