Titolo
originale: 28 weeks
later
Regia: Juan Carlos Fresnadillo
Cast: Robert Carlyle, Rose Byrne, Jeremy Renner,
Amanda Walker, Shahid Ahmed, Harold Perrineau, Catherine McCormack,
Garfield Morgan, Emily Beecham, Idris Elba
Sceneggiatura: Rowan Joffe, Juan Carlos Fresnadillo
Produzione: Gran Bretagna
TRAMA
Sono
passati sei mesi dalla diffusione di un tremendo virus che ha infettato
la maggior parte della popolazione inglese e il cui effetto è di
trasformare le persone in mostri rabbiosi assetati di sangue. L'esercito
americano, intervenuto a difesa dei pochi sopravvissuti, ritiene che la
situazione sia ormai sotto controllo e decide di riaprire il Paese ai
sopravvissuti in modo da poter dare il via alla ricostruzione. I
profughi fanno ritorno e le famiglie degli scampati possono finalmente
riunirsi. Ma il cessato allarme è prematuro: il virus è ancora attivo ed
è persino divenuto più resistente e micidiale.
RECENSIONE
A cinque anni di distanza dall’ottimo
“28 Giorni Dopo”, ecco uscire il sequel che era lecito attendersi dopo
la visione dell’opera di Boyle. Alla regia troviamo il semi-debuttante
spagnolo Juan Carlos Fresnadillo (“Intacto”), mentre Danny Boyle,
insieme a Alex Garland (sceneggiatore del primo episodio), passa al
ruolo meno impegnativo di produttore esecutivo. La sceneggiatura,
sebbene non presenti niente di nuovo, viene firmata addirittura da
quattro autori (Fresandillo-Joffe-Lavigne-Olmo). Tante le citazioni: si
va da “La notte dei morti viventi” (vedi l’inizio”), al prequel “28
Giorni Dopo” (per quel che concerne le ambientazioni) e persino
“Resident Evil Apocalypse (i militari che sterminano la cittadina per
debellare il virus) e soprattutto, nota curiosa direi, “Salvate il
soldato Ryan” (esplicitamente citato nella scena dello specchietto che
inquadra un cecchino, ma anche nella scelta registica di optare per un
taglio molto nervoso). Crudele, ma ottima, la scelta di fare affezionare
gli spettatori a tutta una serie di personaggi che, poi, vengono fatti
morire brutalmente. A parte questo aspetto, il film è tutt’altro che
geniale (dal punto di vista dei contenuti), ma riesce comunque a
regalare qualche buon momento (la sequenza migliore è quella nei
sotterranei con la protagonista che avanza, in una selva di morti,
grazie al mirino infrarossi del suo fucile). La regia ha uno stile
puramente commerciale e bada più all’essenziale che all’eleganza
stilistica. Il risultato non è quindi ottimale, anche perché alcune
sequenze risultano così frenetiche da contenere il pathos che si sarebbe
potuto creare con un taglio meno frenetico.
Più che buone le prove gli attori, tra i
quali si segnalano Robert Carlyle (“The Beach”, “L’Insaziabile”), Rose
Byrne (“Sunshine”) e Jeremy Renner (“Dahmer”, “S.W.A.T.”), quest’ultimo,
forse, tra i più in forma della comitiva. Ottimo il lavoro di Enrique
Chediak alla fotografia. Benissimo anche le scenografie che si rivelano
assai più apocalittiche di quelle ammirate nello splendido “28 Giorni
Dopo” (il che è tutto dire).
Passando agli effetti speciali non si
può che notare un massiccio ricorso alla computer grafica (persino per
creare i fumi), cosa che comunque non penalizza più di tanto la visione
e che viene limitata, per fortuna, alle esplosioni e ai bombardamenti.
Molto brutta (anche da un punto di vista visivo) e fuori luogo la scena
dell’elicottero che in volo falcia con le pale gli zombi: roba da trash
movie di prima categoria.
Piacevoli notizie, invece, sotto il
profilo del gore (davvero abbondante) con un make up di pregevole
fattura e con poche cadute di stile (a parte la sequenza già citata). In
definitiva un’opera divertente che abbandona quasi del tutto le
tematiche fantascientifiche del primo episodio, piegando decisamente
sull'’horror puro e sull’azione.
Visione consigliata, meno l’acquisto.
recensione a cura di
(Matteo Mancini)
ALCUNE
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